Cai Agromec celebra 80 anni di storia

Ottantesima assemblea per la Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani. Ribadito l'impegno dell'associazione sui principali temi indispensabili per il futuro dei contoterzisti italiani

Si è svolta sabato 9 maggio 2026 a Villa Spalletti di Casalgrande (Re) l'80ª Assemblea Nazionale di Cai Agromec, l’associazione dei contoterzisti. Un appuntamento di grande rilievo per il settore agromeccanico nazionale, che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del mondo agricolo e del Parlamento.

I lavori assembleari si sono aperti con i saluti di apertura di Roberto Ferrari, neo eletto Presidente della Federazione Emilia Romagna degli agromeccanici (Feria), seguito da Cristina Spano, Assessore al Commercio del Comune di Casalgrande.

Hanno quindi preso la parola Giorgio Catellani, Presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano sezione di Reggio Emilia, e Davide Frascari, Presidente del Consorzio Lambruschi Reggiani, testimoniando il profondo legame tra i contoterzisti e le eccellenze agroalimentari del territorio emiliano. Ugo Franceschini, vicePresidente del Consorzio di Bonifica Emilia Centrale, ha sottolineato l'importanza strategica del lavoro agromeccanico per la gestione del territorio rurale, mentre Luigi Maccaferri, presidente di Coprob-Italia Zuccheri, ha ricordato come il legame con gli agromeccanici sia importante e indissolubile, dal momento che nella barbabietola il 90% e forse più della fase di raccolta e di carico è gestito dalle imprese agromeccaniche.

Maria Teresa Maschio, Presidente di Federunacoma, ha inviato un messaggio di saluto, in cui ha ricordato il lungo cammino percorso dagli agromeccanici insieme ai costruttori nell'ambito di un proficuo rapporto di collaborazione. Ha concluso i saluti Andrea Borio, Presidente di Federacma, la federazione che rappresenta i concessionari di macchine agricole, con alcune importanti sollecitazioni di interventi che il mondo produttivo richiede per le incertezze che si devono affrontare nel gestire gli investimenti in agricoltura. Federacma, ha proseguito, ha un rapporto di collaborazione e di stima reciproca per le tante attività che vengono gestite con Cai Agromec per la crescita della filiera agricola.

Dalla prima assemblea del 1946 a oggi

Il momento centrale della mattinata è stato dedicato alla storia dell'associazione. Francesco Bartolozzi (giornalista Edagricole) ha ripercorso le origini del movimento agromeccanico italiano: già prima della nascita dell'associazione nazionale esistevano diverse realtà provinciali, ma è nel novembre 1946 che si tenne la prima assemblea nazionale, per poi giungere alla fondazione ufficiale – nel gennaio 1947 – dell'Unione Nazionale Trebbiatori Motoaratori, il sodalizio da cui discende l'attuale Cai Agromec.

Ottant'anni di storia che rappresentano un percorso straordinario di professionalizzazione e crescita di un settore oggi centrale e indispensabile per l'agricoltura italiana.

Gianni Dalla Bernardina

Gianni Dalla Bernardina, Presidente di Cai Agromec, ha quindi illustrato lo stato dell'associazione, le sfide del presente e le prospettive del settore agromeccanico, con particolare attenzione alle opportunità e alle criticità legate alla transizione tecnologica e alle politiche agricole europee.

 

Marco Vieri

 

Marco Vieri, Consigliere e Accademico Emerito dell'Accademia dei Georgofili, ha fornito una lettura accademica e di ampio respiro sul ruolo dei contoterzisti nell'evoluzione dell'agricoltura italiana, sottolineando il contributo fondamentale degli operatori agromeccanici all'innovazione e alla sostenibilità delle produzioni agricole.

 

Andrea Rossi

L'assemblea ha registrato infine la presenza della politica nazionale. Andrea Rossi, deputato e membro della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, originario di Scandiano (Re), ha portato il contributo del Parlamento sul tema delle politiche agricole, dell'agromeccanica e delle misure di sostegno al settore. I contoterzisti non sono semplicemente fornitori di servizi: sono innovazione, competenze, sostenibilità e presidio del territorio. Dal tema del caro-gasolio alla necessità di estendere il credito d’imposta anche ai professionisti del settore, fino alla richiesta di un Albo Nazionale degli Agromeccanici: le questioni aperte sono concrete e meritano ascolto e risposte serie. Ha concluso il suo intervento affermando che non può esistere un’agricoltura moderna, competitiva e sostenibile senza chi ogni giorno investe in tecnologia e innovazione.

