Copeta, ecco gli specialisti della conservativa

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Angelo e Sergio Copeta
Angelo e Sergio Copeta da trent’anni esatti eseguono lavori agricoli in provincia di Brescia. Dedicandosi in modo particolare alla raccolta e alle lavorazioni alternative con attrezzi specifici

A casa dei Copeta – una famiglia di terzisti non di vecchia data, ma di sicura competenza – si possono fare belle chiacchierate sulle macchine agricole e l’agronomia, e già questo varrebbe la visita. A rinforzare la tentazione di passare a trovarli, sotto i capannoni troviamo cinque trebbie e due trince, oltre a un buon numero di trattori. Quasi tutti Fendt, ma con importanti incursioni di John Deere.

La distribuzione liquami è parte integrante delle attività aziendali

Siamo a Corzano, provincia di Brescia, dove i Copeta vivono da sempre, ma dove hanno iniziato a fare lavorazioni in conto terzi da “soltanto” trent’anni. Non pochi in valore assoluto, ma se paragonati a certe aziende vecchie di generazioni, sembra che siano partiti l’altro ieri. «In realtà avviammo questa attività nel 1989, quando ero un ragazzino. Ai tempi avevamo la classica stalla da latte e di fronte alla scelta tra ampliarla o abbandonarla, mio padre decise di cambiare radicalmente genere. Del resto, lui già lavorava come trattorista da altri agricoltori, per cui la sua fu in un certo senso un’evoluzione naturale».

Krone Big X completamente smontata per la manutenzione invernale

Chi parla è Sergio Copeta, figlio di Angelo Copeta e contitolare, oggi, dell’azienda omonima. Ad affiancarli ci sono le rispettive mogli: Antonia Aldi, vera direttrice dell’azienda, ed Elena Polini, moglie di Sergio e impegnata, al pari della suocera, nella gestione amministrativa. «In aggiunta – precisa Sergio – abbiamo otto dipendenti fissi e poi i classici stagionali nel periodo della raccolta».

Trebbie e trince 

Periodo che, per i Copeta, va dalla tarda primavera all’autunno inoltrato. Perché, contrariamente a molte aziende agromeccaniche di più recente fondazione, i Copeta non tralasciano di certo la raccolta. Tanto è vero che hanno in casa, come abbiamo anticipato, ben cinque mietitrebbie e due trince. Le prime sono tutte Claas: tre Lexion 740 e due 760. Ci si aspetterebbe, a questo punto, che anche la trinciatura abbia gli stessi colori. Invece, un po’ a sorpresa, troviamo due Big X 1100.

Gommatura extra-large per ridurre il compattamento, un problema cui i Copeta sono particolarmente sensibili

 

 

«Una scelta che, nel 2006, fu quasi una scommessa, essendo le Krone semi-sconosciute. Anche noi avevamo Claas: una 900 e una 890. Le cambiammo entrambe, in un colpo solo. E sei anni fa abbiamo comprato altre due 1100, con barre da dodici file. A nostro parere – prosegue Sergio – sono due macchine eccellenti, soprattutto nel taglio. Una caratteristica notata un po’ da tutti i clienti. Anche il motore, un Man da 12 litri, è eccezionale».

I Copeta eseguono trattamenti con irroratrici semoventi, come questa Unigreen

Claas, come abbiamo visto, resta invece marchio unico per la trebbiatura. «Esattamente. Le Lexion sono signore macchine. Usiamo le 760 con testate da 10 file e le rimanenti con la classica otto file, prevalentemente, per il mais. Tanto è vero che su cinque trebbie, soltanto due hanno anche la barra da grano. Le altre nascono e muoiono attaccate allo spannocchiatore».

