Agrilevante chiude con il record

Agrilevante tornerà a Bari nell’ottobre del 2025
La settima edizione della kermesse barese ha registrato quasi 95mila visitatori. Contoterzisti in primo piano

Agrilevante chiude l’edizione 2023 (la settima per la precisione) con il record di presenze, proponendosi quindi come la fiera di riferimento per l’agricoltura dell’intera area mediterranea. Nei quattro giorni della rassegna – che ha visto la presenza di 350 case costruttrici di macchine e tecnologie per le colture seminative, le colture specializzate, la zootecnia e le bioenergie, delle quali 50 estere provenienti da 20 Paesi – i visitatori sono stati 94.900, un numero che supera del 18% quello raggiunto nell’ultima edizione (ottobre 2019). In crescita anche i visitatori esteri, che raggiungono il numero di 4.050 (+14% rispetto all’edizione precedente).

«Il Governo guarda con interesse prioritario alle potenzialità dell’agricoltura nell’area del Mediterraneo e alle opportunità di cooperazione in questo settore – ha sostenuto il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani in un messaggio a conclusione della rassegna – in particolare con i Paesi della sponda sud, anche nella prospettiva strategica del contrasto al traffico di esseri umani. Lavoriamo per rafforzare la sostenibilità e la solidità delle filiere in un’ottica regionale e per contrastare la crisi alimentare che ha colpito in particolare la vasta area del Sahel che va dal Golfo di Guinea al Corno d’Africa».

«La rassegna ha rispettato in pieno la propria missione - ha dichiarato la presidente di FederUnacoma Mariateresa Maschio - quella di offrire alle imprese agricole del Mezzogiorno tecnologie di nuova generazione per essere sempre più competitive e sostenibili, e nello stesso tempo quella di suggerire ai Paesi dell’area Mediterranea, in primo luogo in Nordafrica e Medioriente, ma anche in aree più estese, standard produttivi migliori e modelli di agricoltura più efficienti». «Agrilevante festeggia il grande successo di pubblico - dichiara il direttore generale di FederUnacoma Simona Rapastella - ma anche la qualità delle tecnologie presentate, la ricchezza di contenuto degli oltre 50 convegni e workshop che hanno animato queste giornate e la sintonia con l’ente fieristico e con le istituzioni».

I relatori del convegno sui contoterzisti (da sinistra Giovanni Giuntoli, Roberto Guidotti, Gianni Dalla Bernardina, Matteo Tamburrelli ed Ermanno Comegna)

Agromeccanici in evidenza

Tra i protagonisti in quel di Bari sicuramente le imprese agromeccaniche, con un convegno dedicato alla loro strategicità per il futuro dell’agricoltura e il Driver Trophy, eventi organizzati da Edagricole-New Business Media in collaborazione con Cai Agromec.

Nel primo sono stati presentati i risultati del progetto biennale ADP4Durum, che ha avuto come partner l’organizzazione di produttori Con.Cer, La Quercia Soc. Coop. Agricola, la Fondazione ITS Agroalimentare Puglia, Horta Srl e il Crea-CI. Il tutto per valutare la sostenibilità dell’agricoltura di precisione nella moderna azienda cerealicola pugliese. «Nelle tre realtà coinvolte nel progetto – ha spiegato Giovanni Giuntoli di Horta – i risultati hanno confermato il vantaggio del ricorso all’agricoltura di precisione rispetto a quella tradizionale come rese, efficienza nell’uso dell’azoto, risparmio di mezzi tecnici, plv e utile netto (1.303 €/ha contro 1.099 €/ha)». Questi risultati sono stati possibili grazie anche al prezioso contributo dell’azienda agromeccanica Tms di Torremaggiore (Fg), che ha effettuato tutte le lavorazioni in quanto in possesso di tutte le attrezzature necessarie per applicare l’agricoltura di precisione (analisi del suolo, mappe di resa, di vigoria e di prescrizione, concimazione a rateo variabile). «Abbiamo aderito con entusiasmo a questo progetto – ha spiegato Matteo Tamburrelli, titolare della Tms, nonché presidente dell’Apima (Associazione provinciale imprese di meccanizzazione e agricole) di Foggia – soprattutto per dimostrare che anche le imprese agromeccaniche al Sud sono attrezzate con le tecnologie più moderne. Del resto noi contoterzisti siamo innovatori per natura e non siamo antagonisti degli agricoltori, siamo il loro braccio destro. E l’agricoltura di precisione è lo strumento che ci consente di fare meglio questo».