Da sinistra Michele Pedriali (vicePresidente Cai Agromec), Roberto Ferrari, Andrea Rossi, Gianni Dalla Bernardina, Gianluca Ravizza (vicePresidente Cai Agromec)

Le conclusioni dell'assemblea sono state affidate al Presidente Gianni Dalla Bernardina, che ha tracciato un bilancio molto positivo dell'evento e ribadito l'impegno dell'associazione con grande determinazione su tutti i principali temi indispensabili per il futuro e lo sviluppo dei contoterzisti italiani e ha ringraziato i rappresentati presenti da tutto il territorio italiano per il consenso pieno e unanime della linea politica-sindacale dell’associazione.

La cerimonia si è conclusa con un momento celebrativo e la premiazione di alcuni partner commerciali da molto tempo a fianco dell’associazione e con riconoscimenti speciali a sorpresa, momenti che hanno rafforzato il senso di comunità e di appartenenza all'interno del mondo agromeccanico nazionale.


Borio (Federacma): «Serve il pieno riconoscimento del settore agromeccanico»

Da sinistra Andrea Borio, Gianni Dalla Bernardina e Gianni Di Nardo

Nel corso dell’80esima assemblea di Cai Agromec, il presidente di Federacma Andrea Borio e il segretario generale Gianni Di Nardo hanno portato il saluto della Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, sottolineando il rapporto di collaborazione costruito negli anni con Cai Agromec sui principali dossier della meccanica agricola.

«Pensare che già nel 1946 esistesse una confederazione degli agromeccanici significa riconoscere quanto questa categoria fosse avanti rispetto ai tempi – ha dichiarato Borio –. Oggi Cai Agromec continua a portare avanti battaglie fondamentali per il settore e una delle più importanti riguarda proprio il pieno riconoscimento della figura dell’agromeccanico. Non è più rinviabile dare dignità e identità a una professione strategica per l’agricoltura italiana».

Nel suo intervento, Borio ha richiamato anche le forti difficoltà che stanno attraversando le imprese agricole, i concessionari, i riparatori e i costruttori di macchine agricole, soffermandosi in particolare sull’incertezza normativa che sta interessando gli incentivi legati alla Transizione 4.0 e 5.0.

«Alle imprese non basta sentirsi promettere misure – ha spiegato –. Serve certezza. Oggi il problema più grande è proprio l’incertezza: agricoltori, concessionari e costruttori non sanno se gli investimenti programmati potranno realmente beneficiare delle agevolazioni annunciate. Questo clima sta bloccando la filiera, rallenta gli acquisti, ferma le consegne e rischia di avere conseguenze occupazionali pesanti anche sull’industria della meccanica agricola».

Il presidente di Federacma ha poi evidenziato come il rallentamento degli investimenti finisca per produrre effetti negativi anche per lo Stato. «Quando si fermano le vendite, si ferma la produzione, si riduce il gettito Iva e aumentano le difficoltà per le imprese. È necessario dare stabilità alle misure e chiarezza operativa agli operatori».

Ampio spazio anche al tema della revisione dei mezzi agricoli, su cui Federacma e Cai Agromec stanno lavorando insieme nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Si parla di scadenze e obblighi – ha sottolineato Borio – ma mancano ancora strumenti concreti per consentire agli operatori di adempiere. Agricoltori e contoterzisti hanno trattori da revisionare ma non sanno dove poter effettuare le revisioni. È una situazione assurda che va risolta rapidamente».

È stato inoltre ricordato il lavoro comune che Federacma e Cai Agromec portano avanti anche sul fronte della formazione e del ricambio generazionale attraverso Mech@griJOBS, i workshop dedicati agli studenti degli istituti tecnici e agrari italiani, organizzati per far conoscere ai giovani le opportunità professionali del settore della meccanica agraria. Un format consolidato che mette in dialogo scuola e impresa, valorizzando le professioni della meccanica agricola e contribuendo a costruire nuove competenze per il futuro del comparto.

Nel corso dell’assemblea, Federacma ha consegnato una targa celebrativa al presidente di Cai Agromec Gianni Dalla Bernardina «con gratitudine per la collaborazione e l’impegno condiviso – e con l’auspicio di – continuare a lavorare affiancati per la crescita e il futuro del settore agromeccanico».

La targa consegnata al presidente CAI Agromec, Dalla Bernardina, da Federacma
Cai Agromec celebra 80 anni di storia - Ultima modifica: 2026-05-12T14:49:12+02:00 da Francesco Bartolozzi

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