Sperimentazione sorghi da granella 2008

CONFRONTO TRA IBRIDI DI SORGO DA GRANELLA

Vengono presentati i risultati di prove di confronto tra  ibridi di sorgo da granella condotte nel 2008 in alcune località dell’Italia centro-settentrionale, senza apporto idrico, e in Sicilia, con sussidio idrico limitato. A. Belocchi, M. Fornara, S. Melloni, A. Petrini, D. Fuselli, V. Vecchiarelli, I. Beldomenico, R. Santilocchi, P. Viola, G. Venezia, E. Desiderio

Vengono presentati i risultati di prove di confronto tra  ibridi di sorgo da granella condotte nel 2008 in alcune località dell’Italia centro-settentrionale, senza apporto idrico, e in Sicilia, con sussidio idrico limitato.

A. Belocchi, M. Fornara, S. Melloni, A. Petrini, D. Fuselli, V. Vecchiarelli, I. Beldomenico, R. Santilocchi, P. Viola, G. Venezia, E. Desiderio

La superficie investita a sorgo da granella in Italia nel 2008 ha superato i 38.000 ha (dati ISTAT), localizzati quasi totalmente nel Centro-nord. Il 54% della superficie coltivata a sorgo è in Emilia Romagna, il 30% in Italia centrale, principalmente nelle Marche. Da alcuni anni si registra un certo incremento, ancora con superfici limitate (circa 2000 ha nel 2008), della coltivazione del sorgo da granella in Lombardia, probabilmente per i problemi sanitari del mais dovuti alle micotossine.

Il C.R.A.-QCE di Roma, in collaborazione con Enti pubblici e privati, conduce da molti anni prove di confronto tra sorghi ibridi da granella in diverse località dell’Italia centrale e, a partire dal 2008 anche in Lombardia. Dal 2002, gli stessi ibridi vengono saggiati anche in un areale della Sicilia, in condizioni di sussidio idrico limitato.

Finalità della sperimentazione è la valutazione della risposta agronomico-produttiva e delle caratteristiche qualitative della granella di genotipi di sorgo iscritti o in corso di iscrizione al Registro varietale.


MATERIALI E METODI

Nel 2008 la sperimentazione ha riguardato 26 ibridi di sorgo da granella di ciclo compreso tra le classi FAO 300 e 500, di cui 10 al primo anno (Angelus, Armida, Brigga, Carggo, Cheope, Giaguaro, Jimggo, Reggal, Talggo e Targga). Le prove sono state realizzate in quattro località dell’Italia centro-settentrionale in coltura asciutta, Rieti, Agugliano (AN), Tolentino (MC) e Pizzale (PV), e in Sicilia, a Cammarata (AG), in coltura con sussidio idrico limitato.

E’ stato adottato uno schema sperimentale a blocchi randomizzati, con 3-4 ripetizioni; le semine sono state effettuate con investimento unitario pari a 30 piante/m² tra fine aprile e fine maggio; l’azoto è stato distribuito tutto alla semina nella prova di Agugliano, tutto in copertura a Rieti, Tolentino, Pizzale e Cammarata.

Sono stati rilevati e sottoposti ad analisi della varianza i principali caratteri agronomici, morfo-fenologici e produttivi; per la significatività delle differenze tra medie si è fatto ricorso al test di Duncan (P <= 0,05). Sui campioni di granella, è stato determinato il peso unitario delle cariossidi e il contenuto di proteine (con apparecchio LECO FP-528).

 
ANDAMENTO CLIMATICO

L’andamento termopluviometrico del 2008 non è risultato uniforme tra le due regioni dell’Italia centrale. Nelle Marche le temperature massime sono risultate sempre sensibilmente superiori alle medie poliennali, con picchi di 7-9 gradi in più nell’ultima decade di giugno e nella prima di luglio; per le temperature minime sono stati registrati valori sempre inferiori alle medie di lungo periodo tranne nei due periodi ricordati. Le precipitazioni sono risultate abbondanti in maggio e giugno, assenti durante l’estate. A Rieti i valori delle temperature non si sono discostati da quelli di lungo periodo, a parte un aumento registrato tra le fine di giugno e l’inizio di luglio. Le piogge sono cadute abbondanti durante i mesi primaverili, nell’ultima decade di luglio e a metà settembre.

A Cammarata le temperature hanno avuto un’evoluzione paragonabile a quella poliennale; sono da segnalare cospicue precipitazioni nell’ultima decade di giugno e nella prima di luglio; meno abbondanti le piogge alla fine di agosto, subito dopo la fioritura degli ibridi più tardivi.


