Trebbia e trattore, due assi nel mazzo Case IH

Rinnovata la Axial Flow 160, che debutterà a Lima 2026, e completamente rifatto il Puma a passo standard

La nuova mietitrebbia può auto-settarsi in base a diversi obiettivi, come massimizzare le rese o la qualità della granella. Anche il Puma, in versione full optional, assomiglia sempre più a un trattore-robot

Un Puma tutto nuovo, dalla punta delle orecchie agli artigli, e una mietitrebbia serie 160 ampiamente rinnovata sono i pacchi-regalo che Case IH sta confezionando per Eima 2026. Per darci modo di conoscerli nel dettaglio, ha organizzato una presentazione ufficiale a Veszprém, nei pressi del lago Balaton, nota località turistica a circa 100 km da Budapest (Ungheria). A metà luglio, giornalisti di tutta Europa si sono così ritrovati in un campo di grano per vedere al lavoro gli ultimi nati del marchio Cnh, che sta rinnovando la sua offerta con macchine sempre più europee, per progettazione e dimensioni.

Axial Flow 160: piccola ma "cattiva"

È il caso della Axial Flow serie 160, ampiamente rimodernata per il 2027. Offerta in due modelli, 6160 e 7160, è stata migliorata nella tecnologia digitale, in alcune parti della trasmissione e, nettamente, nel comfort: cabina più grande, sistema di impostazione automatica dei parametri, svolte in autonomia a fine campo.

Rotore da 2,8 metri per 76 cm di diametro

Vediamo allora nel dettaglio le caratteristiche di questa assiale pura. Che affida l’intero processo di trebbiatura e separazione, come noto, a un solo rotore, lungo 2,8 metri per 76 cm di diametro.

Il prodotto è raccolto dalla testata: per le nuove 160 sono disponibili le barre Varicut fino a 41 piedi (con trasmissione cardanica e doppia lama, su questa larghezza, e coclea che trasmette il moto dalla lama sinistra alla destra). Con il 2027 cambieranno i colori: resteranno rossi soltanto i pannelli laterali, mentre la gran parte della testata sarà grigia.

Sotto al rotore di trebbiature troviamo sei coclee di arieggiamento del prodotto

Sul canale elevatore troviamo due velocità, per adattarsi meglio alle variazioni nella quantità di prodotto da raccogliere. Da qui, grazie a un girante che facilita l’ingresso, il materiale entra nel rotore, compatto da sei sezioni di trebbiatura e tre di separazione. Disponibile, come optional, l’allestimento Riso, che prevede coclee e rotore resistenti all’abrasione e mazze di trebbiatura più aggressive.

Dal rotore, il prodotto cade sul piano preparatore a sei coclee, che lo arieggia e lo invia alla pulizia. Assicurata da una turbina a velocità regolabile, azionata da un motore idraulico reso più reattivo con quest’ultimo intervento di restyling. Ultimo passaggio, lo scarico dei residui, che può avvenire in andana oppure a spaglio, grazie al trinciapaglia da 52 lame. Il quale è completamente interno alla macchina: soluzione elegante e pratica allo stesso tempo, resa possibile dalla lunghezza ridotta del rotore. Lo spargipula ha un raggio d’azione di 10,5 metri, ma non prevede il radar con compensazione del vento trasversale; optional presente, per esempio, sulle Afs.

Doppia trasmissione per lo scarico della nuova serie 160

Chiudiamo con la gestione della granella: serbatoio da 10.500 e 12.500, rispettivamente, per le Axial Flow 6160 e 7160, e scarico da 113 litri al secondo. Da notare la trasmissione separata per lo scarico (optional). Serve, per esempio, a vuotare completamente il tubo se lo si vuol lasciare aperto durante il lavoro. In questo caso, quando la coclea che scarica il cassone si ferma, quella del tubo continua a girare per far uscire la granella residua e alleggerire il tubo stesso.

Tecnologia e postazione di guida

Axial Flow, comandi uguali alle serie maggiori

Di optional, del resto, le nuove Axial Flow, ne hanno diversi. Abbiamo già citato l’allestimento riso, ma ci sono anche la doppia velocità per il canale elevatore e il Cross Flow: sistema di compensazione delle pendenze trasversali tramite scuotimento dei crivelli che permette di lavorare su dislivelli fino a 21 gradi.

