Automazione dell'unifeed l'evoluzione continua

ZOOTECNIA. DOSSIER MECCANIZZAZIONE

I carri miscelatori azionati dall’operatore sono macchine che hanno permesso la larga diffusione della tecnica unifeed.

Le modalità di alimentazione delle bovine da latte assumono un ruolo di grande importanza negli allevamenti moderni sia per gli aspetti economici implicati che per quelli tecnologici.
Infatti, i costi degli alimenti zootecnici e le crescenti quantità utilizzate annualmente in allevamenti di dimensioni sempre più grandi, obbligano ad un loro utilizzo sempre più efficiente.
Un esempio è fornito dal successo del razionamento unifeed che consente di realizzare diete perfettamente bilanciate tanto da far diventare questa tecnica, negli ultimi 15-20 anni, la più utilizzata negli allevamenti europei e nordamericani grazie anche alla vasta disponibilità di carri trinciamiscelatori trainati e semoventi.
Più recentemente, tuttavia, sono stati sviluppati dei sistemi automatici (Automatic Feeding Systems oAfs) in grado di preparare e distribuire razioni unifeed con un intervento limitato da parte dell’operatore.
Questi sistemi sono basati sia su tecnologie già esistenti ed utilizzate per distribuire automaticamente singoli ingredienti (concentrati, insilati, fieni), sia su concetti totalmente innovativi.
Uno degli aspetti emergenti più interessanti riguarda l’inserimento dei sistemi automatici per l’unifeed sia in stalle esistenti che nuove facendo emergere inedite possibilità di progettazione degli edifici e degli stoccaggi.

 

LA DIFFUSIONE DEI SISTEMI AUTOMATICI
A livello pratico, gli Afs si stanno diffondendo nelle aziende zootecniche a partire dagli ultimi 3-5 anni, stimolando l’ingresso sul mercato di un numero crescente di costruttori.
Al momento attuale, sono noti 17 produttori che hanno sviluppato numerosi modelli di robot per l’unifeed da utilizzare in stalle a stabulazione libera, che si differenziano fondamentalmente in base al principio di funzionamento.
Una stima approssimativa consente di valutare in circa 300-400 gli allevamenti che stanno già adottando questo livello di meccanizzazione, principalmente localizzati in Nord Europa, Canada e Giappone; nessun esempio, al momento, è presente in Italia.
Uno degli aspetti che maggiormente caratterizza un sistema automatico per l’unifeed è la possibilità di aumentare la frequenza di preparazione/distribuzione della razione da 1 fino a 15 volte al giorno. Questa modalità operativa sembra produrre uno stimolo all’attività di assunzione di cibo da parte delle bovine le quali sono già naturalmente predisposte ad effettuare numerosi piccoli pasti giornalieri.
Ad esempio, recentissime ricerche su vacche da latte hanno fatto registrare una frequenza di 7-9 pasti al giorno, con una durata di ogni singolo pasto di 36-38minuti ed un quantitativo di razione consumata per pasto di 2,0-3,5 kg.
Questi risultati, nella pratica, sono fortemente influenzati dalle modalità di gestione dell’allevatore.
Altre ricerche, ad esempio, chiariscono che la frequenza di distribuzione dell’unifeed può ridurre la competizione alimentare tra gli animali e la quantità di scarto lasciato in mangiatoia.
Inoltre fatto di estremo interesse pratico altre ricerche dimostrano come la frequenza di distribuzione della razione favorisca le visite al robot di mungitura riducendo i picchi di accesso che si registrano con le modalità convenzionali di razionamento.
Inoltre, sembra dimostrato che distribuire la razione 6 ore dopo la mungitura faccia aumentare di circa il 12% il tempo di alimentazione delle bovine rispetto al razionamento effettuato subito dopo la mungitura.
Questi risultati fanno intuire inedite possibilità progettuali per gli edifici zootecnici che dovranno essere in grado di integrare diversi sistemi automatici come quello di mungitura, di alimentazione, di pulizia, di attività o riposo, di rilevamento dei calori, ecc.
Diventa quindi interessante comprendere quale sia lo stato dell’arte relativamente alla tecnologia per l’automazione dell’unifeed.