LE PROVE IN ITALIA CENTRO-SETTENTRIONALE

 Nella tabella 1 vengono riportati i valori della produzione di granella al 14% di umidità dei 26 ibridi di sorgo in prova nelle quattro località dell’Italia centro-settentrionale, ordinati per resa media decrescente.

La produzione media di granella (7.60 t/ha) è risultata leggermente superiore alla media del triennio 2004-2006 (7,23 t/ha), con rese particolarmente elevate a Rieti (10.49 t/ha). Al primo posto della graduatoria produttiva si è collocato l’ibrido di ciclo medio-precoce Kinggo, con una produzione media pari a 8,39 t/ha e indici di resa superiori a 100 in tutti i campi di prova. Anche gli ibridi Targga e Puma, rispettivamente di ciclo medio-precoce e medio, hanno fatto registrare produzioni superiori alla media campo in tutte le località di prova.

Produzioni mediamente elevate, con indici di resa superiori alla media campo in tre delle quattro località, hanno mostrato anche gli ibridi di ciclo medio DK34-Alabama, PR88Y20 e Taxus, insieme al medio-precoce Queyras. Tra gli ibridi con rese interessanti in una o due località, si segnalano: Angelus e Favorite a Pizzale, Ardito, Angelus e Velox ad Agugliano; Marcus, Aralba, Reggal e Armida a Tolentino; Brenus e Arsenio a Rieti. Da segnalare che nessun ibrido ha fatto registrare produzioni di granella sempre inferiori alle medie campo.

Tra gli ibridi in prova da almeno tre anni (tabella 2), si distinguono per rese medie elevate e per indici sempre superiori o uguali a 100 gli ibridi di ciclo medio DK34-Alabama e Brenus, il medio-precoce Kinggo e il medio-tardivo Aralba.

In tabella 3 sono riportati i principali caratteri morfo-fenologici della pianta e le caratteristiche qualitative della granella dei 26 ibridi in prova, ordinati per indici di resa decrescenti.

La durata media del periodo emergenza-fioritura è stata di 60 giorni, con un divario nella data media di fioritura di 12 giorni tra l’ibrido più precoce (Jimggo) e il più tardivo (Favorite). Differenze notevoli nella durata del periodo considerato sono emerse tra le località di prova, con valori compresi tra un minimo di 43 giorni ad Agugliano e un massimo di 74 giorni a Rieti.

I valori medi dell’altezza della pianta (122 cm) e dell’eserzione del panicolo (12 cm) sono risultati prossimi a quelli degli anni precedenti, con notevoli differenze tra località, in particolare per l’eserzione, molto elevata a Rieti (19 cm) e a Pizzale (17 cm). Aralba (135 cm) è risultato l’ibrido più alto tra quelli in prova, Marcus (107 cm) il più basso; l'eserzione del panicolo è variata da un minimo di 8 cm, per Cheope, Reggal e Kinggo, a un massimo di 16 cm, per Jimggo e Giaguaro.

Piuttosto basso è risultato il peso medio di 1000 cariossidi (21,4 g contro 24,8 g del triennio 2004-2006), con oscillazioni comprese tra 25.4 g di Taxus e 17.4 g di Giaguaro; tra le località, valori particolarmente bassi sono stati registrati a Tolentino (17.6 g).

Solo l’ibrido Velox si caratterizza per una colorazione del seme tendente al marrone; dei restanti 25 ibridi, 17 hanno cariossidi di colore bianco, 8 presentano una colorazione del seme tendente all’arancio, più o meno carico.

Il tenore proteico medio della granella (9,5 % su s.s.) è risultato simile ai valori rilevati negli anni precedenti, con più marcate differenze tra le località di prova. In particolare a Rieti è stato registrato un valore medio particolarmente basso (6.8 % su s.s.), associato però a rese elevate. Per quanto riguarda gli ibridi, valori superiori al 10% di contenuto proteico sono stati mostrati da Reggal e Velox, quest’ultimo con indice di resa superiore a 100. Tenori in proteine e rese superiori alla media sono stati registrati anche per Queyras, Kinggo e Angelus.
 

LE PROVE IN SICILIA

 In tabella 4 sono riportati i valori medi della produzione di granella e di alcuni caratteri morfofenologici e qualitativi dei 26 ibridi saggiati nel campo di Cammarata, realizzato in condizioni di sussidio idrico limitato. Gli interventi irrigui sono stati in totale 5 (alla semina ed in corrispondenza delle fasi di inizio levata, botticella, inizio fioritura, inizio riempimento della cariosside) per complessivi 1500 m³/ha.
    
