Steyr torna a costruire trattori specialistici con lo Spezial Cvt e lo fa da par suo, presentando una macchina ad altissime specifiche, pensata per far concorrenza al meglio del meglio che c’è, attualmente, tra i filari.
Trent’anni dopo la chiusura della gamma frutteto-vigneto, la mitica Serie 80, prodotta a S. Valentin tra il 1981 e il ’96, il marchio austriaco torna dunque tra i filari e lo fa con ambizioni da protagonista. Tre soli modelli, da 100 a 120 cavalli, ma con su tutto quel che si può sognare di avere su un trattore specialistico e anche qualcosa in più. Tipo le manovre di fine campo, la svolta automatica tra un filare e l’altro o, per chi è meno tecnologico ma ha più fretta, la velocità massima di 50 km orari. Raggiunta peraltro sotto i 1800 giri di regime. Perché arrivare presto è importante, ma risparmiare gasolio, soprattutto con quel che costa oggi, lo è ancora di più.
Spezial cvt, sguardo d’insieme
Partiamo dalle basi. Il nome: Spezial cvt, a cui dovremmo aggiungere il numero 4, che precede la potenza espressa in cavalli. Abbiamo così lo Spezial cvt 4100, 4110 e 4120. Tre modelli in tutto, come anticipato, le cui potenze sono chiaramente dichiarate dal nome. Tre modelli e un solo allestimento, peraltro: una versione Frutteto, che con i suoi 1,4 metri di larghezza può funzionare anche in certi vigneti, ma chiaramente non in quelli a interfila stretto, tipici di certe aree di alta collina. Ma non c’è da preoccuparsi: come hanno lasciato intendere i manager del marchio, è assai probabile che almeno un’altra versione si aggiunga agli attuali Spezial cvt.
Chiusa la pratica nome e allestimenti, vediamo la collocazione. Non semplice, in Italia. Lo Spezial cvt è un trattore ad alte specifiche - e prezzo di conseguenza certamente non basso - che può interessare a chi lavora su colture ad alto o altissimo valore aggiunto. Pensiamo ai frutteti del Trentino Alto Adige, per esempio, ma anche alla Toscana coi suoi Chianti di pregio, o al Prosecco, che vive un momento d’oro lungo ormai lustri. È anche, chiaramente, un trattore da contoterzista, che su una macchina ci resta per una decina di ore al giorno e ha la sacrosanta pretesa di starci comodo, oltre che di fare il maggior lavoro possibile.
Spezial cvt, col motore gioca in casa
Entriamo nel cuore di questo trattore, per scoprirne almeno qualche segreto. Si parte dall’ovvio, ossia dal motore, che è un bel F36, il 4 cilindri da 3,6 litri prodotto da Fpt e che troviamo su un sacco di macchine compatte o specialistiche. Compreso il nuovo T4 specializzato di New Holland, con cui lo Spezial di Steyr ha più di qualcosa in comune, a cominciare da motore e trasmissione. Restiamo però in territorio austriaco. Motore da 3,6 litri, dunque, con sistema Scr per rientrare in Stage V. Troviamo così, sotto al cofano, un serbatoio di urea da 11 litri, che si affianca a quello principale, del gasolio, che di litri ne contiene 104. Non ci fai la giornata, ma la mattina sì, anche tirandogli un po’ il collo. Altro elemento di sicuro interesse è il sistema di raffreddamento, con radiatori XL e ventola reversibile, che permette la soffiatura senza aprire il cofano e riduce dunque i tempi di manutenzione. I quali, peraltro, sono già ridotti di per sé, dal momento che l’intervallo per il cambio dei fluidi è di 600 ore.
Avendo già dichiarato le potenze, vediamo la coppia massima: 407, 490 e 518 Nm, raggiunta sempre a 1300 giri motore. Pochi, ma del resto è la moda del momento: tanta coppia a regime ridotto e lo stesso vale per la velocità massima, che si raggiunge a 1500 giri (40 km/h) o a 1780, se si vuol arrivare fino ai 50 orari (vietati dal Codice della strada, va ricordato). Accade grazie alla funzione Eco, che consente di risparmiare gasolio pur avendo un’influenza minima sulla produttività.
Steyr S-Control, ossia cvt
Steyr Spezial ha una sola trasmissione: quella a variazione continua. Che il costruttore chiama S-Control, ma è comunque un modulo a variazione continua con doppio stadio, capace di raggiungere, come già visto, i 50 orari. Una delle sue caratteristiche è senz’altro la compattezza, che permette di mantenere dimensioni ridotte per l’intera macchina. Il passo di 2,18 metri, per esempio, assicura un buon bilanciamento dei pesi ma garantisce anche una bella sterzata, indispensabile su una macchina specialistica. Lo Spezial cvt ce l’ha e l’abbiamo verificato sul campo. Anzi, in frutteto: a Predaia (Tn), dove la macchina è stata presentata alla stampa specializzata grazie all’ospitalità del consorzio Melinda. A ogni modo, il cambio gira bene, è fluido, ben gestito attraverso la leva multifunzioni (alternativa all’acceleratore a pedale per la regolazione della velocità) e la manovrabilità è a nostro avviso eccellente.
Altro elemento di forza, in materia di trasmissione, è il ponte anteriore, che a richiesta può essere ammortizzato con sistema idropneumatico, regolabile su tre posizioni diverse. Abbinato al sedile pneumatico e agli ammortizzatori a molla della cabina (regolabili anch’essi) assicura un comfort degno di categoria superiore. Meritano due parole, infine, i freni pneumatici per il rimorchio, che si aggiungono alla doppia frenatura del trattore. A dimostrazione che la sicurezza è stata uno degli obiettivi principali dei progettisti.
