Claas, verso gli 800 cv

Arriva la risposta alle Ideal di Agco: un’estensione della gamma Lexion fino a 790 cavalli, con barra da 13,8 m. Ma, soprattutto, un nuovo sistema trebbiante a quattro rotori per le convenzionali

Era soltanto questione di tempo. Dopo il lancio della Ideal, che sulla carta vanta numeri da record, Claas non poteva restare a guardare. Non nel settore delle mietitrebbie, che assieme alle trince sono, per il marchio di Harsewinkel, una questione di principio, oltre che di bilanci.

La nuova capofila della gamma Lexion si chiama 8900: 790 cavalli e 13,8 metri di barra.

E così nell’anno di Agritechnica, Claas ha presentato, in anteprima in Francia, la seconda generazione delle sue Lexion, ampliandone la gamma fino a toccare i 790 cavalli. Guardacaso, quanti ne offre la capofila Ideal 10, che tuttavia è ancora un prototipo. Le Lexion, al contrario, saranno in campo già dalla prossima stagione. E non differiranno dalle attuali per qualche dettaglio, bensì per aspetti fondamentali come l’apparato trebbiante, l’elettronica e il raffreddamento del motore: che diventa, per tutte le macchine, del tipo Dynamic Cooling.

Convenzionali, un nuovo segmento

A ribadire la rilevanza delle modifiche introdotte, Claas ha cambiato il nome del suo sistema di trebbiatura, oltre che delle macchine. Il primo si chiama ora Aps Synflow, nelle varianti Walker (scuotipaglia) e Hybrid (ibrida). Le prime, sostiene il costruttore, aprono in sostanza un nuovo segmento. Oggi abbiamo le convenzionali classiche, con rotore e lanciatore, e quelle che vi aggiungono anche un preparatore. Claas propone invece una soluzione a quattro rotori: preparatore Aps, battitore, rotore di separazione e lanciatore. Non è il solo costruttore ad adottare questa soluzione; tuttavia la concorrenza – da New Holland a John Deere, da Agco a Deutz – ne alterna uno di grandi dimensioni a uno con funzioni di trasferimento, facendo compiere al prodotto un percorso a S attorno ai rulli stessi. Diversa la soluzione di Claas: per ridurre i danni a paglia e prodotto, il flusso segue un percorso rettilineo, passando sempre sotto il sistema di trebbiatura.

Per le convenzionali, invece, il modello di punta è la 6900 (2) da 507 cv.

Nasce quindi la necessità di aumentare l’azione trebbiante, perlomeno con i prodotti più difficili da sgranare. Per soddisfarla, i progettisti hanno posto delle alette – flap, in gergo – sotto a preparatore e battitore. Queste ultime, a comando elettrico. Regolandole, l’operatore può aumentare o ridurre l’azione trebbiante, anche per adattarsi al mutare delle condizioni ambientali e temporali. Stessa funzione per un’undicesima spranga a scomparsa sistemata sotto al battitore: a comando può uscire dal controbatttitore, aumentando la superficie di attrito e contribuendo a sgranare il prodotto. In condizioni ottimali – vedi con grano molto secco – la spranga si acceca per aumentare la scorrevolezza del flusso.

Le modifiche realizzate avevano ovviamente tra gli scopi anche l’aumento di produttività. Per ottenere questo risultato, viste le potenze ormai raggiunte dalle mietitrebbie moderne, è stato necessario ampliare il diametro del battitore – da 60 a 75,5 cm – e aggiungere il già citato quarto rullo, un separatore da 60 cm che, nei piani di Claas, dovrebbe aumentare fino al 25% la quota di granella separata ancor prima di arrivare agli scuotipaglia. La larghezza del battitore è di 142 o 170 cm (su versioni a 5 o 6 scuotipaglia) con 2,66 o 3,18 metri quadrati di superficie di separazione attiva.

Cura muscolare sulle ibride

Prima di analizzare le altre novità delle convenzionali, diamo un’occhiata al sistema trebbiante delle Lexion ibride. Modificato, al pari di quello convenzionale, nelle dimensioni del battitore, ma anche del lanciatore. Il quale fa una vera cura muscolare, passando da 38 a 60 cm di diametro: praticamente il doppio. Non a caso Claas parla, a proposito delle nuove Lexion, di “rivoluzione”.

Lexion 7700: 550 cavalli che faranno successo Il battitore da 75,5 cm è una delle novità più importanti sulle Lexion di II generazionealle nostre latitudini

Una modifica che va naturalmente nella direzione di aumentare le rese, così come la nuova inclinazione tra lanciatore e rotori: più dolce, per evitare che il prodotto sia costretto a fare un angolo troppo brusco e di conseguenza a rallentare. Non vi sono stati invece interventi sui rotori. Trattando di Lexion ibride non possiamo naturalmente trascurare la robusta iniezione di cavalli, che porta la capofila – ribattezzata 8900 – a ben 790 cv di potenza massima, forniti da un 6 cilindri Man da 16,2 litri. In aggiunta, anche sulle ibride, ritroviamo alcune innovazioni già elencate a proposito delle convenzionali, come la barra supplementare di sgranatura, per esempio.