Le particolari condizioni colturali ed ambientali, soprattutto in fatto di disponibilità idrica, hanno permesso di ottenere una produzione media di granella pari a 4.64 t/ha, valore di gran lunga inferiore a quello del triennio 2004-06 (6.94 t/ha). Le rese medie più elevate sono state registrate per Angelus (di ciclo medio-tardivo) e Jimggo (medio-precoce), ambedue al primo anno di prova, con 6.43 t/ha e 6.00 t/ha e indici di resa di 139 e 129, rispettivamente; al terzo posto della graduatoria produttiva si è classificato DK34-Alabama (5.94 t/ha e indice di 128), ibrido di vecchia costituzione, che conferma le buone performance degli anni precedenti. Per produzioni elevate, comprese tra 5.46 t/ha e 5.01 t/ha e indici di resa tra 118 e 108, si segnalano gli ibridi, quasi tutti di ciclo da precoce a medio-precoce, Brenus e Marcus, che confermano i buoni risultati del biennio 2005-06, Carggo, al primo anno di prova, Queyras, Ardito e Brigga, quest’ultimo genotipo di nuovissima costituzione ed il più precoce tra quelli in prova. Ad eccezione di Velox e di Favorite (indice di resa di 105 e 102, rispettivamente), tutti gli ibridi di vecchia costituzione si sono classificati nella parte bassa della graduatoria produttiva, dove troviamo anche gli ibridi di ciclo da medio a medio-tardivo.
    
Anche in quest’annata, pur se in misura inferiore, la coltivazione con sussidio idrico ha portato ad un comportamento differente dei singoli ibridi rispetto a quello riscontrato in asciutto. In particolare, il ciclo alla fioritura è risultato di 63 giorni, contro i 68 giorni del triennio 2004-06, e di soli 3 giorni più lungo rispetto alle prove peninsulari. E’ da sottolineare il notevole divario nella data media di fioritura (17 giorni) tra l’ibrido più precoce (Brigga) e quelli più tardivi (Cheope e Giaguaro), gli stessi che hanno anticipato o ritardato il ciclo rispetto a quanto rilevato nel resto d'Italia.
    
Decisamente inferiore a quanto mostrato nelle prove in asciutto, sono risultate sia l’altezza totale della pianta (107 cm contro 122 cm) che la misura dell’eserzione (6 cm contro 12 cm) a conferma delle scarse disponibilità idriche, nonostante gli apporti irrigui, nella fase antecedente l’emissione del panicolo.
    
Il peso medio delle 1000 cariossidi (25.6 g) è risultato analogo a quello di lungo periodo e leggermente superiore a quello riscontrato nelle prove in asciutto. In assoluto, gli ibridi caratterizzati da seme di dimensioni maggiori, sono stati Queyras (35.0 g per 1000 cariossidi), Armida (29.2 g) e Taxus (28.7 g). Tra i genotipi più produttivi vanno segnalati, per questo carattere, Angelus (27.8 g e primo per produzione di granella), Brigga (27.3 g) e DK34-Alabama (26.7 g).
 

CONCLUSIONI

Relativamente alle prove realizzate senza sussidio idrico in Italia centro-settentrionale nel 2008, le migliori performance produttive sono state ottenute dagli ibridi di ciclo medio-precoce e medio; interessanti livelli produttivi, associati a tenori proteici superiori alla media, hanno mostrato Kinggo, Angelus, Queyras e Velox.

Da indagini preliminari, effettuate su sorgo da granella prodotto in Italia centrale, è emersa una ridotta o nulla contaminazione da deossinivalinolo (DON) e da fumonisine che lascia intravedere ulteriori potenzialità del sorgo come alternativa al mais per impieghi zootecnici.

In Sicilia le migliori performance produttive sono state registrate, contrariamente agli anni precedenti, per ibridi di ciclo da medio a medio-tardivo e, ad eccezione di DK34-Alabama, tutti di recentissima costituzione. Proprio da questo cambiamento generazionale, emerge che l’ibrido, che è sembrato adattarsi in maggior misura alle condizioni di questa regione, risulta essere Ardito, unico genotipo ad aver mostrato indici di resa sempre superiori a 100 negli ultimi tre anni di sperimentazione.
 

Ersilio Desiderio, Andreina Belocchi, Mauro Fornara, Sahara Melloni
C.R.A.-QCE - Unità di ricerca per la valorizzazione qualitativa dei cereali, Roma

Antonella Petrini, Donatella Fuselli
Cermis, Tolentino (MC)

Valerio Vecchiarelli
Centro Appenninico “C. Jucci”, Rieti

Ilaria Beldomenico, Rodolfo Santilocchi
Università Politecnica delle Marche; Ancona

Paola Viola
Apsovsementi, Voghera (PV)

Giacomo Venezia
Università di Palermo

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