Doppio display 1200 per la serie 160

Ci sono poi varie funzioni legate alla dotazione tecnologica della macchina, profondamente modificata. In primo luogo nell’hardware, con un doppio display Pro 1200, gestibile con lo stesso principio di un tablet, che permette di tenere sotto controllo sia i dati agronomici, sia quelli operativi. Questi ultimi possono anche essere impostati direttamente dal software, grazie appunto all’adozione di terminali con maggior potenza di calcolo.

Il sistema Harvest Command permette di settare automaticamente la macchina in base al prodotto e agli obiettivi di chi lo raccoglie: qualità della granella, riduzione delle perdite o massima resa oraria. Il sistema Autoturn, inoltre, realizza la svolta automatica a fine campo, come avviene per i trattori.

Nuovi interni Axial Flow

Per quanto riguarda la cabina, notiamo che strutturalmente è stata aumentata di dimensioni, rendendola uguale a quella della serie 260. Sono stati inoltre riprogettate gli interni e i colori, oltre alla circolazione forzata dell’aria assicurata dal climatizzatore. Stesso discorso per i comandi, ora uguali alla versione maggiore.

 

Le nuove Axial Flow debutteranno a Eima 2026, come abbiamo scritto. La produzione è già iniziata e i primi esemplari dovrebbero essere in consegna a partire dal prossimo settembre.

Axial Flow 6160 in prova

Il Puma più grande di sempre

Puma 185 supera i 220 cv di potenza massima

Desterà grande attenzione anche la nuova serie Puma a passo standard, portata fin oltre 220 cavalli di potenza. In questo caso, precisano gli uomini di Case IH, non si tratta di un aggiornamento ma di una macchina completamente nuova, visto il numero di componenti rifatti da capo o sostituiti. La trasmissione, per esempio, e poi il ponte anteriore (con relative sospensioni) e in parte l’idraulica.

Ponte e sospensioni anteriori dei Puma sono stati completamente rifatti

Nuovo il sistema di frenatura,  parzialmente rinnovati i freni e totalmente nuova la cabina: nella struttura e nell’elettronica, con un terminale più potente e un display di ultima generazione, che può essere suddiviso in due per visualizzare sulla stessa schermata due funzioni diverse, come il riepilogo dei dati di lavoro. I quali - perlomeno quelli principali - sono comunque sempre visibili tramite il display fissato al montante destro, soluzione adottata ormai da un elevato numero di costruttori.

Lo sdoppiamento è comunque soltanto una delle funzioni elettroniche di questa macchina altamente evoluta: fino al punto che, sfruttando tutte le sue potenzialità, molte delle quali optional, la si può rendere un trattore quasi autonomo. Grazie ai sistemi di ripetizione delle manovre di fine campo, svolta automatica, aggancio automatico della linea di lavorazione, infatti, basta premere un pulsante a inizio campo per arrivare praticamente dalla parte opposta dell’appezzamento, dopo averlo lavorato tutto, senza più intervenire sui comandi.

Cosa non è cambiato

Essenzialmente sono due le cose rimaste invariate o quasi, sui nuovi puma Swb (sigla in inglese che sta per passo standard). La prima è il motore, che resta il 6 cilindri da 6,7 litri di volume, prodotto da Fpt/Nef. Per parlare di potenze, dobbiamo prima dare un’occhiata alla gamma, che è composta da tre modelli: sono i Puma 155, 165 e 185. Va da sé che i numeri esprimono i cavalli, e conoscendo le abitudini di Case IH, sappiamo anche che indicano la potenza nominale. Le potenze massime sono infatti, per i tre modelli, 170, 180 e 200 cavalli. Se si aggiunge l’extra-potenza si sale a 192, 211 e 226 cv. Finiamo con la coppia massima: 906, 979 e 1.063 Nm, per le tre versioni di Puma Swb. È disponibile da 1.300 giri, in linea con le tendenze di mercato (coppia a bassi regimi, massima potenza ben sotto i duemila giri). Tutto questo per ridurre i consumi, che secondo il test DLG, per i nuovi Puma si fermano a 243 g/kWh, un valore eccellente.

Al di là dell’incremento dei cavalli, c’è qualcosa di nuovo anche sul motore, comunque: sono le masse radianti, aumentate e ottimizzate per migliorare il raffreddamento dei fluidi.