 

I COSTRUTTORI E I PROGETTI SVILUPPATI
Consultando numerose fonti commerciali (costruttori, fiere nazionali ed internazionali, rivenditori, depliant, ecc.) ed analizzando la bibliografia disponibile, sono stati identificati numerosi produttori di Afs i quali hanno sviluppato diverse “variazioni sul tema”.
Ai costruttori è stato chiesto non solo di fornire indicazioni sulle tecnologie sviluppate, ma anche di indicare alcuni allevamenti rappresentativi da poter visitare per sentire le impressioni degli allevatori.
12 di queste aziende sono state individuate in Olanda e visitate nel corso di un programma internazionale di formazione dei ricercatori in cooperazione con l’Università diWageningen.
La tabella 1 riporta i costruttori di Afs per stalle a stabulazione libera che sono stati individuati.
Dall’analisi del materiale tecnico reperito si evidenzia che attualmente sono presenti sia prototipi a livello preindustriale (quindi molto avanzato, ma non ancora in commercio) sia modelli commerciali adatti a preparare razioni unifeed (anche parziale) e ad alimentare gli animali individualmente (solo un prototipo) o per gruppi (la maggior parte). Inoltre i sistemi posso essere stazionari o mobili ed offrire diverse strategie di alimentazione.

 

LE CARATTERISTICHE DEI SISTEMI AUTOMATICI
Come anticipato sopra, una prima distinzione tra i sistemi automatici di distribuzione e preparazione dell’unifeed può essere basata sulla possibilità di alimentare gli animali individualmente o per gruppi.
- Unifeed individuale. Quest’opzione (foto 1) è stata sviluppata per alimentare le singole bovine con razioni calibrate individualmente in base alla produzione di latte di ciascuna.
L’unico prototipo oggi sviluppato e non in commercio è l’Atlantis di Lely concepito per operare in sinergia con i robot di mungitura.
Il sistema prepara la razione quando la vacca si presenta in mangiatoia e le fornisce una piccola quantità di unifeed per ogni pasto (circa 1 kg) per fare in modo che l’animale consumi tutto l’alimento evitando la selezione degli ingredienti più appetiti e l’eventuale scarto.
- Unifeed a gruppi. La maggior parte dei modelli analizzati appartiene a questa categoria di robot. Gli animali sono alimentati con razioni bilanciate per gruppi anche molto piccoli di animali anche in combinazione con autoalimentatori (sia in stalla che in sala/box di mungitura) per pervenire ad un’alimentazione il più possibile “di precisione”.
In questo caso possiamo distinguere imodelli proposti sulla base del modo di distribuzione (stazionario o mobile) oppure in base al modo di preparazione della razione (miscelatori fissi omobili).
- Sistemi stazionari. Questi modelli si basano su nastri metallici o in gomma (foto 2) per la distribuzione della razione preparata damiscelatori fissi (Agro Contact, Cormall, Pellon, Rovibec, Valmetal). La tecnologia è nota da tempo e viene utilizzata in particolare dove vi sono limitazioni di spazio.
La sua evoluzione ha portato a realizzare sistemi automatici di distribuzione a frequenza e orari definibili dall’allevatore.
- Sistemi mobili con vagone distributore. Questi modelli (Cormall Multifeeder, De Laval Optimat, Pellon Feeder robot, Schauer/Rovibec SR,Rioh Sputnic) si basano su uno o più (in funzione del numero di razioni da preparare) trinciamiscelatori di tipo fisso, azionati elettricamente (foto 3).
La razione preparata durante le 24 ore successive viene prelevata automaticamente da un vagone mobile di piccola cubatura ad intervalli e con frequenze decise dall’allevatore.
In alternativa (De Laval) vi può essere un solo miscelatore con più container ausiliari in grado di assicurare la realizzazione di diverse razioni. I vagoncini distributori sono generalmente sospesi su binario, ma possono essere anche semoventi (Cormall) guidati da sensori laser e sensori annegati nel pavimento (foto 4).
Alcuni dettagli costruttivi di questi sistemi sono riportati in tabella 2.
- Sistemi mobili con vagone miscelatore/distributore. Questi sistemi (Agro Contact, Agro X, Airablo, Cormall, Mullreup, Pellon,RovibecDP, Wasserbauer) si basano su una batteria di containers per lo stoccaggio temporaneo (da 1 a 3 giorni) dei foraggi e sili per i mangimi che periodicamente riempiono un vagone miscelatore/distributore generalmente di tipo sospeso su rotaia.
I container possono essere fissi ed allineati vicino alla stalla (foto 5) o mobili in caso la disposizione dei sili permanenti sia in varie aree dell’azienda (foto 6). I container vengono riempiti dall’allevatorequandoil tempo glielo consente durante la giornata, offrendo una grande flessibilità operativa.
I sistemi di scarico dei container prevedono tappeti a catene e traversine oppure veri e propri dispositivi di taglio (Trioliet, foto 7).
I vagoni/distributori sono di piccolo volume e dotati di sistemi dimiscelazione simili a quelli disponibili per i carrimiscelatori tradizionali anche se in questo caso, essendo azionati elettricamente tramite batterie imbarcate, è necessario ottimizzare le richieste di potenza riducendo o eliminando i sistemi di trinciatura (foto 8, 9 e 10). Una sintesi delle caratteristiche di questa tipologia di robot per l’unifeed è riportata in tabella 3.
- Sistemi semoventi. Questi sistemi consistono in carri trincia miscelatori completamente semoventi e automatici (foto 11) dotati di sistema di navigazione basato su sensori annegati nel pavimento. Attualmente un solo costruttore (Schuitemaker)haallostudio un prototipo molto avanzato con cassone da 6 m3 e potenza di 48 kW.
Una delle caratteristiche di questo sistema è di non richiedere modifiche di tipo strutturale (rotaie, alloggiamento per i container temporanei, linea elettrica, ecc.), ma di adattarsi alle caratteristiche di edifici esistenti purchè sufficientemente accorpati edi loro successivemodifiche.
In definitiva, le tipologie dei sistemi automaticiper l’unifeed analizzatioggipresenti sulmercato o in fase di sviluppo, possono essere rappresentate schematicamente come inFiguraA.

