Le diverse velocità della precision farming

Le guide assistite sono ormai impiegate correntemente dalle imprese agromeccaniche, soprattutto per certe lavorazioni
La guida assistita è solo il punto di partenza per arrivare alle mappe di prescrizione e al rateo variabile

I sistemi per la rilevazione dei dati e della posizione, che costituiscono i principali strumenti per l’agricoltura di precisione, sono ormai diffusi in buona parte delle imprese agromeccaniche, soprattutto in aree prevalentemente pianeggianti o con rilievo non particolarmente accidentato. Nelle aree montane la discontinuità della copertura satellitare e di trasmissione dati costituisce tuttora un fattore fortemente limitante, che tuttavia non ha impedito alle aziende più dinamiche di attrezzarsi almeno con i sistemi di guida assistita. Non è detto, infatti, che i vincoli orografici rendano inutili i vantaggi di una maggiore accuratezza nel controllo della posizione, anzi è l’esatto contrario: un sistema Rtk permette di tracciare un percorso più preciso anche quando viene meno la triangolazione satellitare, tanto che i due sistemi si integrano a vicenda in carenza di segnale.

Dove queste limitazioni non esistono, o si rilevano solo eccezionalmente, le guide assistite sono ormai impiegate correntemente dalle imprese agromeccaniche, soprattutto per certe lavorazioni, come ad esempio:

  1. razionalizzazione delle passate nelle operazioni di livellamento;
  2. tracciatura di fossi e canali (talvolta con il controllo della quota), in abbinamento ai sistemi ottici (laser);
  3. tracciatura dei filari per impianti arborei specializzati (vigneti, frutteti, oliveti);
  4. trattamenti fitosanitari su colture di pieno campo, al fine di garantire la piena copertura della superficie senza sovrapposizioni;
  5. distribuzione di fertilizzanti granulari, con i medesimi obiettivi;
  6. distribuzione di fertilizzanti organici di origine zootecnica, per documentare date, passaggi, rispetto delle fasce tampone e delle distanze di sicurezza;
  7. riduzione della sovrapposizione delle passate, nelle lavorazioni al terreno a traccia non obbligata (erpici, preparatori combinati, ripasso e preparazione del letto di semina);
  8. controllo centimetrico della posizione dei corpi operatori e comando elettronico del rilascio del seme, per evitare le sovrapposizioni sulle testate e sui campi di forma irregolare.

Gli otto vantaggi della guida assistita

Nel recente passato si è fatta avanti la critica, portata avanti dalle frange più conservatrici del mondo agricolo, che la guida satellitare va a vantaggio esclusivo del contoterzista, perché gli consente di ridurre i tempi di lavoro e di manovra, ma non dell’agricoltore. Se chi ha avanzato queste osservazioni avesse dedicato qualche minuto (non di più...) all’analisi degli innumerevoli altri fattori negativi che affliggono il settore, l’agricoltura italiana potrebbe essere all’avanguardia, almeno nel panorama europeo. Si tratta, infatti, di un’analisi assai superficiale, che si ritiene opportuno contestare punto per punto, seguendo la precedente elencazione:

  1. razionalizzare i passaggi comporta la riduzione dei tempi di esecuzione e dei costi;
  2. un canale rettilineo è più breve e riduce il tempo di allontanamento delle acque in eccesso;
  3. la tracciatura precisa riduce i tempi di intervento per tutte le operazioni colturali da compiere nell’impianto per la sua intera durata;
  4. la sovrapposizione produce vari effetti negativi:

- aumenta i costi della difesa della coltura;

- può determinare effetti tossici a causa del raddoppio della dose unitaria;

- poiché i conti devono tornare rispetto alla superficie catastale (registro dei trattamenti) il quantitativo somministrato in più viene a mancare nel resto del campo, con il rischio di insorgenza di resistenze e infestazioni incontrollabili;

  1. una distribuzione precisa consente di risparmiare fertilizzante e ne riduce il dilavamento;
  2. il contoterzista è responsabile nel momento in cui effettua il trattamento, ma una eventuale contestazione successiva va a carico del titolare del Piano di utilizzazione agronomica (PUA), cioè dell’agricoltore;
  3. la riduzione dei tempi di lavoro comporta sempre un vantaggio in termini di efficacia e di tempestività, anche quando il contoterzista si fa pagare a superficie;
  4. wil risparmio di seme è evidente; inoltre si evita il rischio di seminare le piante troppo fitte, con effetti negativi sullo sviluppo e sulla resa.

