Trattori veloci e revisioni al palo

Presso gli uffici periferici della Motorizzazione, che dovranno fornire i tecnici per le verifiche, non si registra grande entusiasmo

Il cammino verso la prima revisione dei trattori veloci, omologati secondo la Mother Regulation e contrassegnati con la lettera “b” sigla identificativa, non sembra essere ancora stato completato. Da parte degli uffici periferici della Motorizzazione, che dovranno fornire i tecnici per le verifiche (da eseguire presso le poche officine private che si sono rese disponibili), non si registra grande entusiasmo: l’operazione aumenterà il carico di lavoro al poco personale presente. Intendiamoci, neppure i possessori di trattori hanno fretta, considerato che le procedure non sono state puntualmente definite riguardo alle tolleranze e alla gestione di quei piccoli difetti che possono saltar fuori ad un esame accurato.

In mancanza di una casistica precisa, le occasioni di un possibile respingimento sono praticamente infinite, se si tiene conto del fatto che i trattori sono costruiti più per lavorare in campagna, talvolta in condizioni disagevoli, che per macinare chilometri sull’asfalto. Quello che potrebbe sembrare un difetto tale da incidere sulla sicurezza della circolazione in un veicolo stradale, per i trattori può risultare del tutto trascurabile: è vero che sono “veloci”, ma con una velocità che non è neppure paragonabile a quella degli autoveicoli.

I potenziali difetti

Di seguito vediamo una raccolta dei potenziali difetti che, quando presenti sui mezzi stradali, sono sufficienti per imporre la ripetizione della revisione (previa riparazione):

- trafilamento di olio dal blocco motore, dalle scatole di trasmissione, dai semiassi, dalla presa di potenza, dai riduttori finali, dai giunti omocinetici;

- trafilamento di olio dalle valvole a sfera dei distributori idraulici;

- danneggiamento superficiale degli pneumatici: quelli agricoli hanno carcasse di grosso spessore ed altissima resistenza agli urti; un taglio o un’abrasione, che in un autoveicolo potrebbero essere pericolosi, non lo sono per i trattori;

- circuito di alimentazione imbrattato di gasolio;

- componenti non essenziali per la circolazione non funzionanti o danneggiati, come luci di lavoro, organi di attacco attrezzi, ecc.

Il rischio di una valutazione soggettiva, in mancanza di precise indicazioni da parte del ministero, potrebbe portare ad un’elevata percentuale di respingimenti, rendendo di fatto irrealizzabile la revisione dei “veloci”.

Sul fronte opposto, l’eccessivo puntiglio sui particolari, magari insignificanti per la sicurezza stradale, potrebbe corrispondere ad un controllo superficiale su elementi più importanti, non considerati dalle linee guida ministeriali:

- perdite di fluidi dai circuiti di comando dei freni o dello sterzo;

eccessivo gioco dello sterzo;

- pneumatici deformati per cedimenti strutturali;

- cerchioni deformati da urti laterali;

- cabine deformate o non a norma se montate come secondo equipaggiamento.

La mancanza di disposizioni ministeriali a pochi giorni dalla prima scadenza (entro la fine del mese dovrebbero passare la revisione i trattori immatricolati fino al 31/12/2019) lascia pensare ad una proroga, tanto più che gli uffici della Motorizzazione non sono ancora pronte per le prenotazioni.

Proroga che viene data ormai per certa anche per la sostanziale carenza di interesse da parte delle officine private, verificata su gran parte del territorio nazionale anche a causa del limitato numero di veicoli da verificare e sulle scarse prospettive di fatturato che l’operazione comporterebbe.

Trattori veloci e revisioni al palo - Ultima modifica: 2026-06-16T09:13:25+02:00 da Roberta Ponci

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