L’impatto della nuova Pac

Nel presentare i risultati del regime dei pagamenti diretti nel 2023 (superfici dichiarate, superfici programmate e scostamenti) e degli escoschemi 4 e 5 (importi programmati e importi effettivamente pagabili), Ermanno Comegna consulente Cai Agromec, ha sottolineato come «la Pac sia fondamentale per l’economia delle imprese agricole italiane. Il sistema di gestione della Pac in Italia nel passaggio dalla programmazione 2014-2022 al 2023-2027 ha funzionato e gli agricoltori italiani hanno dimostrato di essere maturi e selettivi, ma è necessario distinguere tra l’importo atteso del premio e il contributo effettivamente incassato a consuntivo. Per quanto riguarda gli agromeccanici – ha concluso Comegna – la nuova Pac comporterà diverse opportunità: maggiore ricorso a colture secondarie (Bcaa 7 ed EcoSchema4); richiesta per prestazioni migliori da parte degli allevamenti zootecnici; maggior ricorso al controllo meccanico delle malerbe (EcoSchema 2 ed EcoSchema 4); maggiore diffusione delle tecniche di lavorazione ridotta dei terreni (per effetto della condizionalità e di alcuni eco-schemi); maggiori richieste di prestazione da parte degli agricoltori che seguono l’approccio biologico; richiesta da parte degli agricoltori di fornire prove documentali per giustificare l’accesso ad alcuni interventi della Pac; aumento delle necessità di registrazione, elaborazione e memorizzazione dei dati relativi alle operazioni colturali (ad esempio il registro dei trattamenti nel fascicolo aziendale)».

Infine, si è voluto ancora una volta ribadire, oltre alla necessità improrogabile per le imprese agromeccaniche di fare correttamente i conti economici, i motivi per cui è (quasi) sempre conveniente affidarsi ai contoterzisti che non acquistare la macchina in proprio. «È vero che la meccanizzazione in proprio consente di eseguire le lavorazioni senza attendere turni o priorità – ha riferito Roberto Guidotti del Servizio Tecnico Cai Agromec – ma allo stesso tempo espone a guasti e avarie che si sommano ai costi fissi (deprezzamento e interessi), permette di cambiare lavorazione solo cambiando macchina (per cui il possesso si trasforma in un vincolo) e nel caso di modifica dell’indirizzo colturale obbliga a sostituire in parte o in tutto il parco macchine. Ecco allora che il ricorso al contoterzismo conviene sempre».

«Il contoterzismo è un fenomeno prettamente italiano ed è fondamentale per il futuro dell’agricoltura – ha concluso il presidente Cai Agromec Gianni Dalla Bernardina –. Lavorare sul fronte sindacale deve essere sempre una delle nostre priorità e ci stiamo attivando per allargare la nostra base associativa in una regione importante come la Puglia».

Un momento del Driver Trophy
Un momento del Driver Trophy (foto di Alberto Corradi)

Grande successo per il Driver Trophy

Chiudiamo con la seconda edizione del Contoterzista Driver Trophy, gara di abilità per contoterzisti e trattoristi che ad Agrilevante ha visto la partnership di Argo Tractors (con il concessionario Ivone), Bkt (con il distributore Univergomma) e Zingaro. Rispetto ai 30 previsti per i tre giorni di gara stabiliti (10 per ogni giornata), hanno partecipato alla gara in totale ben 47 concorrenti, provenienti soprattutto dal Sud (chiaramente Puglia in primis, ma anche Campania, Calabria, Sicilia, Basilicata e Sardegna). Nelle due sessioni giornaliere i concorrenti si sono cimentati nella prova di retromarcia in curva con carro rimorchio Zingaro a 3 assi agganciato a un trattore McCormick X8.618 P6 Drive e nella prova di gimkana su un Landini Rex 4.180 GT RoboShift. Per concludere con un momento ludico le prove, i concorrenti hanno avuto la possibilità di portarsi a casa un pallone da calcio sponsorizzato Bkt cercando di fare goal in una porticina appositamente allestita sotto il gonfiabile Bkt.

Scarica la presentazione di Giovanni Giuntoli

Scarica la presentazione di Ermanno Comegna

Scarica la presentazione di Roberto Guidotti


Immatricolazioni: trattori giù, mietitrebbie su

Nei primi nove mesi dell’anno cala il mercato italiano delle trattrici e dei rimorchi, mentre risultano in attivo le altre tipologie di macchine. Le immatricolazioni di trattrici - secondo i dati elaborati da FederUnacoma (l’associazione italiana dei costruttori) - indicano nel periodo gennaio-settembre un calo rispetto al pari data 2022 dell’11,3% per le trattrici e dell’8% per i rimorchi, mentre le mietitrebbie segnano +17,2%, le trattrici con pianale di carico +26,9% e i telescopici +5,8%.

Immatricolazioni gennaio-settembre

2023 2022 var. %
Trattori 14.049 20.211 -11,3
Mietitrebbie 361 308 +17,2
Rimorchi 6.207 6.747 -8,0
Trattrici con pianale di carico 495 390 +26,9
Sollevatori telescopici 916 866 +5,8

 

Particolarmente pesante il calo nel solo mese di settembre rispetto allo stesso mese del 2022: -56,1% per le mietitrebbie, -35,8% per i telescopici, -23,3% per le trattrici e -11,9% per i rimorchi. In controtendenza le trattrici con pianale di carico (+55,5%).

Agrilevante chiude con il record - Ultima modifica: 2023-10-17T12:35:41+02:00 da Francesco Bartolozzi

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