Nella manutenzione di grandi aree verdi, le trinciatrici triple si rivelano attrezzature di grande efficienza poiché capaci di operare su un ampio fronte e su prodotti diversi. Sono in grado, infatti, di trinciare erba, cespugli e materiale legnoso dal diametro sino a 8 cm, oltre alle paglie dei cereali e ai residui colturali lasciati nei campi di mais, girasole, tabacco, barbabietola, cotone. Tutto questo con grandi benefici per il terreno, perché la trinciatura agevola la decomposizione e la trasformazione in humus della biomassa vegetale presente sulle superfici delle aree verdi.
L’impiego delle trinciatrici triple si rivela quindi una scelta più che mai idonea in quanto pratica, efficiente e conveniente. Tra l’altro, le trinciatrici triple sono costruite utilizzando materie prime che conferiscono grande resistenza, come l’acciaio altoresistenziale, nonché componentistica di grande qualità che, come i cuscinetti Heavy Duty, assicurano grande affidabilità. Oltre a tutto questo, le trinciatrici triple sono realizzate secondo criteri di solidità e sicurezza d’impiego utilizzando tecnologie d’avanguardia come il taglio laser, la saldatura robotizzata e la bilanciatura elettronica del rotore.
L’impiego delle trinciatrici triple consente di eseguire una trinciatura più omogenea, in quanto le ruote della trattrice non calpestano la vegetazione da trinciare e la loro composizione in tre testate trincianti (una frontale e due latero-posteriori) consente un miglior adeguamento alla superficie di lavoro. Inoltre, il cantiere di lavoro costituito dalla trattrice portante e dalla trinciatrice tripla risulta ben bilanciato, a tutto vantaggio della sicurezza di lavoro. Di seguito la descrizione degli apparati e delle tecnologie inerenti alle più moderne trinciatrici triple.

Composizione delle trinciatrici triple
Le trinciatrici triple sono costituite dalla combinazione di una struttura posteriore con ali laterali denominata “wings” portante due testate trincianti, che viene accoppiata al sollevatore posteriore della trattrice, e da una trinciatrice frontale che viene accoppiata al sollevatore anteriore della trattrice. Il perfetto allineamento in lavoro della trinciatrice frontale con le due testate trincianti posteriori laterali garantisce un lavoro ottimale e uniforme su tutta la superficie. A ciò contribuiscono anche gli efficienti sistemi, idraulici o meccanici, adottati per assicurare un ottimale adattamento della trinciatrice tripla alla superficie di lavoro.

Struttura posteriore ad ali (butterfly)
La struttura portante posteriore ad ali denominata “wings” è costruita in acciaio altoresistenziale e si avvale di un robusto castello di attacco ai tre punti del sollevatore posteriore della trattrice. Reca lateralmente due bracci basculanti sollevabili in verticale (wings) per mezzo di potenti cilindri alimentati dal circuito idraulico della trattrice. Su tali bracci basculanti sono incernierate, mediante sistemi a snodi, due testate trincianti. Posti esattamente nel baricentro delle testate trincianti, i sistemi di incernieramento a snodi coadiuvati da cilindri idraulici dedicati, oppure da sistemi meccanici con molle, permettono a ogni singola testata trinciante un’oscillazione di fino a 8° in avanti o indietro al fine di ottenere il miglior adattamento possibile al profilo della superficie di lavoro. Per ottenere una buona trinciatura, infatti, è indispensabile che la testata trinciante segua fedelmente il profilo del terreno.
Per fare in modo che le due testate trincianti posteriori laterali svolgano pienamente il loro compito mantenendo l’altezza di lavoro costante, anche in superfici declivi o irregolari, in alcune trinciatrici triple la struttura “wings” è dotata di un sistema idraulico con accumulatore di azoto. Tale sistema ha il compito di mantenere costante la pressione esercitata sul suolo dalle testate trincianti evitando che impattino col terreno. Inoltre, il sistema idraulico con accumulatore di azoto permette un repentino spostamento in verticale, nonché l’arretramento, di ogni singola testata trinciante qualora impatti contro un ostacolo presente sul terreno (per esempio: ceppi oppure grandi sassi). Una volta superato l’ostacolo, il sistema provvede in automatico al riposizionamento in lavoro della testata trinciante.

