Kenneth Karlsson, tra città e campi la scelta di tornare alla terra

Linus (a destra) e Kenneth sul forwarder John Deere 1510G. Il mezzo carica il legname abbattuto dal 1170G e lo trasporta ai margini del bosco, dove lo accatasta in attesa del successivo passaggio del camion per il trasporto su strada
La storia di Kenneth Karlsson, da tecnico informatico a Stoccolma a contoterzista nella piccola cittadina di Enköping

Giunti alla stazione di Enköping, piccola cittadina a circa un’ora da Stoccolma, il termometro segna meno quattro gradi. L’aria è tagliente, il cielo terso e azzurro, e una coltre di neve ricopre i campi tutt’intorno. Ma ad accoglierci c’è il sorriso caloroso di Kenneth Karlsson, contoterzista svedese che ha fatto del ritorno alla terra una vera e propria scelta di vita. Stretta di mano decisa, sguardo diretto, e curioso, con quella praticità tipica degli svedesi di provincia. Nonostante il freddo, non perde tempo a proporre: «Oggi abbiamo due macchine forestali al lavoro qui nei dintorni, facciamo una visita nel bosco». In pochi minuti lasciamo il centro abitato e ci addentriamo tra abeti e betulle, dove il silenzio è assordante se non interrotto dal rombo dei motori e delle seghe idrauliche, a cui ci conduce l’app JDLink aperta sullo smartphone.

La storia di Kenneth nasce molto più lontano, tra server, software e uffici di Stoccolma dove per diciassette anni ha lavorato nel settore delle tecnologie informatiche. Il richiamo della campagna in cui è cresciuto non ha mai smesso di farsi sentire, tant’è che nel 1996 insegue la sua passione e trascorre una stagione negli Stati Uniti come driver di mietitrebbie, spostandosi dal Texas fino al Canada inseguendo la stagione della trebbiatura. La vera svolta nella sua carriera lavorativa arriva soltanto nel 2007, quando Kenneth affitta un magazzino con casa in una fattoria nei pressi di Enköping e avvia un’attività contoterzi, inizialmente come lavoro secondario, per poi diventare la sua attività principale due anni più tardi.

«Sentivo il bisogno di tornare alla campagna, di rimettere i piedi sui trattori e parlare la stessa lingua degli agricoltori», racconta. I primi passi della neocostituita azienda sono modesti, ma già orientati alla tecnologia: un Valtra a noleggio, uno spandiconcime Bogballe e un sensore per il vigore vegetativo Yara N-sensor montato sopra la cabina del trattore per gestire la fertilizzazione a rateo variabile.

Un inizio tortuoso, ma facilitato dal rapporto che molti dei clienti avevano con suo padre, in passato allevatore e agricoltore della zona. La successiva espansione del portafoglio clienti è il risultato di scelte precise: offrire lavorazioni che altri non possono garantire. E così il primo dipendente arriva nel 2010, poi la crescita prosegue in modo costante. Oggi Enköpings Maskinstation AB conta tre dipendenti a tempo pieno più un collaboratore stagionale estivo, oltre allo stesso Kenneth.

Il territorio attorno a Enköping è caratterizzato da grandi aziende cerealicole, con poche realtà zootecniche e una forte autonomia nelle lavorazioni di base. In questo contesto Kenneth si ritaglia il proprio ruolo puntando su attività specialistiche e attrezzature poco diffuse. L’area operativa copre circa 60–70 km e la domanda riguarda soprattutto semine di precisione, semina diretta, trattamenti fitosanitari e lavori forestali.

Semina, minima lavorazione e trattamenti

La storia di Kenneth è legata a doppio nodo con il costruttore svedese Väderstad. Nel 2011 inizia collaborando nell’allestimento delle macchine per lavorazione terreno e seminatrici e nelle dimostrazioni per i clienti della zona a nord del lago Mälaren e della contea di Stoccolma, un ruolo che gli consente di entrare in contatto diretto con molti agricoltori.

