MECCANIZZAZIONE

Fendt spinge sull’acceleratore

Con il nuovo stabilimento a pieno regime, nel 2013 il brand tedesco prevede di produrre 18mila trattori

Nel giorno della presentazione alla stampa europea di Bob Smith come nuovo vice presidente Senior e direttore generale di Agco per la regione Eame (Europa, Africa e Medio Oriente), carica ricoperta fino al 2 settembre ad interim dal presidente e Ceo di Agco Martin Richenhagen, Agco e Fendt illustrano i loro dati economico-finanziari. «Agco chiuderà il 2013 – ha detto Smith in apertura – con un fatturato superiore dell’11% circa al 2012, il che significa che dovremmo raggiungere gli 11 miliardi di dollari di vendite. A livello di macroaree, il mercato globale dei trattori in Nord America dovrebbe crescere tra l’1 e il 5% e in Sudamerica addirittura del 15-20%, mentre in Europa Occidentale è plausibile un calo intorno al 4%. Per quanto ci riguarda, le aree di maggiore interesse al momento sono la Russia, dove abbiamo da poco stipulato una joint-venture con la Russian Machinery, il Sudamerica, dove ci sono 300 milioni di potenziali ettari coltivabili, e l’Africa, dove ci consideriamo un po’ dei pionieri».

Ancora più lusinghieri i risultati di Fendt. «Il 2013 sarà un nuovo anno record per noi – ha riferito Peter-Josef Paffen, presidente del Comitato direttivo Agco/Fendt – perché dopo aver venduto nel 2012 14.588 trattori, il nuovo stabilimento nel primo trimestre del 2013 ha aumentato progressivamete la produzione (al momento siamo a 90-100 trattori al giorno) e nel secondo trimestre ha raggiunto la piena operatività, per cui siamo riusciti a recuperare gli arretrati nelle consegne entro le ferie estive di agosto e prevediamo di chiudere l’anno a quota 18mila trattori (ma nei prossimi 3-5 anni l’obiettivo è quello di superare le 20mila unità). Oggi abbiamo raggiunto condizioni normali per quanto riguarda la produzione in base agli ordini e i tempi di consegna vanno da due a tre mesi». Queste performance sono state possibili anche grazie all’attività del reparto Ricerca e Sviluppo che è stato notevolmente potenziato negli ultimi anni. «Nel 2012 – ha proseguito Paffen – le spese per Ricerca e Sviluppo, pari a circa 55 milioni di euro, sono state leggermente superiori alle previsioni. E per l’anno in corso questo budget salirà ulteriormente a circa 62 milioni di euro».

Agco ha sostenuto con forza gli investimenti per il marchio tedesco, al fine di modernizzare, rinnovare e ampliare le sedi Fendt di Marktoberdorf, Asbach-Bäumenheim (sito di produzione delle cabine) e Hohenmölsen (dove si costruiscono le trince). I principali investimenti saranno destinati a misure di ultimazione del progetto Fendt ahead², ampliamento del Fendt Forum e modernizzazione di tutti i reparti e sedi aziendali.

Bene anche in Italia

In Germania Fendt è leader nel mercato trattori con una quota vicina al 25% e nel 2013 la quota destinata all’export è salita al 68%. Dopo la Francia, l’Italia è il mercato più importante, anche se rimane in difficoltà. «In Italia la situazione di indebolimento generale che si registra già da tempo interessa anche l’agricoltura – ha puntualizzato Paffen –. Nel 2012 il mercato dei trattori è scivolato per la prima volta sotto le 20.000 unità e al momento rimane su bassi livelli, senza accenni di ripresa. Ma dai produttori di vino e frutta riceviamo segnali positivi e in questo difficile contesto Fendt è riuscita a mantenere la sua posizione di mercato e in parte a migliorarla leggermente». Dunque, il mercato trattori regala soddisfazioni, tanto che nel 2014 il marchio tedesco conta di poter raggiungere il 10% di quota mercato in Europa Centro-Occidentale e nei Paesi Baltici (dove secondo la casa di Marktoberdorf oltre il 30% dei trattori sopra i 200 CV è un Fendt Vario).

La nota finale la riserviamo alle trince, segmento in cui Fendt ha lanciato da un paio d’anni la Katana 65 e ora sta per rilanciare con altri due modelli (la 85, da 850 CV, e la 50, da 510 CV). «Il debutto della Fendt Katana 65 sul mercato è stato di successo – ha concluso Paffen – tanto che nel segmento dei 650 CV in Germania siamo riusciti a conquistare subito una quota di mercato superiore al 10% in un contesto di forte recessione. La situazione è positiva, arriveremo a produrre circa 140 macchine nel 2013 e spingeremo la Katana anche in Francia, Italia (nel primo anno – 2013 – sono stati venduti 4 esemplari) e Inghilterra, cui seguiranno altri Paesi».

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