Talune trinciatrici triple, invece, adottano un sistema di sicurezza meccanico, dotato di balestre oppure di molle, che ammortizza eventuali urti delle testate trincianti contro ostacoli e le rimette automaticamente in posizione di lavoro, una volta superato l’ostacolo. Ogni testata trinciante, quinti, può affrontare ostacoli e adattarsi al profilo della superficie “galleggiando” sull’area di lavoro. All’ottimale adattamento al profilo del terreno delle due testate trincianti latero-posteriori contribuiscono anche i sistemi basculanti di aggancio alle parallele inferiori del sollevatore della trattrice presenti nella struttura “wings” di molte trinciatrici triple.
Anche le slitte laterali e il rullo posteriore di appoggio di ogni singola testata trinciante provvedono all’adattamento delle due testate trincianti al profilo del terreno. Tra l’altro, il rullo posteriore di appoggio di ogni singola testata trinciante può essere sostituito da ruote autosterzanti. Tipicamente la configurazione della struttura posteriore portante e dei bracci che sorreggono le due testate trincianti laterali è congegnata per ottenere un baricentro ravvicinato alla trattrice. In tal modo viene richiesto un minore sforzo al sollevatore posteriore della trattrice per sollevare e gestire la struttura “wings” con le sue due testate trincianti laterali. Inoltre, il baricentro della “wings” ravvicinato alla trattrice incrementa sia la stabilità del cantiere di lavoro sia la sicurezza d’uso delle trinciatrici triple.

Le testate trincianti delle “wings”
La struttura “wings” reca due testate trincianti laterali. Ognuna di esse si avvale di un telaio in profilati d’acciaio ricoperto da una robusta lamiera di acciaio che delimita la camera di trinciatura. Talvolta le lamiere che delimitano la parte superiore della camera di trinciatura sono due, in tal caso si parla di doppia lamiera di copertura. Le due pareti laterali chiuse del telaio che delimitano lateralmente la camera di trinciatura alloggiano i robusti cuscinetti che supportano il rotore orizzontale su cui sono fissati con una disposizione elicoidale gli utensili di triturazione. Per sorreggere il rotore risulta particolarmente vantaggioso l’impiego di cuscinetti Heavy Duty a rulli poiché questa tipologia di cuscinetti assicura efficienza e lunga durata. Risulta altresì molto importante la disposizione elicoidale degli utensili di triturazione, poiché consente un inserimento progressivo dell’apparato di triturazione nella vegetazione e allo stesso tempo riduce lo sforzo richiesto per la movimentazione del rotore.

Gli utensili di trinciatura maggiormente utilizzati sono le doppie lame a Y in acciaio trattato: per la loro capacità di triturare erba, cannette e arbusti vengono definite universali. Dovendo triturare arbusti ben sviluppati, siepi e materiale legnoso dal diametro sino a 8 cm appare però più opportuno l’utilizzo di mazze concave: la loro particolare configurazione assicura un’accurata triturazione e una maggiore ventilazione idonea a favorire l’espulsione del materiale dalla camera di trinciatura. I supporti degli utensili possono anche presentare dentellature per aumentare la capacità di taglio e migliorare il flusso del materiale all’interno della camera di trinciatura, riducendo gli assorbimenti di potenza. Il risultato è una trinciatura più uniforme, una maggiore produttività e una superiore resistenza all’usura, anche in condizioni di lavoro intensive.
Tra l’altro, le camere di trinciatura sono dotate nella loro parte alta di due o tre file di controcoltelli dentellati che affinano ulteriormente il materiale trinciato che viene lanciato contro di loro dal movimento del rotore. Quest’ultimo lavora a regimi molto elevati (anche più di 2.300 giri/min) e origina una grande forza centrifuga che fa muovere il materiale dall’entrata della camera di trinciatura verso la parete superiore della camera di triturazione per poi essere espulso ben triturato nella parte posteriore della camera di triturazione. Qui una paratia basculante, regolabile nell’inclinazione, agevola il deflusso del materiale trinciato verso l’esterno. In base all’angolo di inclinazione impostato dall’operatore, la paratia basculante determina il minore o maggiore tempo di permanenza del materiale all’interno della camera di triturazione e quindi il grado di affinamento prodotto.