 

STRATEGIE DI RAZIONAMENTO
Uno degli aspetti che maggiormente caratterizzano i sistemi automatici per l’unifeed riguarda la possibilità di aumentare la frequenza di distribuzione in modo da gestire l’ingestione di alimento, stimolare l’attività delle bovine, ridurre lo scarto in mangiatoia e adattare il volume di razione da distribuire alle dimensioni del gruppo di animali. Nel caso della tecnica convenzionale il razionamento avviene con 1-2 distribuzioni al giorno intervallate da un numero variabile (3-5, nel maggior numero di casi) di riavvicinamenti della razione in mangiatoia. Questa prassi, da un punto di vista gestionale, non si discosta molto dalle più tradizionali tecniche di alimentazione ad libitum, dove l’allevatore ha ben poche possibilità di intervenire sul ritmo di assunzione del cibo.
La Figura B illustra questa situazione, in cui il 100% della razione viene distribuita 1 volta al giorno ed in cui gli animali dispongono di un quantitativo decrescente di alimento nelle 24 ore.
Si può commentare, sulla base dei risultati di recenti ricerche, che la composizione dell’alimento in mangiatoia varia nel corso della giornata in seguito alla selezione operata dagli animali sugli ingredienti più appetiti. Inoltre, altre ricerche riportano che gli animali ingeriscono rapidamente circa 1/3 dell’intera razione nelle prime 3 ore dalla distribuzione, evidenziando un comportamento alimentare fuori dal controllo dell’allevatore.
Nel caso della distribuzione automatizzata con Afs, è possibile ripartire la razione giornaliera in più distribuzioni con alcuni risultati inediti.
La Figura C riporta il caso in cui il 12,5% dell’intera razione giornaliera viene distribuito automaticamente con piccoli vagoni alla frequenza di 8 distribuzioni ogni 3 ore esatte.
In tal caso, la minor quantità distribuita ad ogni foraggiata può indurre gli animali a ridurre la selezione degli ingredienti, portandoli a consumare l’intero quantitativo offerto con poco scarto.
Tale strategia può prevedere delle varianti grazie alla possibilità di allungare l’intervallo di distribuzione nelle ore più calde (ad esempio ogni 4-5 ore) oppure riducendo i quantitativi preparati nelle ore notturne (8-10% della quantità giornaliera), agendo sulle impostazioni del sistema.
Infine, la possibilità di disporre di vagoni di piccolo volume, ma azionabili con frequenze programmabili, consente di riempire sempre il cassone a livello ottimale (55-60% del volume nominale) modificando le quantità da distribuire, ad esempio, a gruppi aventi dimensioni variabili intervenendo semplicemente sulla frequenza.

 

ORA SERVONO LINEE GUIDA
In conclusione, i sistemi automatici per la preparazione dell’unifeed (Afs) costituiscono la più recente e inedita opzione tecnologica per supportare gli allevatori nel gestire il razionamento delle mandrie. Diverse soluzioni tecniche sono già oggi disponibili ed altre sono in fase di sviluppo molto avanzato.
Le strategie di alimentazione evidenziate anche in alcuni allevamenti nordeuropei consentono di intravvedere molteplici benefici anche se ulteriori ricerche sono necessarie per stabilire linee guida per la progettazione di stalle completamente automatiche (alimentazione, mungitura, pulizia), per valutare gli effetti sul benessere e sul comportamento delle bovine e per introdurre sistemi per l’adattamento dinamico della frequenza di distribuzione in funzione del residuo in mangiatoia.
 

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