Sembra confermarsi anche nel secondo trimestre 2026 il leggero vento di ripresa
già segnalato dopo il primo trimestre. Dopo i primi sei mesi, infatti, la
maggior parte dei paesi europei registra un incremento delle immatricolazioni
rispetto al pari data 2025. Sono solo quattro i paesi sui dodici presi in considerazione
che hanno fatto registrare un calo delle immatricolazioni rispetto allo
stesso periodo del 2025, tutti gli altri sono caratterizzati da un aumento che
invita a un moderato ottimismo.

Vediamo allora come si sono chiusi i primi sei mesi paese per paese, partendo
come al solito dall’Italia, che conferma il timido segnale di ripresa dei primi
tre mesi con un +2% in virtù degli 8.608 trattori immatricolati. A livello di marchi, sul primo gradino del podio si conferma New Holland (13,6% di market share), seguita da Antonio Carraro (11,1%) e Deutz-Fahr (9,7%). Più staccate Fendt (7,5%), Landini (7%), John deere (6,8%) e Kubota (6,1%).
Tra i pochi paesi ancora in rosso, troviamo proprio il primo mercato europeo, quello della Germania, che segna ancora un -2,1%, con sole 13.516 immatricolazioni, a causa
in particolare dei segmenti di potenza da 51 a 100 cv (-15,6%) e sopra i 150
cv (-9,5%). Bene, invece, la media potenza (+10,4%, per la gamma 101-150 cv).
Dopo un primo trimestre in ripresa, la Francia torna in negativo (-2,5%) con
8.363 trattori immatricolati, di cui 7.501 standard (-2,2%) e 862 specializzati
(-4,5%). Esce, invece, finalmente dal tunnel il Regno Unito, che chiude la prima
metà dell’anno in crescita del 22,3%, grazie ai 5.955 trattori immatricolati, mentre continua imperterrita la sua crescita la Spagna, con un altro importante incremento (+10,4%) in virtù dei 6.391 trattori venduti nei primi sei mesi dell’anno. John Deere domina il mercato con il 17,8% di quota, seguono New Holland con il 10,4% e Deutz-Fahr con l'8,6%.
Dopo la Spagna è la volta della Polonia, che dopo un ottimo 2025 in questa prima metà dell'anno torna bruscamente in perdita con sole 4.190 unità vendute (-19,2%). New Holland mantiene il primato (14,7% di quota), davanti a John Deere (11,7%), Kubota (9,3%) e Deutz-Fahr (8,3%).
Numeri positivi anche per il Portogallo, che segna un +15,8% nel primo semestre con 2.593 immatricolazioni, con crescite del 6% per i compatti (1.130 unità), del 26,7% per i convenzionali (969 trattori) e del 20,8% per gli specialistici (494 macchine).
Anche l'Austria mostra (finalmente) un'inversione di tendenza dopo diversi anni di calo e chiude i primi sei mesi con un +9,2% (2.284 unità), complice soprattutto il +11,9% dei trattori standard e nonostante il -20,2% degli specializzati). A livello di brand, primo posto incontrastato per il marchio di casa Steyr (20,2% di quota), davanti a Fendt (12,6%), New Holland (11,9%), John Deere (10,7%), Claas (7,8%) e l'altro marchio di casa Lindner (7,5%).
L’Olanda guadagna il 4,2% con 874 trattori immatricolati (dati dei primi cinque mesi), a causa dei trattori standard che perdono il 23,7%, mentre gli specialistici registrano addirittura un segno positivo (+22%). Anche per la Svizzera i dati si riferiscono ai primi cinque mesi e registrano un aumento del 3,9% in virtù degli 879 trattori registrati. Fendt è leader indiscusso con il 20,9% di quota, seguito da John Deere (11,5%) e Deutz-Fahr (10,9%).
Passando in Scandinavia, la Norvegia registra ancora un calo (-2,1%) non superando le mille unità nei primi sei mesi (961 per la precisione), con John Deere nettamente in testa alla classifica (27,7% di market share), davanti a Valtra (16,7%) e Massey Ferguson (15,4%).
Al contrario, la Svezia conferma l'ottimo momento con 1.150 trattori immatricolati nel
semestre (+ 23,4% sul pari data 2025). Anche qui la fa da padrone John Deere con il 29,2%, seguito da Valtra (14,5%) e Massey Ferguson (13,6%).
Fuori dall’Europa, troviamo in forte crisi la Turchia, con sole 1.822 unità vendute (-58,2%) dopo i primi cinque mesi, ma non va bene nemmeno per gli Usa, che con 89.063 immatricolazioni chiudono il primo semestre con un passivo del 13,6%, e per il Canada (10.093 immatricolazioni, -10,3%).
Non si ferma, invece, la cavalcata dell’India, che supera quota 600mila unità vendute nel primo semestre (609.907 per la precisione), in crescita del 25,3% sul pari data 2025.









