Prevenzione vincente per le semine precoci

Il pre-emergenza come chiave di successo contro la competizione iniziale delle malerbe nel mais

Il mais è particolarmente sensibile all’azione concorrenziale delle infestanti nelle prime fasi di sviluppo, nel periodo compreso tra le semina e la differenziazione della quarta foglia, per cui la massimizzazione delle potenzialità produttive si ottiene partendo su terreno pulito, mediante le ultime lavorazioni di affinamento o con azzeramento delle infestazioni mediante dosi appropriate dei numerosi formulati a base di glifosate autorizzati, ricordando che a livello europeo l’impiego di questo fondamentale principio attivo è stato rinnovato fino alla fine del 2017. In seguito la tecnica più razionale prevede trattamenti di pre-emergenza con prodotti ad azione residuale, se si escludono i suoli fortemente organici, con possibilità di risolvere la maggior parte delle infestazioni delle specie annuali.

Pre o post precoce?

Primo errore: trascurare la gestione degli inerbimenti nel letto di semina.
Primo errore: trascurare la gestione degli inerbimenti nel letto di semina.

Anche se la loro efficacia è strettamente correlata alle variabili condizioni pluviometriche del periodo immediatamente successivo all’applicazione, gli interventi preventivi nella maggior parte delle situazioni permettono di mantenere i seminativi esenti da infestanti nelle prime sensibilissime fasi di crescita, dal momento che esercitano un ampio spettro d’azione anche su specie di più difficile od onerosa gestione in post-emergenza e, fattore molto importante, sono un’arma fondamentale per prevenire l’insorgenza di popolazioni di malerbe resistenti, con particolare riferimento ad Echinochloa crus-galli ed Amaranthus spp..
L’indubbio rapporto costo/beneficio di tali interventi diventa sempre più evidente tanto più si anticipano le semine, con inoltre il vantaggio di poter effettuare i trattamenti anche dopo l’emergenza della coltura, preferibilmente ancora in assenza delle infestanti o con le stesse nei primissimi stadi di crescita.
Quando non sono previste piogge significative dopo le operazioni di semina, il comportamento più corretto sarebbe quello di posticipare le applicazioni in epoca più propizia, in maniera da massimizzare le potenzialità degli erbicidi utilizzati. Potendo intervenire fino a quando il mais ha differenziato le 3-4 foglie, è possibile posticipare le applicazioni e quindi allungare la persistenza d’azione anche di una ventina di giorni, ovviamente in relazione all’epoca delle semine ed alle condizioni ambientali.

Leggi l’articolo completo su Il Contoterzista n. 3/2017 – L’edicola de Il Contoterzista

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome