CONTOTERZISMO

Tutti uniti per contare di più

Dopo la nascita del Cai si stanno creando i presupposti per la fusione Unima-Confai

 

Insieme per esserci. Era stato questo il titolo scelto dal presidente di Unima (Unione nazionale imprese di meccanizzazione agricola) Silvano Ramadori per l'editoriale del n. 5/2014 del Contoterzista (organo ufficiale Unima). Ed è stato all'insegna dell'unità lo spirito che ha animato la 68a assemblea di Unima che si è tenuta a Fiumana di Predappio (Fc) presso la tenuta Condè. Basti dire che per la prima volta dopo 10 anni i vertici di Confai (Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani) sono tornati a partecipare a un'assemblea Unima.

Dall'assemblea è chiaramente emersa la volontà di proseguire uniti per tutelare gli interessi degli agromeccanici, volontà che potrebbe nel giro di qualche mese portare a una fusione delle due associazioni. Ma l'assemblea è stata ovviamente anche l'occasione per avanzare le istanze della categoria. «La chiave della competitività economica - ha detto nella sua relazione Ramadori - risiede nel ricorso alle più efficienti imprese agromeccaniche. Nel processo di miglioramento dell'efficienza delle fasi produttive il contoterzismo ha svolto e sta svolgendo un ruolo fondamentale, in quanto è l'impresa agromeccanica che sopperisce alle carenze strutturali delle aziende agricole, fornendo un servizio di qualità e consentendo loro di rimanere competitive sul mercato».

Terzisti e psr

Inevitabile nell'intervento di Ramadori il passaggio sulla richiesta di inserimento dei contoterzisti tra i beneficiari dei contributi dei nuovi Psr. «Le imprese agromeccaniche - ha evidenziato Ramadori - sono in grado di trasferire le rispettive tecnologie su una moltitudine di agricoltori, con un effetto tangibile a livello comprensoriale. Per questo chiediamo alle Regioni di considerare, nel nuovo quadro dello sviluppo rurale già delineato in sede comunitaria, le azioni che possono assicurare risorse specifiche alle imprese di meccanizzazione, in grado di produrre un effetto moltiplicatore che riduce l'entità del contributo per unità di superficie coinvolta».

Prima di concludere, Ramadori ha passato in rassegna le tante iniziative messe in atto di Unima nel corso del 2013 e dell'inizio 2014, prima tra queste la costituzione del Coordinamento agromeccanici italiani (Cai) insieme al Confai. «Bisogna riconquistare la fiducia dei soci, tutelando la categoria e offrendo un servizio di qualità in campo sindacale, tecnico e organizzativo. A tale proposito mi preme ricordare un passo storico che abbiamo compiuto in favore dell'unità della categoria: la costituzione del Cai, che riunisce Unima e Confai, azione molto apprezzata dal mondo politico, istituzionale ed economico. Previa concertazione e definizione delle scelte politiche e sindacali da adottare, le due organizzazioni di rappresentanza del contoterzismo, attraverso il Cai si prefiggono di dare una rappresentanza unitaria alle istanze delle imprese rappresentate dinanzi alle istituzioni, al mondo politico e sindacale. Le sfide che ci attendono richiedono infatti unità di intenti, coesione nell'azione politica e determinazione nel perseguimento degli obiettivi che il Coordinamento dovrà cercare di raggiungere per sostenere, promuovere e difendere i legittimi interessi delle imprese agromeccaniche».

L'unione fa la forza

«Credo che il Cai sia il primo passo per un'eventuale fusione - ha aggiunto Leonardo Bolis, presidente di Confai - e come organizzazione dobbiamo comunicare con tutte le istituzioni per far capire con fermezza il nostro ruolo e le nostre esigenze. Solo così saremo in grado di portare la categoria a ottenere quelle agevolazioni che ci spettano di diritto». «Le divisioni non servono - ha ripreso il vicepresidente Unima Gianni Dalla Bernardina - ed è nostro dovere mettere davanti l'interesse degli agromeccanici, qualsiasi sia la scelta di appartenenza». «L'unione fa la forza - ha concluso l'altro vicepresidente di Unima Massimo Alberghini Maltoni - e un'organizzazione sindacale è importante perché a Roma non ci sono politici che fanno i nostri interessi. C'è bisogno di Unima, Confai e degli agromeccanici nell'agricoltura italiana per farla diventare competitiva».

Il resoconto completo della 68a
assemblea Unima sarà pubblicato
sul n. 6 del Contoterzista
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