«Parliamo la stessa lingua, conosco i loro problemi e le sfide che si affrontano in campo e nel settore agricolo», spiega. E proprio in virtù di ciò oggi contribuisce anche alla produzione di contenuti per il sito svedese dell’azienda, mettendo in pratica la sua naturale propensione ad entrare in contatto con chi lavora in campo.

Anche la dotazione aziendale riflette questo legame con Väderstad. Kenneth dispone di seminatrici Väderstad Tempo – una Tempo F8, a otto elementi, che si affianca ad una 18 elementi Tempo L18 – configurabile a 12 elementi a seconda delle colture. Mentre la prima è affidata ad un John Deere 6R.215, per la seconda ci si affida alla serie 7R, 350 per l’esattezza. Per il mais la macchina viene riconfigurata a 12 file con interfila da 75 cm, mentre per colza e altre colture lavora con 18 unità e distanze più ridotte.

La stagione prende avvio ad aprile con la colza primaverile, prosegue con il mais fino a giugno e riparte ad agosto con la colza invernale. «Siamo gli unici a offrire la semina con la Tempo qui in zona. I clienti apprezzano la precisione e la costanza nella deposizione del seme. Il mais, ancora poco diffuso qui da noi, sta assumendo un peso crescente anno dopo anno, e oggi copre circa il 15–20% del fatturato annuo», precisa Kenneth. Le semine del mais si effettuano generalmente a 6–8 cm di profondità, con rullatura prima o dopo l’intervento per stabilizzare i terreni, talvolta molto soffici.

Accanto alla semina, Kenneth punta su tecniche conservative. L’aratura è stata abbandonata, privilegiando minima lavorazione e semina diretta, soprattutto per la colza invernale o in agosto, quando lavorare il suolo significherebbe perdere umidità. Tra le macchine chiave c’è il Väderstad Carrier XT 625, configurato con dischi CrossCutter per lavorazioni ultra-superficiali, ad appena 2–3 centimetri. «Il profilo del disco ci consente di raggiungere un’ottimale miscelazione del residuo superficiale, specialmente in seguito a piselli e colza, qui molto diffusa», specifica Kenneth.

«Siamo anche molto attivi sul fronte dei trattamenti fitosanitari e dei diserbi. La prima macchina è stata una semovente Hardi Alpha, per poi passare completamente a macchinari John Deere», chiosa il contoterzista svedese. Oggi Kenneth utilizza due irroratrici John Deere con barre da 36 metri, una semovente 4150R e una trainata R975i, entrambe dotate di tecnologia ExactApply. Il sistema, basato su modulazione a impulsi, consente il controllo individuale degli ugelli, una distribuzione più uniforme e la possibilità di adattare dose e schema di spruzzo in tempo reale. Così facendo si riducono costi e impatto ambientale. «La vera sfida è far capire agli agricoltori i vantaggi di queste tecnologie applicate all’agricoltura. Ancora molti sono scettici e non ne colgono le opportunità», fa notare Kenneth.

Il lungo inverno

L’inverno a queste latitudini può durare anche cinque mesi, bloccando di fatto le operazioni nelle campagne. Ma anche qui le attività non mancano: Kenneth offre il servizio di campionamento dei suoli, effettuato con due Gator John Deere. I campioni raccolti vengono poi inviati ad un laboratorio specializzato per le analisi. «I laboratori hanno tempi di attesa che vanno anche oltre le quattro settimane, pertanto conduciamo in autunno il servizio di campionamento, prima che i suoli gelino. Così facendo, abbiamo tutto il tempo necessario per ottenere i risultati e pianificare le operazioni e le semine primaverili».

Le attività invernali non si limitano a questo. «Qualche anno fa effettuavamo il servizio di sgombero neve per la città di Stoccolma, ma l’incertezza del meteo di anno in anno non garantisce entrate stabili e non aiuta la programmazione degli investimenti. Così ci siamo orientati sulle attività forestali con l’acquisto di due coppie di forwarders 1510G e abbattitrici 1170G. Oggi queste attività rappresentano oltre il 50% del fatturato annuale, e sono in forte espansione.” Come anticipato, abbiamo avuto la fortuna di assistere dal vivo alle operazioni forestali. La scena è impressionante per precisione e coordinazione. La 1170G abbatte, srama e seziona con movimenti fluidi i tronchi, tutto supportato dalla tecnologia che tiene traccia di lunghezza dei tagli e geolocalizza il legname.

