Mais, suggerimenti per le prossime semine

Secondo i dati delle prove nazionali coordinate dal Crea di Bergamo nel 2021 la resa media (141,1 q/ha) è diminuita del 9,4% rispetto al 2020. Ma è stata comunque la sesta migliore annata degli ultimi vent’anni

L’andamento meteo nel 2021 ha come sempre influenzato le prestazioni del mais nel nostro paese. Dopo la stagione record del 2020, nella passata campagna le rese sono diminuite del 9,4%, ma si è comunque trattato della sesta migliore stagione dal 2001 a oggi.

Lo ha riferito in occasione della tradizionale Giornata del mais di Bergamo (anche quest’anno in versione streaming) Gianfranco Mazzinelli, coordinatore delle prove di confronto varietale della rete nazionale organizzate dal Crea di Bergamo. È stata quindi di 141,1 q/ha la resa media registrata nell’ambito di queste prove, contro i 155,7 q/ha del 2020.

I fattori limitanti sono state le temperature molto alte subito dopo le semine (che sono state effettuate nella seconda decade di marzo), che hanno spesso richiesto irrigazioni di soccorso per consentire l’emergenza, e le gelate tardive di metà aprile che hanno rallentato in molti casi lo sviluppo delle piante. La fioritura ha anticipato quella del 2020, collocandosi nella terza decade di giugno, per un periodo di accumulo di 64 giorni (contro i 61 del 2020). Sul fronte precipitazioni, nel periodo marzo-ottobre 2021 a Bergamo si sono fermate a quota 729 mm, ben 401 mm in meno rispetto al 2020. Fortunatamente, però, nel periodo estivo sono state sufficienti e ben distribuite.

Dando uno sguardo alle previsioni del servizio di monitoraggio Ue, per l’Italia si stima una resa nel 2021 di 101 q/ha, quindi nella media degli ultimi cinque anni, mentre in altri paesi nordeuropei come Francia, Polonia, Germania e Repubblica Ceca le rese sono state al di sopra della media. Le previsioni Istat parlano, invece, di una resa media di 106,9 q/ha, pari a un calo del 4,8% rispetto al 2020. Evidente anche quest’anno l’influenza del clima: si conferma, infatti, la correlazione positiva rispetto alle precipitazioni (cioè più piove in luglio, più le rese aumentano) e negativa rispetto alle temperature (più sono alte in luglio, più le produzioni calano). Quanto alla temperatura in fase di prefioritura, quella che consente le rese maggiori è intorno ai 21 °C. Veniamo quindi ai risultati degli ibridi, suddivisi come sempre nelle tre classiche categorie.

Tardivi

Partendo dagli ibridi Classe 500, 600 e 700, ne sono stati testati 34 in 14 località di 6 regioni diverse (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Toscana), di cui 12 Classe 500, 16 Classe 600 e 6 Classe 700, per una resa media complessiva di 141,1 q/ha (contro i 155,7 del 2020). La Classe 500 ha registrato una produzione media di 139,0 q/ha, con Mas 59.K (Mas Seeds), Kefieros (Kws) e Portbou (Semillas Fito’) sui primi tre gradini del podio; la Classe 600 ha prodotto mediamente 141,9 q/ha, con la novità Kws Poseido (Kws) in testa davanti a SY Lavaredo e SY Fuerza di Syngenta; infine, la Classe 700 ha registrato una media di 143,8 q/ha, con DKC 6980 (Dekalb), P1772 (Pioneer) e SY Antex (Syngenta) ai vertici della classifica.

Precoci

In prova ne erano presenti 17, in 8 località di quattro regioni diverse (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Toscana), di cui 3 Classe 200, 7 Classe 300 e 7 Classe 400, per una produzione media complessiva di 102,8 q/ha. La Classe 200 ha prodotto 86,1 q/ha di media, con nell’ordine gli ibridi Kws Fernando (Kws), SY Impulse (Syngenta) e Vitalico (Sis); la Classe 300 ha registrato una resa media di 106,3 q/ha, con le novità SY Arnold (Syngenta), SY Infinite (Syngenta) e Mas 431.B in testa alla classifica; la Classe 400, invece, ha prodotto mediamente 113,6 q/ha, con P0729 (Pioneer), la novità Toskano (Kws) e, a pari merito, DKC5092 (Dekalb) e Kws Inteligens (Kws) sui primi tre gradini del podio.

Trinciato in controtendenza

Chiudiamo come sempre con gli ibridi da trinciato, che contrariamente alle due categorie precedenti hanno migliorato le rese rispetto alla scorsa stagione. Ne sono stati testati 19, di cui 4 in Classe 600 e 15 in Classe 700, in 5 località di due Regioni diverse (Lombardia e Veneto), per una produzione media complessiva di 266,3 q/ha di sostanza secca (superiore, come detto, ai 262,8 quintali del 2020).

La Classe 600 ha registrato una resa media di 255 q/ha, con Mas 714.M (Mas Seeds), davanti a Kamisteas (Sis) e DKC6308 (Dekalb) nella classifica; la Classe 700 ha visto una resa media di 269,4 q/ha, con P1772 (Pioneer), Shaniya (Mas Seeds) e DKC6980 (Dekalb) ai primi tre posti.

Dal punto di vista qualitativo, in termini di UFL si sono segnalati alcuni ibridi come Kws Olimpion (Kws) e DKC6980 (Dekalb), mentre in termini di alta qualità e digeribilità si sono distinti P1570 (Pioneer), SY Bambus (Syngenta) e SY Giants (Syngenta).

Aspetti sanitari

Chiudiamo con gli aspetti sanitari della granella, anche questi condizionati dall’andamento climatico, dato che i picchi di elevate temperature e forte irraggiamento hanno provocato il disseccamento delle cime e ridotto lo stay green, con conseguente diffusione di funghi come il Fusarium. Segnalata, inoltre, anche la presenza di fitofagi come piralide e diabrotica. Nella stagione di monitoraggio 2021 – ha riferito Sabrina Locatelli, del Crea di Bergamo – hanno aderito 45 centri di stoccaggio, per un totale di 293 campioni analizzati. Le analisi hanno riguardato come sempre i contenuti di fumonisine, aflatossina B1, Deossinivalenolo (Don) e Zearalenone (Zea).

Per le fumonisine, la percentuale di campioni con oltre 4.000 µg/kg è stata del 59% (contro il 24% del 2020), il dato peggiore degli ultimi dieci anni dopo il 2013 e il 2019. Passando alle aflatossine, i risultati sono stati discreti, con soltanto il 5% dei campioni analizzati che ha mostrato un quantitativo di AFB1 superiore a 20 µg/kg (ma il 10% rientrava nel range tra 5 e 20 µg/kg, livello ritenuto già a rischio). L’andamento delle aflatossine negli ultimi dieci risulta comunque più stabile rispetto alle fumonisine. A livello di distribuzione geografica, la maggior presenza di fumonisine è stata riscontrata nell’area adriatica (ovvero areale veneziano, padovano e rodigino, fino al ferrarese), quella di aflatossine nell’area adriatica e nel sud Po (ovvero da Piacenza a Bologna).

Chiudendo con Don e Zea, anche quest’anno il 100% dei campioni è risultato inferiore ai valori critici rispettivamente di 1.750 e 350 µg/kg.


I dati completi della sperimentazione  saranno pubblicati sullo Speciale “Mais in campo” del n. 9/2022 di Terra e Vita.

Mais, suggerimenti per le prossime semine - Ultima modifica: 2022-02-12T11:11:21+01:00 da Francesco Bartolozzi

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