Cabina, un guscio di sicurezza
E la dimostrazione di quanto appena scritto arriva da una rapida osservazione della cabina, dove è facile capire che salute e comfort dell’operatore sono stati in cima ai pensieri dei progettisti. L’abitacolo, a quattro montanti, è infatti offerto di serie in categoria IV, dunque con la massima protezione possibile da agrofarmaci e altri prodotti nocivi per la salute umana. Fuori, come abbiamo visto, abbiamo due ammortizzatori a molla e quattro silent bloc in gomma. Dentro troviamo interni estremamente curati, che non hanno nulla da invidiare a un 200 cavalli, e un bracciolo multifunzioni (Multicontroller III) che oltre ad aver su tutto è anche regolabile, grazie a un ingegnoso sistema multilivello (si veda la foto per capire meglio). Interessante anche la dotazione tecnologica, con un monitor principale (Infomat 1200) piazzato sul lato destro della cabina, grazie a un’apposita staffa, e il display verticale, il cosiddetto A-Pillar, fissato al montante anteriore destro, una collocazione ormai tradizionale se si vuol evitare la presenza di cruscotto dietro al volante. Dove rimane soltanto, a questo punto, il parabrezza, che offre ampia visibilità sul muso e sulle ruote. Aiuta in questo il cofano non spiovente ma comunque basso, sicuramente non fastidioso. Gli ingegneri di Steyr giustamente vantano di aver inserito tutti i componenti, compresi quelli anti-inquinamento, sotto il cofano suddetto, ottenendo linee pulite e un profilo basso a sufficienza da far vedere quello che accade attorno e davanti al trattore. E se non fosse sufficiente lo sguardo umano, intervengono le due telecamere fissate all’esterno dei montanti anteriori. Una a destra e una a sinistra, con visualizzazione delle immagini su Infomat 1200. Una terza telecamera si attiva automaticamente quando si inserisce la retromarcia. «In generale, lo scopo è quello di avvicinare la strumentazione dello Spezial cvt a quella dei trattori da campo aperto. Vogliamo che l’operatore possa scendere da un mezzo e salire sull’altro sostanzialmente senza quasi avvertire la differenza», hanno spiegato i manager di Steyr Traktoren. Esperimento riuscito, visto che i comandi ricalcano, grosso modo, quelli delle serie maggiori. Anche nella leva multifunzioni, per esempio: serve a controllare avanzamento, direzione di marcia, sollevatore, due distributori e in più, proprio come i trattori da campo aperto, ha quattro tasti programmabili, da collegare alla funzione più utile in base alla lavorazione del momento. C’è infine un tasto +/- che permette di selezionare la velocità target. Se ne possono impostare tre, e le ritroviamo ben visibili al centro del display su A-Pillar. Modificarle è la cosa più semplice del mondo: si fa tramite una rotella posta dietro alla leva multifunzioni, dopo aver selezionato la gamma di velocità d’interesse tramite il tasto sopra citato.
Che altro dire su questo abitacolo declinato in versione lusso? Che è silenzioso, ovviamente. Secondo scheda tecnica il rumore all’interno non supera i 69 decibel. Per un trattore specialistico è un gran bel risultato.
Spezial cvt è digitale
Dotazione tecnologica di tutto rispetto per questo piccolo gioiello. Abbiamo infatti guida automatica con precisione fino al livello Rtk, sistema di gestione delle manovre di capezzagna Easy Tronic, svolta automatica nel filare (S-Turn) e poi connessione alla nuova piattaforma Field Ops, che permette di raccogliere in un unico spazio tutti i dati di lavorazione, trasferirli ad altri software, scaricarli, gestirli o inviarli a consulenti esterni. Presente ovviamente la telemetria, con accesso aperto anche al servizio di assistenza, se il proprietario lo desidera.
Infine, su una macchina così ben equipaggiata non poteva mancare la connessione Isobus. Isobus II, per la verità, con funzione Tim: se l’attrezzo è compatibile, sarà esso e non l’operatore a controllare, in modo ottimizzato, certe funzioni, come velocità di avanzamento ed eventuale arresto della macchina.
Le applicazioni
Completiamo la panoramica sul nuovo Steyr Spezial cvt con uno sguardo alle applicazioni per il lavoro. Partiamo dalla più complessa, ossia l’impianto idraulico. Come per il cambio, c’è una sola opzione, ed è la più performante: pompa CCLS da 115 litri al minuto, che alimenta un distributore a quattro fette posteriore più un ulteriore servizio idraulico anteriore. Che, nel caso sia presente, è occupato dall’attacco a tre punti, con capacità di sollevamento di 1,8 tonnellate (2,8 la portata dell’attacco posteriore). Tutto qui? No di certo. Abbiamo ovviamente il power Beyond, con un ritorno libero presente anche sui blocchi di distributori ventrali. Possono essere due: uno con quattro vie (ossia due distributori) esclusive, un altro con attacchi derivati dalle fette posteriori.
Altrettanto importante, su uno specializzato, la presa di potenza, che offre le classiche velocità: 540 e mille giri, con funzione Eco. Si attiva con comando elettroidraulico, ovviamente. Su un trattore full optional, non ci si poteva aspettare nulla di diverso.















