Stefano Daprà, esperto in vigneto e frutteto

Stefano Daprà (secondo da sinistra) con il suo team.
Stefano Daprà nel Piacentino ha fatto delle colture specializzate il proprio ambito esclusivo di competenza

Non capita spesso di occuparsi di contoterzisti che lavorano sulle colture specializzate. E anche in quelle poche occasioni si ha spesso a che fare con aziende che trattano vigneto o frutteto come attività corollarie al campo aperto. Non è certamente il caso di Stefano Daprà, titolare della ditta omonima con sede a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza. Il quale non soltanto si occupa esclusivamente di vigneti e, in parte marginale, di frutteto. Ma queste ultime, assieme ai servizi stradali per neve e sfalci, sono le uniche attività svolte da lui e dai suoi quattro dipendenti fissi. Che, ciò nonostante, hanno lavoro per 365 giorni l’anno e si possono permettere giusto un paio di settimane di ferie a Natale.

Grazie a carri spandiletame costruiti su progetto esclusivo, Daprà lavora senza problemi anche su forti pendenze.

Siamo insomma di fronte a una realtà che ha fatto delle colture specialistiche il proprio ambito esclusivo di competenza, raggiungendo, sulle medesime, un grado di specializzazione e tecnologia con pochi eguali in Italia. Per esempio, Daprà è stato il primo ad applicare le tecnologie satellitari alle piantapali per vigneto e alle trivelle per la realizzazione dei noccioleti. È inoltre uno dei pochi che tratta in modo completo il settore della viticoltura biologica, che usa il Gps su tutte o quasi le lavorazioni e infine che offre alcuni interventi a dosaggio variabile.

L’azienda è arrivata, in questi anni, a trapiantare mezzo milione di barbatelle a stagione.

Lasciando da parte i lavori municipali – i classici sfalci e sgombero neve – l’attività dell’azienda è suddivisa in tre parti, grosso modo equivalenti: «Per prima cosa – conferma Daprà – ci sono gli impianti, grazie ai quali iniziammo a fare contoterzismo, nel 2005. Abbiamo poi la raccolta meccanizzata e, come ultimo ambito, la gestione del vigneto: trattamenti, inerbimenti, lavori nel sottofila eccetera». Da qualche anno si sta aggiungendo un quarto settore: l’impianto di noccioleti, una coltura che si sta diffondendo fortemente in tutto il Piemonte orientale, grazie alla forte domanda da parte dell’industria dolciaria. Vediamo, in ogni caso, qualche dettaglio in più sull’attività svolta.

Tecnologia negli impianti

La storia della ditta inizia nel 2005, quasi per caso. Stefano, che non è figlio di agricoltori, ai tempi lavorava come avventizio presso un’azienda vitivinicola. «Mi trovai a sostituire il trattorista di una ditta modenese che stava realizzando un impianto presso la nostra azienda e, visto che me l’ero cavata bene, l’anno seguente questa realtà mi assunse per fare impianti un po’ in tutto il nord Italia». Da allora, Daprà non si è più fermato: ha aperto una propria ditta, affiancata successivamente da altre due, una delle quali in società con il fratello. Oggi, al suo fianco, lavorano quattro operai fissi e altrettanti stagionali, più un’impiegata in ufficio. «L’impianto dei vigneti è rimasto il nostro business principale. Lavoriamo dalla Val d’Aosta a Reggio Emilia, siamo arrivati a trapiantare mezzo milione di barbatelle in un anno e abbiamo una persona impegnata per 12 mesi con la piantapali».

La gestione del sottofila per vigneti biologici è un vanto dell’azienda Daprà.

Il segreto di tanto successo è nella tecnologia. «Iniziammo con una trapiantatrice per barbatelle a guida laser, ma quasi subito acquistammo anche la piantapali, che installammo su un cingolato d’occasione. La concorrenza, nel settore, era però eccessiva e pertanto, per differenziarmi, acquistai la prima piantapali elettronica. Non era tuttavia ancora sufficiente, così vi montammo il laser della trapiantatrice: in questo modo, in tre facevamo il lavoro di cinque persone». Il vero salto di qualità arriva però nel 2009, con l’acquisto del Gps «Era il primo della zona in viticoltura, mi costò 40mila euro. Ma non mi bastava usarlo per trapiantatrice o trattamenti, volevo adattarlo alla piantapali. Lavorammo a lungo con la ditta fornitrice e riuscimmo a realizzare una piantapali a guida satellitare, la prima mai fatta». Il vantaggio tecnologico sulla concorrenza era, a questo punto, netto. «Mentre gli altri lavoravano pochi mesi all’anno, su impianti già tracciati, noi potevamo operare in ogni stagione, anche su campo nudo. Inoltre siamo in grado di fornire al cliente un preventivo completo su quanti pali, barbatelle e chilometri di filo servono per quel terreno. Il tutto allo stesso prezzo della concorrenza. È chiaro che con queste premesse, possiamo acquisire tutto il lavoro che vogliamo. Inoltre il fatto di operare su terreno nudo ci permette di piantare pali da gennaio a dicembre, mentre il trapianto delle barbatelle, per questioni vegetative, resta circoscritto a poche settimane tra fine inverno e inizio primavera».