Nel mentre, il forwarder 1510G si inoltra nel bosco guidato dalle tracce GPS dell’abbattitrice, raccoglie il legname e fa la spola verso il sentiero battuto, dove lo accatasta ordinatamente per il successivo passaggio dei camion. Qui nel bosco l’errore non è ammesso, servono esperienza e concentrazione per evitare conseguenze che possono essere fatali. Fredrik, uno degli operatori, lavora su queste macchine da 16 anni.

«Ogni albero è diverso – ci spiega – devi saper leggere il terreno su cui poter procedere in sicurezza e capire quali alberi abbattere per non creare danni ad altre piante. Il bosco è vivo, e noi lo manteniamo in salute per il futuro». L’inverno è la stagione migliore per queste operazioni: il terreno ghiacciato consente un eccellente galleggiamento e riduce i danni al suolo. Inoltre, il legname non richiede l’immediato ritiro come in estate, quando temperature elevate e clima secco accelerano il deterioramento e aumentano il rischio di incendi.

Da tempo Kenneth si affida a John Deere, e anche per i prodotti forestali la scelta è stata semplice. «Offre un eccellente sistema di telemetria – aggiunge – e il concessionario di zona ha sedi dislocate su un ampio territorio, così che siamo sicuri di avere sempre un riferimento nei dintorni per qualsiasi problematica. E poi la monomarca è apprezzata dagli operatori, che possono rapidamente abituarsi alla guida di mezzi diversi, in quanto condividono tecnologie e impostazione dei comandi molto simili».

Fredrick (a destra) e Kenneth in posa sull’abbattitrice John Deere 1170G. Il mezzo abbatte e srama i tronchi, contrassegnando il luogo di deposizione del legname con coordinate GPS poi condivise tramite cloud per il successivo passaggio del forwarder

Sfide e prospettive

Di fronte a una tazza di tè caldo, mentre fuori la luce invernale inizia lentamente a calare, discutiamo le prospettive future dell’attività. Kenneth non nasconde le difficoltà del settore, caratterizzato da bassa remunerazione e forte incertezza dei prezzi delle colture. «Spesso si procede per inerzia, ripetendo ciò che si è sempre fatto in passato. Ma oggi è invece indispensabile saper leggere il mercato e seguire le quotazioni, per programmare di conseguenza».

Nonostante le criticità, la direzione dell’azienda appare chiara. Il comparto forestale, oggi già responsabile di oltre la metà del fatturato, rappresenta il segmento più promettente e con i maggiori margini di crescita. Gli investimenti futuri guardano a un ulteriore rafforzamento della flotta di forwarder e abbattitrici, consolidando una presenza ormai strutturata nei boschi della regione, oltre al continuo investimento in semina di precisione, valutando l’acquisto di una nuova Väderstad Tempo configurata con l’elemento di semina di seconda generazione presentato pochi mesi fa ad Agritechnica 2025.

Oggi Enköpings Maskinstation AB è un’azienda che ha saputo ritagliarsi il proprio spazio in un territorio dove molte aziende agricole gestiscono internamente le operazioni standard. Kenneth ha scelto di offrire ciò che manca: attrezzature specialistiche, competenze tecniche e una visione orientata al futuro. Dalla tecnologia informatica ai campi svedesi, dalle grandi pianure americane ai boschi ghiacciati dell’inverno nordico, Kenneth ha saputo trasformare un ritorno alle origini in un progetto imprenditoriale solido e coerente con il territorio. Per noi è tempo di tornare verso Stoccolma. E mentre il freddo della sera avanza, è evidente che il suo sguardo è già rivolto alla prossima stagione.

Kenneth Karlsson, tra città e campi la scelta di tornare alla terra - Ultima modifica: 2026-03-20T11:26:30+01:00 da Roberta Ponci

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