Secondo elemento pescato dai Puma della serie precedente è l’impianto idraulico, che tuttavia presto si aggiornerà. Attualmente, prevede una pompa da 150 o 170 litri al minuto, con cinque distributori elettroidraulici (quattro se si scelgono quelli meccanici) e quattro anteriori, uno dei quali dedicato al sollevatore. Quest’ultimo alza 3,6 tonnellate su tutta la corsa, quello posteriore circa il doppio. Quest’ultimo è stato migliorato nella struttura, mentre gli attacchi rapidi sono stati dotati di leve di decompressione.

La trasmissione del nuovo Puma

Nella trasmissione, praticamente non c’è più nulla di uguale alla precedente versione. Già, ma quale trasmissione? Infatti,  per i Puma 155 e 165 si può scegliere un cambio a sei o otto rapporti porwershift oppure la Cvx Drive, ossia il cambio a variazione continua. Sul modello di punta, Puma 185, le opzioni si riducono a due: Active Drive 8x3 oppure Cvx Drive. Il primo è il cambio a doppia frizione già montato su alcune macchine del gruppo. Otto rapporti sotto carico, tre gamme per un totale di 24 velocità, che si innestano automaticamente ora dall’albero destro ora dal sinistro, dando la sensazione di usare una macchina Cvt.

Linea grintosa e luci a Led per i Puma SWB

Del tutto nuovo, e al suo esordio proprio con la gamma Puma, invece, questo Cvx Drive. Cnh ha ovviamente, e da decenni, un cambio a variazione continua, ma finora era stato usato un modulo a quattro stadi e due frizioni. Originariamente di Steyr, ma già rifatto alcuni anni or sono. Ora si passa a un Cvx con tre stadi e singola frizione, in grado di raggiungere i 50 orari in modalità Eco e che può contare su tre punti di velocità con trasmissione del moto completamente meccanica. Si utilizza con le classiche modalità Auto, con Cruise control, in Manuale o con la funzione Pdp, che mantiene costanti i giri del motore.

Passiamo all’altra grande novità dei Puma Swb, ossia il ponte anteriore. Progettato internamente, ci tengono a far sapere in Cnh, con doppia categoria per il carico massimo ammissibile (3,6 o 4,1), sterzata migliorata (5,3 metri il raggio minimo) ma soprattutto una nuova sospensione anteriore, composta da un doppio cilindro idraulico inclinato che, ci spiegano, oltre ad assorbire urti e vibrazioni può correggere l’imbardata in curva durante i trasporti, fornendo una risposta simile a quella di un’autovettura.

Postazione di guida

Nuovi interni e nuovi colori per la cabina di Puma

Rifatte anche le sospensioni della cabina, come del resto la cabina nel suo complesso. Ma restiamo sugli ammortizzatori: meccanici (standard), oppure pneumatici o idraulici (a richiesta). I primi sono i più tradizionali e forse anche i migliori come risposta alle sollecitazioni, mentre quelli idraulici offrono maggiori possibilità di personalizzazione dell’azione ammortizzante.

 

Montante con display in sostituzione del cruscotto sui nuovi Puma

Veniamo però all’abitacolo vero e proprio: rinnovato nelle dimensioni, nei comandi (in tutto simili a quelli delle serie maggiori, almeno per il Puma) e soprattutto nell’elettronica. Con un display più potente, che raggruppa le funzioni di guida automatica, gestione della macchina, telecamere (più d’una quelle installabili), Isobus con funzione Tim a richiesta e molto altro. Varie, come sempre, le opzioni per i sedili, dal classico ammortizzato al ventilato e riscaldato.

Climatizzatore elettronico a richiesta, distributori elettroidraulici con joystick dedicato, tetto vetrato per lavorare con il caricatore frontale sono altre chicche per un trattore che, nella sua versione più potente, dimostra grande versatilità d’impiego, arrivando a compiere lavori gravosi in preparazione del terreno e leggeri come trasporti e trattamenti, ma che nei due settaggi inferiori si presenta come un perfetto utility di alta potenza, con in più un motore a sei cilindri che conferisce bilanciamento, elasticità e lo rende perfetto, per esempio, per la fienagione o la semina con attrezzature importanti.

Test con coltivatore Kverneland da 3 metri
Trebbia e trattore, due assi nel mazzo Case IH - Ultima modifica: 2026-07-28T12:33:18+02:00 da Ottavio Repetti

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