Inerbimento controllato dell’interfila con contestuale lavorazione del terreno.

La stessa tecnologia, conclude Daprà, è stata adattata alle trivelle per noccioleti. «In questo caso non abbiamo una guida automatica, ma assistita: l’operatore lavora con un tablet che gli indica la sua posizione e il punto dove deve realizzare il foro. Quando la trivella è sul bersaglio, dà il comando e fa il buco. Grazie a ciò evitiamo la picchettatura manuale, un’operazione lunga e faticosa, soprattutto su terreni in pendenza».

Per la raccolta meccanizzata Daprà ha tre vendemmiatrici Pellenc, trainate. In quanto, spiega, il territorio non è ancora pronto per le semoventi. «Abbiamo anche cinque carri, che affianchiamo a quelli dei clienti per evitare il fermo macchina. Il problema principale, in questo settore, è trovare un accordo con la cantina che ritira il prodotto, in modo da non essere costretti a ore di attesa prima di scaricare». Molto più interessante, se parliamo di innovazione, la gestione del vigneto. «Effettuiamo un po’ tutti i lavori, ma quelli che preferisco sono i “meno convenzionali”, come la distribuzione del letame, effettuata con tre carri che Vaschieri ha realizzato su nostro progetto. Sono normali spandiletame cui abbiamo aggiunto una paratia mobile per lavorare anche in discesa, poiché il normale sistema di trasporto a catena non è efficace in quella situazione. La nostra forza è nella produttività: operando con tre carri e un escavatore per il carico, in poche ore copriamo tutta la superficie di una normale azienda. Grazie anche a questo servizio, molti agricoltori possono usufruire dei contributi Psr per l’incremento della sostanza organica e le poche stalle della zona riescono a liberarsi dei reflui. Per quanto ci riguarda, invece, la concimazione organica dà lavoro a tre persone per cinque settimane, dopo la vendemmia».

Biologico

La vendemmia meccanica vale circa un terzo del fatturato prodotto dal settore viticolo.

Degna di rilievo anche l’attività di supporto alla viticoltura biologica. «Un settore – fa notare il contoterzista – che nella zona di Piacenza è in forte sviluppo e copre ormai una quota importante della superficie vitata. La difficoltà, in questo ambito, non è tanto nei trattamenti, per i quali basta un corretto piano preventivo, ma nella gestione del sottofila, poiché le malerbe sono difficilmente contenibili. Noi interveniamo con tre attrezzi diversi: una lama che usiamo a marzo per scalzare, una fresetta e infine una specie di rincalzatore, che prende il terreno e lo rivolta sul ceppo, ritardando la germinazione delle infestanti. Impiegandoli in modo alternato e razionale, otteniamo un buon risultato».

La trivellazione di terreni per noccioleti con controllo Gps è una delle ultime frontiere in fatto di tecnologia applicata alle colture specialistiche.

Sempre in tema di interfila, non possiamo dimenticare gli inerbimenti controllati, per i quali Daprà partecipa a una sperimentazione con l’università di Piacenza, mentre tra le attività in crescita si segnalano prepotature, legature verdi e cimature. Infine, da quest’anno l’azienda è attrezzata per la concimazione a rateo variabile. «Abbiamo scelto lo spandiconcime di Casella, specifico per vigneto e dotato di interramento del fertilizzante. Inoltre stiamo ragionando sul trattamento a dosaggio variabile, che considero l’unica soluzione per risparmiare prodotto in collina».

Grazie a questo tablet gli operatori dell’azienda realizzano i fori nei futuri noccioleti con assistenza satellitare.

Non c’è, insomma, ramo della viticoltura nel quale Daprà non sia attivo, quasi sempre con soluzioni innovative. «Per non avere problemi sul mercato è indispensabile, in primo luogo, distinguersi dalla massa, offrendo qualcosa di diverso e, se possibile, unico. Non per rubare clienti agli altri, ma per creare uno spazio nostro. Finora credo che ci siamo riusciti».

Monocolore Fendt

I sette Fendt di Daprà. Nel riquadro, il Fendt 312, uno degli ultimi acquisti.

In una dozzina d’anni di attività, Stefano Daprà ha cambiato diversi marchi di trattori, ma recentemente si è stabilizzato su Fendt. Nella sua azienda, cingolati a parte, troviamo infatti soltanto il verde di Marktoberdorf, rappresentato da ben cinque 211 in versione frutteto, più un 516 e un 312 acquistato a metà 2017, e utilizzato per trasporti, sgombero neve e preparazione del terreno su cui realizzare i nuovi impianti. «Acquistammo il primo Fendt quasi per sfida, dopo una sera intera passata a fare calcoli su calcoli, visto il prezzo della macchina. Ora ne abbiamo sette e certamente non tornerei indietro. I nostri mezzi – continua il contoterzista – lavorano in media 1.200 ore l’anno e con questi ritmi soltanto pochi hanno l’affidabilità per resistere a lungo. Fendt è una garanzia. In più, grazie ai bassi consumi risparmiamo fino a 40 litri di gasolio al giorno. Su ogni trattore».

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