Il moto ai rotori delle due testate trincianti laterali viene impresso dalla PdP di 1.000 giri/min della trattrice tramite un albero cardanico che trasferisce il moto a una scatola di rinvio dotata di ruota libera. Tale dispositivo di sicurezza svolge un ruolo molto importante in caso di ingolfamenti di prodotto all’interno della camera di trinciatura in quanto, al verificarsi di tale evenienza, lascia girare a folle gli organi della PdP scongiurando contraccolpi che danneggerebbero irrimediabilmente la catena cinematica, inclusi gli organi interni alla trattrice. Tramite due alberi cardanici laterali, la scatola di rinvio trasferisce il moto alle trasmissioni a pulegge e cinghie che, munite di tendicinghie automatici, provvedono a muovere i rotori delle testate trincianti laterali. Generalmente le cinghie sono dentate e possono essere del tipo in kevlar. In particolare, le dentellature delle cinghie hanno lo scopo di offrire una maggiore superficie di dispersione del calore generato dall’attrito del movimento e il kevlar è un materiale sintetico di elevata resistenza all’usura e al calore: proprio per questo viene utilizzato per realizzare le cinghie destinate a impieghi gravosi. La presenza dei tendicinghie è importante poiché scongiura slittamenti e usure anomale delle cinghie.
In lavoro le testate trincianti laterali appoggiano su un rullo fissato nella parte posteriore della camera di trinciatura, rullo che funge anche da regolatore dell’altezza di lavoro. Tra l’altro, il rullo può essere montato in una posizione “avanzata” ossia più vicina al rotore permettendo lo scarico del materiale trinciato direttamente dietro il rullo. Tale posizionamento è consigliato in caso di erba poco folta e scarsa presenza di arbusti. Oppure può essere montato in posizione arretrata per trattenere più a lungo il materiale all’interno della camera di triturazione, ciò garantisce un maggior sminuzzamento del materiale. Il montaggio del rullo in posizione arretrata viene consigliato in caso di una folta presenza di arbusti.

La trinciatrice frontale
Quale trinciatrice frontale viene utilizzata una trinciatrice reversibile caratterizzata dal doppio castello di attacco e dalla doppia scatola di rinvio. L’impiego della trinciatrice reversibile è particolarmente vantaggioso perché può essere usata anche singolarmente accoppiata anteriormente o posteriormente alla trattrice.
Nella combinazione con la struttura “wings”, la trinciatrice reversibile è portata dall’attacco a tre punti del sollevatore anteriore della trattrice grazie a un castello d’attacco che può essere fisso oppure mobile. Nel primo caso è saldamente ancorato al telaio portante della trinciatrice, mentre nel secondo è ancorato a una struttura spostabile idraulicamente che opera lo spostamento laterale della trinciatrice di 30-50 cm a destra o a sinistra.
I sistemi di aggancio alle parallele inferiori del sollevatore anteriore della trattrice possono essere fissi oppure basculanti per meglio consentire l’adeguamento della trinciatrice al profilo del terreno. Il robusto telaio portante della trinciatrice frontale è costruito in acciaio e ospita anche la camera di trinciatura, il rotore con gli utensili disposti in modo elicoidale, gli organi di controllo dell’altezza di lavoro, la scatola di rinvio, la trasmissione a pulegge e cinghie e il pannello luci. Così come le camere di trinciatura delle testate trincianti della struttura “wings”, anche la camera di trinciatura della trinciatrice frontale è delimitata da robuste lamiere d’acciaio e ospita il rotore inserito su cuscinetti Heavy Duty.

