Assemblea Unima-Confai, la relazione del Presidente di Unima

Un evento di portata storica che, dopo un periodo di coordinamento, si sviluppa nello stesso momento in cui festeggiamo il 70° anniversario dell’Organizzazione di rappresentanza dei contoterzisti italiani

Autorità, amici e colleghi,

ci troviamo oggi, per la prima volta dopo dodici anni, a celebrare la nostra assemblea insieme agli amici e ai colleghi che hanno fatto con noi  la storia dell’Unima e dai quali siamo stati a lungo separati.

Un evento di portata storica che, dopo un periodo di coordinamento, si sviluppa nello stesso momento in cui festeggiamo il 70° anniversario dell’Organizzazione di rappresentanza dei contoterzisti italiani.

È un piacere, per chi come me ha sempre auspicato la riunificazione, ritrovarci insieme in quell’incontro che sancisce la comune volontà di lavorare insieme per il bene della categoria rappresentata.

In questo cammino chiediamo alla nostra base associativa, attraverso i Presidenti delle Associazioni Territoriali, di essere attivi e propositivi: non vogliamo, e non dobbiamo, perdere quell’entusiasmo che ci ha fortemente contraddistinto in questo periodo.

Chiediamo a tutti uno sforzo per individuare il giusto ed efficace indirizzo programmatico da seguire per dare un futuro positivo, efficace e vigoroso alla nostra politica sindacale e professionale.

Tutto questo, sempre nel rispetto delle esigenze della nostra categoria, captate anche attraverso la base associativa, alla quale chiedo più comunicazione, più dialogo attivo e propositivo.

Molto si è fatto per il coinvolgimento della categoria agromeccanica nel "sistema agricolo", ma molto resta da fare, essendo il contoterzismo lo strumento fondamentale per il raggiungimento dei più significativi obiettivi della Pac: professionalità, razionalità, innovazione, sicurezza, nuove tecnologie e risultato economico.

Questi sono gli obiettivi indispensabili ed imprescindibili per la competitività nel settore primario, che può e deve essere assicurata dalle nostre imprese.

Su questa base dobbiamo completare quel lavoro di integrazione, già   avviato per l'agroindustria, che da tempo beneficia dei fondi comunitari per lo sviluppo agricolo.

Anche il contoterzista, che valorizza il settore e rende valide dal punto di vista tecnico ed economico le strutture aziendali, deve essere riconosciuto fra i beneficiari dei PSR; questo obiettivo non può che portare vantaggi al settore agricolo, in particolare per il raggiungimento del primario obiettivo della “competitività”.

Senza di questa l’agricoltura non potrà mantenere quel ruolo che ha sempre avuto e dovrà sempre avere nell’economia e nella società civile.

È per questo motivo che, come CAI - Coordinamento Agromeccanici Italiani, vogliamo rappresentare unitariamente la categoria di fronte al mondo politico, istituzionale e sindacale, e rendere quindi più efficaci ed incisive le azioni attuate da Unima e Confai a difesa dei sacrosanti e giusti interessi del settore agro-meccanico ed agricolo.

Per questo stiamo sviluppando iniziative comuni con positivi riscontri sull'opinione pubblica, sul mondo politico e sindacale.

Dallo studio Nomisma sul ruolo del contoterzismo, all’elaborazione di una comune proposta di legge sull’attività agromeccanica per il doveroso riconoscimento del positivo ed ormai indispensabile ruolo delle imprese agro-meccaniche.

I temi su cui dobbiamo impegnarci riguardano in particolare:

  • Revisione e aggiornamento della legge di orientamento agricolo per una più razionale ed equa applicazione del concetto di “attività connesse”, ed in particolare per quelle di servizi con macchine agricole;
  • Formazione per gli addetti alla conduzione delle macchine agricole e sicurezza sul lavoro;
  • Revisione generale delle macchine agricole;
  • Adeguamento del codice della strada ai bisogni dell’agricoltura e degli agromeccanici;
  • Riconoscimento della funzione insostituibile degli agromeccanici nella di protezione civile e del territorio: tutela paesaggistica, territoriale ed ambientale, fino alle manutenzione delle aree e delle strade pubbliche;
  • Inserimento dei contoterzisti tra i beneficiari dei PSR regionali.

Le attività svolte nell’ambito del Coordinamento, costituito ormai da due anni e mezzo, sono state numerose: da CAI-GIOVANI all’Osservatorio sul contoterzismo, dal rinnovato rapporto con le imprese delle filiere della meccanizzazione, e dei fornitori di servizi e mezzi tecnici, alla presenza qualificata ad Expo2015.

Sul piano interno, abbiamo intensificato l'attività di rafforzamento della rappresentanza a livello territoriale, fidelizzando i soci con un ulteriore miglioramento dell'informazione e dei servizi, oltre che con una capillare campagna di tesseramento.

In ambito europeo, abbiamo rinsaldato i rapporti di collaborazione con la nostra Organizzazione – CEETTAR, che rappresenta 18 Paesi europei – per un'azione più incisiva ed efficace sulle politiche comunitarie e sull'armonizzazione delle normative nazionali.

Quest'azione ci ha condotto ad essere più presenti ed attivi nei tavoli europei, che ha portato ad un importante riconoscimento della nostra capacità tecnica e professionale: per la prima volta un rappresentante dei contoterzisti italiani siede in uno dei più importanti Gruppi di Dialogo Civile, quello dello sviluppo rurale e dell'applicazione della nuova PAC.

Un incarico che mi onora, e che svolgerò con il massimo impegno, mettendo in luce gli interessi delle imprese agromeccaniche di tutta Europa, nel dibattito congiunto con la Direzione Agricola della Commissione europea.

I compiti che ci attendono non sono facili: come attestato anche da Confindustria, i segnali di ripresa dell’economia sono timidi e discordanti, e non lasciano ancora prevedere un’evoluzione positiva.

Per risollevarci dalle presenti difficoltà dobbiamo puntare sull’evoluzione tecnologica, sulla professionalità e sulla qualità; imparare a fare sistema, operando in sintonia, a partire dalle nostre imprese, che devono acquisire consapevolezza che solo uniti si può portare a casa un risultato concreto.

Accanto alle semplificazioni normative di cui abbiamo detto, ci attendiamo dal governo un fisco più equo, in particolare fra imprese che operano nel medesimo comparto, con agevolazioni più mirate a chi fa innovazione e non con privilegi di carattere soggettivo.

Dobbiamo inoltre lavorare sulla politica, una politica che continua a fingere di ignorare il peso economico che la categoria ha assunto nella produzione agricola, proponendo un nuovo modello di sviluppo che sia risolutivo per l’agricoltura italiana.

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