L’incidenza della sovrapposizione

Rispetto a quest’ultimo punto si ritiene utile un approfondimento più accurato, perché l’entità della sovrapposizione è tutt’altro che trascurabile, anche se può essere valutata in modo relativamente semplice. Prendiamo un appezzamento di pianura, con confini perpendicolari fra loro, come potrebbero trovarsi in un’area di bonifica, costituito da 5 campi di m 48 x 400, separati sul lato lungo da fossi di scolo, per una superficie complessiva di 9,6 ettari. Con una seminatrice da 6 metri di larghezza di lavoro, sono necessari 4 giri completi per completare ogni campo; le testate comportano poi un giro completo su uno sviluppo di 240 metri, pari a 0,29 ha. Rapportando questa superficie a quella del campo, la sovrapposizione incide per il 3%, che per un costo del seme di 130 €/ha, vale 4 €/ha all’anno, un valore forse trascurabile in termini relativi, ma interessante se rapportato a un’azienda di dimensioni medio-grandi.

In cinque anni di ammortamento la guida automatica può determinare un risparmio annuo di oltre 2.600 euro nei costi di gestione

Se però consideriamo che non sempre i campi hanno larghezza multipla di quella delle macchine, e possono non essere di forma regolare o privi di ostacoli (come pali, siepi o alberi), la necessità di raggiungere tutte le parti dell’appezzamento può comportare ripetizioni più significative. Diciamo che la media potrebbe essere intorno al 5% in pianura; inoltre, la riduzione dello spazio a disposizione delle piante ne determina uno sviluppo più stentato che, per colture come a culmo singolo come mais e sorgo, possono risultare sterili. È chiaro che esiste un vantaggio economico diretto anche per chi decide di investire in un sistema di ausilio alla guida, specialmente quando questo può essere facilmente spostato da un cantiere di lavoro all’altro.

Risparmio annuo conseguibile

Per rendersi conto del risparmio realizzabile, è stata fatta una simulazione sull’acquisto di un sistema per la guida automatica, con precisione centimetrica, da impiegare su tre cantieri di lavoro:

  1. trattrice agricola da 85 kW con spandiconcime centrifugo a doppio rotore;
  2. irroratrice semovente con barra da 18 metri;
  3. cantiere per la preparazione del terreno (6 metri) azionato da trattrice da 200 kW.

Per il 1° cantiere è stato ipotizzato un impegno annuo di circa 350 ore di servizio retribuito, al netto dei tempi di trasporto, carico e scarico del fertilizzante; considerato il calendario dei lavori (da fine inverno a primavera) è stata considerata una possibile concomitanza del 10% con il 2° cantiere.

Con una larghezza di lavoro di 18-20 m, a seconda del prodotto distribuito, è stata considerata una percentuale di errore standard di circa un metro (5%), che si presume venga portata a zero dalla guida automatica; lo stesso vale per l’irroratrice semovente, che ha una larghezza di lavoro analoga.

Per il 2° cantiere, considerata la stagione più avanzata, è stato stimato un impegno annuo retribuito di 450 ore annue, al netto di trasferimenti, rifornimenti e preparazione della miscela, ridotte anche in questo caso dalla parziale concomitanza con i lavori di fertilizzazione.