Gli altri interventi

Vediamo ora gli altri interventi, che riguardano le griglie ma anche trasmissione, elettronica e naturalmente i motori. Per le prime, i progettisti hanno studiato un sistema grazie al quale è possibile sfilarne una parte (fino al 40% della superficie) senza dover smontare mezza mietitrebbia. Questo consente alcune conversioni di prodotto in un’ora, in luogo della giornata quasi intera che era necessaria in precedenza, e rende le Lexion delle eccellenti multi-prodotto.

Il battitore da 75,5 cm è una delle novità più importanti sulle Lexion di II generazione.

Novità anche sugli scuotipaglia, con un adeguamento del sistema 4D, grazie al quale è possibile lavorare su moderate pendenze trasversali fino al 20% senza penalizzare prestazioni e pulizia. Questo perché i rotori si accecano nel lato a valle e scaricano tutta la granella sul lato a monte, facendola cadere sulle prime sezioni dei crivelli. La pendenza distribuisce poi il prodotto sulle sezioni centrali, rendendo possibile un setacciamento più uniforme. La trasmissione, invece, si basa su un ridotto numero di cinghie, semplificando la struttura complessiva della macchina.

Nuovo sistema di estrazione per le griglie.

Aumenta ancora la dotazione elettronica: oltre che nella gestione di motore e trasmissione, ormai prioritaria anche per le impostazioni di lavoro. Il Cemos automatic è stato potenziato e secondo i tecnici Claas permette di impostare la macchina in modo del tutto automatico, lasciando all’operatore soltanto la scelta della strategia di lavoro: massima resa, massima pulizia, minime perdite, salvaguardia della paglia. Cebis, inoltre, diventa touch screen.

Elettronica a profusione anche nel comparto telemetria: durante l’incontro internazionale, avvenuto nei pressi di Tours, in Francia, è stato presentato ufficialmente il Remote Service, vale a dire il sistema di collegamento costante tra le macchine da raccolta e l’assistenza, con invio di allarmi in caso di malfunzionamenti che non siano ancora guasti manifesti. Questo dovrebbe permettere di segnalare il problema all’operatore, eventualmente fermando la macchina e intervenendo prima dell’effettiva rottura.

I nuovi motori

Una soluzione che, ovviamente, fa risparmiare tempo e soldi in costose riparazioni. Non a caso, la cosiddetta “convenience” è, assieme a Efficienza, Precisione e Affidabilità, uno dei quattro capisaldi attorno a cui è stata progettata la nuova gamma Lexion. Una convenienza che si ripercuote, secondo Claas, anche sul serbatoio: grazie agli organi trebbianti maggiorati, le Lexion possono ridurre i giri dei medesimi e di conseguenza consumare meno gasolio. Obiettivo a cui danno un contributo fondamentale i nuovi propulsori: Mercedes da 7,7 e 10,7 litri e Man da 12,4, 15,6 e 16,2 litri, con curve di coppia variabili a seconda del carico di lavoro, per risparmiare fino al 10% di carburante. Quella di massima potenza, per esempio, si attiva automaticamente quando si scarica il prodotto. Accorgimento avveduto, soprattutto per quelle macchine – vedi le ibride – che hanno da 12.500 a 18mila litri di serbatoio, con una velocità di scarico di 180 litri al secondo.

Nomenclatura, modelli, disponibilità

Con un cambiamento così radicale, l’aggiornamento della nomenclatura è un obbligo. Vanno così in pensione le Lexion 600 e 700 e al loro posto arrivano le 5000, 6000, 7000 e 8000. Le prime due gamme sono costituite dalle macchine convenzionali, rispettivamente a cinque e sei scuotipaglia. Le 7000 e 8000 sono invece ibride e vanno dai 408 cv della 7400 alla 8900 con i suoi già citati 790 cv. In tutto, come si vede dalla Tab. 1, sei modelli convenzionali (da 313 a 507 cv) e sette ibridi. Che entreranno in produzione a partire dall’autunno e saranno dunque disponibili per la campagna 2020. Durante la quale potremo vedere quanto l’Aps Synflow migliorerà le già eccellenti prestazioni delle Lexion Claas.

La sorprendente testata da 13,8 metri di lunghezza progettata per le Lexion 8900

Cambiano anche le Avero

Novità anche per le piccole Avero, macchine convenzionali a quattro scuotipaglia che adeguano i motori allo Stage V. Lo fanno montando un Cummins da 6,7 litri, per 167 o 213 cv (Avero 160 e 240, quest’ultima dotata di sistema di trebbiatura con Aps).

All’incontro di Crucheray sono state inoltre presentate le nuove testate Convio, con larghezza fino a 9,3 metri per la versione standard e 7,7 per quella Flex. Da notare, a proposito di barre, che per la Lexion 8900 è stata predisposta una testata da ben 13,8 metri di larghezza.

Infine, un accenno alle rotopresse: dalla prossima stagione sarà disponibile un nuovo modello a camera fissa, la Rollant 520, con nuova camera di pressatura e un diametro di 1,25 metri.

Claas, verso gli 800 cv - Ultima modifica: 2019-09-18T08:08:53+00:00 da Roberta Ponci

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