Anche Argotractors mette a listino un sollevatore telescopico. Ma è tutt’altro che un riempitivo

PROVA IN CAMPO. Telescopico McCormick Tele-Trac

Spesso e volentieri si pensa al sollevatore telescopico marchiato da un costruttore di trattori come a una macchina di ripiego, venduta giusto per “completare l'offerta”. Spesso nemmeno prodotta da quel costruttore, ma semplicemente commercializzata con i suoi colori. Bene: tutto questo non vale per il Tele-Trac di McCormick.

Spesso e volentieri si pensa al sollevatore telescopico marchiato da un costruttore di trattori come a una macchina di ripiego, venduta giusto per “completare l'offerta”. Spesso nemmeno prodotta da quel costruttore, ma semplicemente commercializzata con i suoi colori. Bene: tutto questo non vale per il Tele-Trac di McCormick.

Tanto per cominciare il telescopico del gruppo Argotractors (venduto anche con i colori Landini, ma in quel caso si chiama Powerlift) è stato pensato, progettato e sviluppato in casa. In secondo luogo, è costruito in uno stabilimento del gruppo Argo. Per l'esattezza, a Breganze, dove vedono la luce le mietitrebbie Laverda. Per finire, l'attenzione e la ricerca di soluzioni innovative dimostrano senza possibilità di errori che a Fabbrico considerano il sollevatore telescopico non un riempitivo della gamma, ma un tassello importante per fare vendite e fatturato. La prova sono i quattro brevetti che coprono parti strategiche del telescopico: braccio, trasmissione, guida reversibile e sistema di sterzo.

Dunque, una macchina da vedere al lavoro. Siamo andati a scoprirla in provincia di Vicenza, a casa di un suinicoltore di Schiavon che, dopo aver considerato vari modelli, ha deciso di scegliere, per la sua azienda, un Tele-Trac con ricca dotazione di optional.

Il motore più potente
Secondo ArcoTractors, il Tele-Trac monta il motore più potente del mercato per la categoria. In effetti troviamo, sotto il cofano e lateralmente al braccio, un Sisu 4 cilindri da 4.400 cc con 147 cavalli che scendono a 110 per le applicazioni alla presa di forza. Sì, perché il Teletrac è dotato anche di Pto posteriore e attacco a tre punti, per un impiego non soltanto come telescopico, ma anche come trattrice agricola. Una dotazione ormai comune su queste macchine, ma che ArgoTractors ha voluto curare con particolare attenzione. Per esempio, la trasmissione di potenza dal motore alla Pto avviene con un ingranaggio e non per via idraulica. Vale a dire che i 110 cavalli sono effettivi e sempre disponibili per qualsiasi applicazione. La velocità di rotazione è di 540 o 1.000 giri al minuto.

Sempre per rendere la macchina perfettamente utilizzabile in campo, i progettisti hanno realizzato un interessante sistema di separazione tra la velocità di avanzamento e i giri motore. Il Cruise control assomiglia molto alla gestione “Pto” di molti trattori: attraverso un joystick è possibile impostare il regime motore e la velocità (fino a 15 km orari) in modo differenziato.

Vale a dire che possiamo mantenere il regime alto con una bassa velocità di avanzamento o viceversa. Proprio la combinazione che serve, per esempio, per una rotopressa. La funzione Cruise control funziona solamente quando il selettore delle modalità di lavoro è in posizione “trattore”. Le altre posizioni sono “telescopico” (sollevatore e Pto disattivati) e “trasporto”, che disattiva tutte le funzioni di lavoro, dal sollevatore al braccio.

Altro aspetto interessante è la ventola: è azionata da un motore idraulico e quindi con rotazione reversibile per una più facile pulizia del radiatore. Quest'ultimo, unitamente allo scambiatore di calore dell'olio idraulico, è stato messo in orizzontale, per avere più superficie (una necessità imposta anche dal regime Tier IIIA di emissioni). Sempre per far spazio al radiatore principale, il condensatore dell'aria condizionata è stato spostato sul tetto della macchina.

Per finire, i consumi: 200 grammi per kW/ora, secondo le indicazioni fornite dal costruttore. Vale a dire circa 21 litri l'ora, al massimo impegno.

Trasmissione: idrostatica e powershift
Il Tele-Trac monta una trasmissione idrostatica con componenti Sauer-Danfoss. Ma è dotato anche di un sistema powershift a tre marce, selezionabili attraverso tre tasti sistemati di fianco al volante e all'inversore. In pratica, la scatola di cambio è messa tra il motore idraulico e il differenziale, in modo da variare la rotazione dell'albero di trasmissione in base al rapporto scelto. La velocità massima è di 40 orari.

Parlando di un telescopico è ovviamente imprescindibile accennare alle modalità di sterzo. E qui troviamo un'altra particolarità di questa trasmissione: la quarta modalità. Accanto alle comuni (ruote sterzanti anteriori, quattro ruote sterzanti e disposizione a granchio: tutte con allineamento automatico delle ruote), abbiamo infatti le ruote sterzanti posteriori. Che sarebbero, normalmente, assai poco utili, se non fosse che il Tele-Trac ha un interessante primato: è il solo telescopico della categoria ad avere la guida reversibile. Il sistema assomiglia molto a quello dei trattori da vigneto: tirando un fermo, il sedile e il cruscotto ruotano su un perno centrale e si dispongono in posizione opposta a quella solita. In questo modo, spiegano i progettisti, diventa molto più semplice lavorare con il sollevatore posteriore. Per esempio, usando una falcia condizionatrice o una trincia sarmenti. Quando si esegue la rotazione del posto di guida, il braccio si disattiva, per ragioni di sicurezza.

Altro dispositivo di cui tener conto è il sistema di livellamento degli assali: quattro pistoni idraulici permettono di inclinare la macchina fino a 8°, per correggere pendenze del terreno che possono rendere difficile l'uso del braccio. Quando si lavora con il braccio, inoltre, l'assale anteriore è bloccato. Quello posteriore, invece, può essere bloccato manualmente per aumentare la trazione.

Finiamo con il bloccaggio dei differenziali: elettro idraulico al 100% posteriore e a slittamento controllato (35%) per l'anteriore.

Braccio: 9 metri, 32 quintali
Occupiamoci finalmente del braccio telescopico, che a ben vedere è quel che conta, su un sollevatore. Il McCormick monta un dispositivo integrato nel telaio, con sfilo a cartuccia interna brevettato e attacco idraulico rapido degli attrezzi.

Vediamo qualche numero: la portata è di 31,8 quintali, mentre l'altezza massima è di 8,6metri, con 5,6 metri di sbraccio orizzontale e 1,9 metri di sfilo alla massima portata. Valori più che sufficienti per l'impiego in agricoltura e zootecnica.

Gli optional sono numerosi. Per chi fa molti trasporti, per esempio, è disponibile il compensatore di oscillazioni, che riduce notevolmente i sobbalzi e il rischio di ribaltamento.

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