Per il 3° cantiere, di preparazione del letto di semina, sono state volutamente escluse le lavorazioni primaverili – che potrebbero sovrapporsi con gli altri cantieri – e ci si è limitati solo alle operazioni svolte nel periodo autunnale (600 ore nette). Il periodo di complessivo utilizzo del sistema di guida automatica sale pertanto a oltre 1.300 ore annue, tali da contenerne il costo orario in appena 2,83 €, nonostante il costo di acquisto rilevante e la presenza di canoni periodici per la gestione dell’opzione Rtk.

Il risultato finale, riportato in fondo alla tab. 1, mostra che nei cinque anni di ammortamento l’apparecchiatura può determinare un risparmio annuo di oltre 2.600 euro nei costi di gestione dei tre cantieri considerati, anche se si può ritenere che con una gestione più attenta sia possibile fare di meglio. L’analisi del punto di pareggio (break even), in cui i costi eguagliano i ricavi (che in questo caso sono i risparmi di gestione), ancorché non riportata in tabella per non appesantirne la lettura, mostra che con 1.320 ore annue la copertura si raggiunge alla fine del terzo anno di utilizzo.

Quanto detto non significa che un sistema di guida residente, installato direttamente in fabbrica, non possa essere agevolmente ammortizzato, anzi l’impiego esclusivo evita di dover smontare e rimontare l’apparecchiatura per trasferirla da un mezzo all’altro.

In linea di principio c’è da osservare che trattandosi di un apparecchio elettronico, con un consumo energetico trascurabile e una vita operativa non legata alle ore di lavoro (a parte la sola unità di comando dello sterzo, peraltro facilmente sostituibile), un utilizzo più “leggero” nel corso dell’anno corrisponde ad un aumento del costo orario. Se le 1.320 ore della tab. 1 si dimezzassero, cosa accadrebbe? Gli effetti economici sarebbero scarsi, a parte forse uno spostamento in avanti del punto di pareggio; oggi un sistema di guida integrato costa come uno trasferibile e si ammortizza molto prima della macchina.

Un buon punto di partenza

Perché tanta insistenza sulle guide assistite? Perché rappresentano la via più semplice e immediata per prendere confidenza con le tecniche di agricoltura di precisione: non è un caso che chi ha acquisito familiarità con questi sistemi è passato direttamente alle seminatrici a comando elettronico per ridurre a zero le sovrapposizioni a inizio e fine campo. Da qui all’applicazione della tecnologia del rateo variabile il passo è breve, anzi brevissimo: la stessa seminatrice capace di aprire o chiudere l’ammissione del seme negli incroci può infatti essere capace di aumentare o diminuire la dose di seme sulla base di una mappa di prescrizione.

Chi ha in azienda una mietitrebbia dotata di sistemi di rilevamento, può cominciare a fare la mappatura di resa e raccogliere i dati produttivi per iniziare a trasformarli in mappe di prescrizione

Può capitare che chi compie questo salto culturale abbia già in azienda una mietitrebbia dotata di sistemi di rilevamento, magari mai usati perché il cliente non aveva mai chiesto la mappatura: chi, trovandosi in possesso dei due strumenti, non avrebbe voglia di provare a collegarli? Ecco allora che si cominciano a raccogliere i dati produttivi, a cercare un applicativo per elaborare i dati e trasformarli in una mappa di prescrizione leggibile dalla seminatrice: magari il primo anno ci metterà lo zampino il clima, ma piano piano (a partire dalla propria azienda agricola, non si sa mai) si inizia ad accumulare una serie di conoscenze che possono tornare utili. Le imprese agromeccaniche che si sono affacciate sulla scena dell’agricoltura di precisione, hanno tutte seguito una trafila similare, appassionandosi sempre più nell’integrazione dei dati e dei servizi, fino a divenire capaci di fornire un servizio “chiavi in mano”, sempre più apprezzato dal mercato.

Perché gli agricoltori partano, e inizino a chiedere questo tipo di servizi, bisogna che siano ben convinti, e chi li potrebbe convincere, se non l’unica persona di cui davvero si fidano?

Le diverse velocità della precision farming - Ultima modifica: 2020-03-09T10:36:05+01:00 da Roberta Ponci

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