In particolare, sul rotore sono inseriti in posizione elicoidale gli utensili di taglio costituiti prevalentemente dalle lame “universali” a Y oppure da mazze concave da impiegare su arbusti sviluppati. Il rotore è mosso da una trasmissione a cinghie azionata dalla PdP anteriore di 1.000 giri/min della trattrice.
La PdP della trattrice trasferisce, infatti, il moto alla scatola di rinvio mediante un albero cardanico, a sua volta la scatola di rinvio devia il moto a un albero trasversale alla direzione di marcia. Il movimento rotatorio di tale albero muove la trasmissione a pulegge e cinghie che aziona il rotore. La scatola di rinvio è provvista del dispositivo di sicurezza a ruota libera che evita contraccolpi a tutta la catena cinematica.
A sua volta, la trasmissione a pulegge e cinghie si avvale di un tendicinghia automatico costituito da una puleggia che, grazie a un dispositivo a molla, esercita una pressione sulle cinghie tenendole nel corretto tensionamento, evitando così dannosi slittamenti che inciderebbero negativamente sul lavoro del rotore e danneggerebbero le cinghie.

Controllo altezza di lavoro
Il controllo dell’altezza di lavoro è eseguito da slitte d’acciaio regolabili nella loro posizione sul piano verticale e fissate sotto i lati della parte inferiore del telaio portante, nonché da un rullo posto nella parte posteriore della trinciatrice. Il rullo può essere regolato sul piano verticale e può assumere due posizioni di lavoro: 1) arretrata per consentire una triturazione più fine della vegetazione, 2) avanzata per permettere la trinciatura di una maggiore quantità di prodotto. In quest’ultima posizione, il rullo non schiaccia la vegetazione trinciata e si mantiene più pulito, il che consente un migliore rotolamento sulla superficie di lavoro. Il rullo può anche essere sostituito da ruote autosterzanti di ferro oppure dotate di pneumatici.
Nonostante il loro ampio fronte di lavoro (può superare anche i 9 metri) le trinciatrici triple possono essere trasportate agevolmente. Questo grazie al sistema di ripiegamento idraulico che, dotato di agganci di sicurezza per impedire l’apertura accidentale della struttura “wings”, riduce l’ingombro trasversale entro i 3 m, consentendo così di transitare senza problemi anche nelle strade pubbliche. Tipicamente le trinciatrici triple richiedono l’impiego di trattrici dalla potenza compresa nel range di 160-400 cv, nonché dotate di PdP e sollevatore anteriori.
Scarti di manutenzione del verde, cosa sono
La manutenzione delle aree verdi può dare luogo a quantitativi rilevanti di scarti vegetali, la cui natura ha dato luogo nel tempo a diverse interpretazioni. Sul piano tecnico costituiscono una biomassa vegetale, composta prevalentemente da cellulosa e, per le potature arboree, da lignina: una matrice che può essere destinata al compostaggio (se prevale la cellulosa) oppure a combustione se prevale la frazione legnosa. Nel primo caso viene destinata a un ciclo di decomposizione anaerobica e alla produzione di biogas; nel secondo è impiegato per combustione diretta (tal quale o cippato) nei termovalorizzatori.
Per accontentare un po' tutti i soggetti (prevalentemente pubblici) impegnati nel recupero e valorizzazione dei rifiuti, è stata adottata un'interpretazione che ricorda il celebre giudizio di Salomone, che prevede la suddivisione fra rifiuti speciali e rifiuti urbani. Il criterio distintivo, dato che si tratta dello stesso materiale, è nella natura del soggetto che conferisce il rifiuto:
- se è un privato cittadino che fa in proprio la manutenzione del giardino, gli scarti vegetali sono rifiuti urbani e devono pertanto seguire il relativo canale di raccolta;
- se sono stati prodotti da un'impresa professionale, in assenza di convenzioni specifiche, sono rifiuti speciali (di norma, non pericolosi) e devono essere conferiti a un'impresa autorizzata; in tal caso possono essere trasportati dal produttore solo se questo si è iscritto all'Albo dei Gestori ambientali per il trasporto dei propri rifiuti;
- può essere inoltre ammessa una “terza via” che consente di convenzionarsi con l'ente o la società di raccolta dei rifiuti urbani, conferendo il rifiuto ai punti di raccolta previsti.
Roberto Guidotti