Specialisti in lavorazioni alternative

L’area di lavoro, per la famiglia Copeta, va dai dintorni di Corzano al Cremasco e Cremonese, per un raggio di oltre 30 chilometri. «Per lavorare bisogna spostarsi. La concorrenza in zona è tanta, anche se devo dire che non ci crea particolari problemi», precisa Sergio. Oltre alla raccolta, la famiglia esegue più o meno tutti i lavori agricoli: semina, trattamenti, distribuzione liquami. «Siamo attrezzati anche per l’irrigazione, se qualcuno dovesse averne bisogno». Il vero punto di forza, ci spiega, è però nella preparazione del terreno, realizzata principalmente in regime alternativo. «Pur facendo ancora lavorazioni convenzionali – abbiamo aratri ed erpici rotanti, se qualcuno ce li chiede – ci siamo fortemente specializzati sull’agricoltura conservativa, peraltro sempre più richiesta anche nella nostra zona. E pensare che nel 2011, quando iniziammo a proporla, dovevamo insistere, per convincere gli agricoltori». Quei tempi, continua Sergio, sono finiti. «Molti imprenditori hanno capito che con le lavorazioni alternative si ottengono gli stessi risultati spendendo molto meno».

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Già tre i carri a quattro assi presenti in azienda. Un quarto arriverà a breve

Anche per questo motivo l’azienda si è attrezzata di tutto punto per realizzarle. «Iniziammo con un Karat, passando poi a Heliodor, sempre di Lemken. Qualche anno fa aggiungemmo un decompattatore fabbricato da un’officina locale e dotato di 12 ancore tipo Michel. Un attrezzo in grado di smuovere il terreno fino a 40 cm di profondità. Fa un eccellente lavoro, decompattando gli strati profondi, ma lasciando lo strato fertile in superficie. È comunque un attrezzo impegnativo, tanto che noi lo usiamo con un Fendt 939».

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La Gaspardo Corona si rivela preziosa quando il tempo a disposizione è poco (foto Davide Rossetti)

Quale attrezzo usare dipende dal terreno e dalle sue condizioni «In base al tipo di terreno, adoperiamo il Karat, l’Heliodor o anche entrambi, con o senza l’ausilio del decompattatore. Quest’ultimo serve soprattutto per sciogliere il terreno in profondità perché anche se abbiamo trebbie con cingoli (Terratrac, ndr) e carri a quattro assi, il terreno si schiaccia e perde porosità». Con questi tre attrezzi, in ogni caso, i Copeta dichiarano di poter coltivare quasi ogni suolo.

Due delle cinque mietitrebbie sono dotate di cingolatura Terratrac (foto Davide Rossetti)

«Paradossalmente, quelli più difficili sono il nostro cavallo di battaglia, perché fare minima lavorazione su terreno sciolto non è complicato, ma sul tenace-argilloso è un altro discorso. Eppure, anche in quei casi otteniamo ottimi risultati e i clienti sono soddisfatti». Il segreto, continua Copeta, è sapere come muoversi. «In caso di tessitura tenace è molto importante il decompattatore. Quando il terreno è più sciolto, invece, può bastare Heliodor, o si può fare semina diretta. Per la quale usiamo una Gaspardo Corona, che comunque ha una resa eccellente anche su semi-lavorato».

I Copeta sono specializzati in lavorazioni alternative, soprattutto con attrezzi Lemken (foto Davide Rossetti)

Sodo nei terreni sciolti, dunque, minima lavorazione leggera in quelli medi e infine decompattamento più Karat ed Heliodor nei più difficili. «In questo modo – conferma Sergio Copeta – garantiamo rese eccellenti su ogni fondo. È anche importante ridurre il più possibile il calpestamento. Per questo motivo abbiamo trattori gommati con 900 posteriori e 710 anteriori. Curiamo anche la zavorratura: la giusta zavorra non danneggia il terreno e anzi aumenta il traino, consentendo di usare attrezzi più larghi.

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Krone in azione. I Copeta possiedono due Big X 1100 (foto Davide Rossetti)

Noi, tra l’altro, siamo favorevoli agli attrezzi trainati, piuttosto che a quelli portati. Per vari motivi. Intanto calpestano meno, poi non sono influenzati da movimenti verticali del trattore. Inoltre, non impegnano il controllo dello sforzo. Hanno il difetto di aumentare la lunghezza del cantiere, riducendo la maneggevolezza, ma è un pegno che paghiamo volentieri».

Copeta, ecco gli specialisti della conservativa - Ultima modifica: 2019-09-15T05:05:35+00:00 da Roberta Ponci

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