Maurizio Casagrande, l’attrezzo giusto al momento giusto

Grazie a una nuova barra per la raccolta della soia, Maurizio Casagrande nel Piacentino ha aumentato la superficie trebbiata

I contoterzisti sono sempre molto attenti ai trattori, come ovvio, ma qualche volta anche il giusto attrezzo può fare la differenza. Lo dimostra il caso dell’impresa agromeccanica che visitiamo questo mese e che grazie a una nuova barra per soia ha visto crescere notevolmente la superficie trebbiata.

Tra Piacenza e Cremona

Nuova barra da soia da 9 metri: secondo il proprietario, ha incrementato notevolmente la superficie raccolta.

L’azienda in questione è quella di Maurizio Casagrande, che vive e lavora in provincia di Piacenza, ma al confine con il territorio Cremonese. A San Pietro in Cerro, per la precisione. Qui, con l’aiuto del fratello Roberto, esegue lavorazioni agricole di vario tipo, ma che riguardano principalmente le attività più tradizionali, come arature, semine, trattamenti e raccolta. Proprio quest’ultima, come abbiamo anticipato, ha fatto segnare, nel 2017, un sostanziale incremento. «Tutto è avvenuto – ci spiega Roberto – grazie all’acquisto di una nuova barra Flex S9 di Claas, da abbinare alla Lexion 460, una delle tre mietitrebbie che abbiamo in azienda. Si tratta di una testata non ultimo modello – abbiamo scelto un usato per risparmiare oltre 10mila euro – ma che comunque trovo estremamente performante e che ha, come caratteristica principale, quella di essere larga 9 metri. Possono sembrare tanti per una 460, ma quel che conta è la velocità che si tiene. Per esempio, raccolgo la soia a 2 chilometri e mezzo l’ora: pochi, ma con 9 metri di fronte di lavoro, in un’ora si fanno quasi due ettari, se il campo è sufficientemente lungo. In media, comunque, superiamo sempre l’ettaro l’ora. In più – e questo è il vantaggio principale, a mio avviso – i clienti sono molto contenti, perché mi vedono andare piano. Molti agricoltori hanno il terrore che la mietitrebbia corra troppo, essendo convinti che in tal modo aumenteranno le perdite. Se invece vai adagio, anche se non lavori bene sono tutti contenti».

Tanto contenti – ci spiega Casagrande – da far pubblicità con il passaparola, che è la prima forma di promozione per un contoterzista. «Quest’anno abbiamo fortemente incrementato la superficie trebbiata proprio grazie alla buona reputazione: mi hanno chiamato agricoltori che non sono mai stati nostri clienti, ma che avevano sentito parlar bene di noi dai vicini. Ad alcuni abbiamo raccolto soltanto un campo o due, altri ci hanno prenotati anche per il mais e hanno promesso di servirsi ancora di noi il prossimo anno».

Grano, mais e fagioli

Fendt 936 black, la macchina di punta dell’azienda.

Non si fatica a capire che Roberto sia fortemente soddisfatto del suo acquisto. «In effetti è così. È una barra eccellente, che fa un gran lavoro. Tagliare la soia a 5 cm da terra, su una larghezza di nove metri, non è cosa da tutti; anzi credo che poche testate ne siano capaci. Con questa ci riusciamo regolarmente e per di più non si ingolfa mai. Tra l’altro è anche molto leggera, quindi non dà problemi con il canale elevatore della 460». Una testata simile, ci spiega Casagrande, era già stata provata lo scorso anno. «Tuttavia aveva le lame non ben registrate, per cui non ci aveva fatto una grande impressione. Con questa è tutto diverso: mi spiace soltanto di non averla presa prima».

Parecchio lavoro, prodotto pulito e clienti soddisfatti. Manca qualcosa? «Sì: il fatto – non trascurabile – che rispetto a una barra di dimensioni più ridotte si pesta molto meno il terreno. Non è cosa da poco, soprattutto quando si lavora sul bagnato». La Claas in allestimento definitivo, ci spiega Casagrande, sarà attrezzata, oltre che con la S9, con trinciapaglia, spargipula e cingoli. «Questi ultimi in particolare dovrebbero aumentare fortemente il galleggiamento. Si tratta infatti di cingoli T2 da risaia, dunque particolarmente larghi. Con una macchina così attrezzata non temiamo rivali, né prodotti difficili né tantomeno la pioggia: riusciremo a lavorare anche quando gli altri staranno fermi».

Si lavora con tutto; compreso, continua il contoterzista, il terribile fagiolo, che ha creato più di un grattacapo ad alcune aziende impegnate nella raccolta per conto della Cerealicola Rossi, in provincia di Cremona. «Ci hanno chiamato per vedere se con la nostra macchina riusciamo a ridurre il numero di rotture. Penso proprio che non ci saranno problemi, conoscendo la qualità del lavoro delle Claas». La commessa, conclude Casagrande, è interessante: oltre 200 ettari di fagiolo, che aumenterebbero ulteriormente il monte-ore della raccolta 2017. «Siamo arrivati ormai a 1.500 ettari; mio fratello da solo, con la Lexion 580, ne ha fatti più di 700. È stato davvero un anno d’oro, in questo senso».

Clienti in abbondanza

I Casagrande non sono affezionati a nessun colore in particolare. Accanto a Fendt, Case IH e New Holland trovano posto anche i Massey Ferguson.

«Di certo non dobbiamo andare in giro a cercarci i clienti», chiosa Casagrande. Condizione davvero rara nel contoterzismo moderno, in cui le ditte si fanno concorrenza a suon di sconti e ribassi. Con il rischio, a volte, di non guadagnare abbastanza da pagare le spese. «Non è certamente il nostro caso, visto che abbiamo lavoro più che in abbondanza». Una condizione invidiabile dovuta, continua il contoterzista, a diversi fattori. «Conta la qualità del lavoro, ovviamente, ma conta altrettanto la disponibilità: se vai incontro alle esigenze degli agricoltori, ti chiameranno ancora la prossima volta che avranno bisogno».

Come abbiamo scritto sopra, i Casagrande si occupano di ogni tipo di attività, con predilezione per quelle più tradizionali. «Quest’anno, tuttavia, non abbiamo fatto molta aratura, anche per la crescita della minima lavorazione, mentre abbiamo fortemente aumentato, come dicevo, la superficie trebbiata. Il lavoro con la vanga è andato bene anche dei trattamenti non ci possiamo lamentare. Per un’azienda come la nostra ce n’è più che a sufficienza».

 

Regge il pomodoro, cala il mais

Come vanno i seminativi nella pianura Padana meridionale? Secondo Casagrande, scende leggermente il mais mentre si mantengono pomodoro e grano. «Un calo che abbiamo notato poco, per quanto ci riguarda, dal momento che abbiamo aumentato la superficie trebbiata, ma a far bene i conti, nel 2017 direi proprio che gli ettari dedicati a questo cereale sono scesi. Resiste invece il pomodoro, mentre è leggermente aumentata la soia». Per la quale, come abbiamo visto, i Casagrande si sono recentemente attrezzati con una nuova barra.

 

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