Linee Guida per lo sviluppo della Precision farming

Entro cinque anni si mira a raggiungere il 10% della superficie

Il risultato del lavoro svolto dal gruppo istituito dal ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con il compito di approfondire in maniera sistematica e unitaria, le tematiche e le azioni da sviluppare per consentire lo sviluppo nel breve e medio periodo dell’Agricoltura di Precisione (AP), è stato delineato nelle Linee Guida.

Un documento ragionato di proposte e fonti tecniche, normative e scientifiche, che oltre a definire i principi, i metodi e le tecnologie, individua gli strumenti idonei per raggiungere, nel 2021, l’obiettivo di gestire in Italia il 10% della superficie agricola coltivata. Quest’ambizione scaturisce sia dalla preliminare indagine, conclusa agli inizi di quest’anno sui progetti di ricerca svolti e in corso di svolgimento, localizzati in figura, sia dalle priorità e misure disponibili nei Programmi regionali di Sviluppo Rurale, a cui si aggiungono le più recenti e complementari opportunità previste nella Legge di bilancio per il programma Industria 4.0.

Le stime previsionali per l’Agricoltura di Precisione in Italia, confermano l’orientamento in atto verso lo sviluppo e come la sua diffusione sia destinata ad aumentare rapidamente nel tempo, analogamente a quanto sta avvenendo in altri Paesi dell’Unione Europea. Tuttavia, affinché possa diffondersi razionalmente e rapidamente l’AP, risulta fondamentale individuare gli ostacoli che ne limitano la diffusione e proporre le soluzioni più razionali.

Attualmente le applicazioni più frequenti interessano la viticoltura, seguita a distanza da cerealicoltura, olivicoltura, risicoltura, selvicoltura, zootecnia, foraggicoltura e frutticoltura.  Mentre, tra le tecnologie trasversali domina la geolocalizzazione (interazione satellite-macchina, satellite-operatore, DGPS, tracciabilità, ecc.) seguita dall’interazione trattrice/operatrice (es. sistemi di guida assistita, macchine a distribuzione variabile, tecnologie Isobus, ecc.) a cui seguono la sensoristica (es.: proximal sensing, droni, sensori ottici, termici, spettrali, NDVI, IR, ecc.) fino all’elaborazione e gestione dei dati (es.: image analysis, computer vision, geostatistica, Decisional Support System, Big Data management, ecc.).

L’evoluzione delle applicazioni tecnologiche è stata molto intensa negli ultimi anni ed è in continua crescita. Un recente studio del Parlamento Europeo (2014) ha fornito un primo censimento delle diverse tecnologie disponibili e il loro grado d’applicazione (tabella 1).

Tra le tecnologie per l’Agricoltura di Precisione, in Italia risultano largamente disponibili:

- GNSS (sistemi globali di navigazione tramite satellite) affidabili, precisi, 3 flotte di satelliti, correzioni sempre più accurate;

-  SISTEMI DI GUIDA semiautomatici e in alcuni casi anche automatici con monitor di grandi dimensioni;

- MAPPATURA DELLE PRODUZIONI per sistemi colturali estensivi (grano, mais e riso);

- SENSORI per la rilevazione degli indici di vegetazione delle colture, sensori “on the go” per la caratterizzazione del terreno, sensoristica applicata alle macchine e alle attrezzature, sensori installati su droni e uso di immagini satellitari;

- Modelli di supporto alle decisioni, modelli previsionali di caratteri climatico, agronomico, economico, ecc. per ogni tipo di situazione e coltura;

- Sistemi di analisi, di elaborazione, archiviazione e di visualizzazione dei dati abbinati a GIS per un razionale sistema informativo aziendale e per la tracciabilità esterna;

- ISOBUS per trattori e operatrici;

- OPERATRICI A FUNZIONAMENTO VARIABILE in grado di leggere mappe di prescrizione per tutte le operazioni colturali;

- OPERATRICI MECCATRONICHE in grado di modificare in tempo reale la loro funzionalità sulla base delle variabili condizioni di lavoro;

- SISTEMI DI TELEMETRIA concepiti soprattutto per ragioni logistiche e di assistenza tecnica alle macchine per i rivenditori.

Progetti di ricerca sull’AP in Italia n.
Progetti di ricerca sull’AP in Italia

Nonostante l’Italia rappresenti il terzo produttore al mondo di trattori e di macchine agricole e il parco macchine sia composto da oltre 1,7 milioni di trattori che dominano una superficie media di 4 ettari, la situazione nel Paese rimane ancora nella prima fase di sviluppo.

Con meno di 20mila trattori e 300 mietitrebbiatrici immatricolate all’anno e un’età media di 20 anni, le macchine risultano tecnicamente obsolete e poco economiche.

Per le operatrici, solo il 15% degli spandiconcime e il 17,3% per i distributori di fitofarmaci ha meno di 10 anni.

Questi dati, seppur stimati, evidenziano come il ricambio completo del parco macchine avvenga in periodi troppo lunghi.

Pertanto, l’auspicabile ammodernamento dovrà essere coerente e funzionale ai moderni sviluppi che l’agricoltura sta attraversando in questi anni, ad opera anche delle tecnologie dell’Agricoltura di Precisione.

Priorità e misure nei Programmi di Sviluppo Rurale

L’Agricoltura di Precisione, quale sistema di gestione integrato di tecnologie, consente di tenere insieme sostenibilità e innovazione, due parole chiave della Pac 2014-2020.

Delle sei priorità previste dal regolamento Ue sullo sviluppo rurale, quattro sono quelle che possono ritenersi positivamente correlate all’Agricoltura di Precisione:

  1. promuovere il trasferimento di conoscenze e l’innovazione;
  2. potenziare in tutte le regioni la redditività delle aziende agricole e la competitività;
  3. preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi;
  4. incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima. Nel complesso articolato dei Psr, tali priorità vengono contestualizzate nei capitoli descrittivi dell’agricoltura regionale e trovano attuazione operativa all’interno delle diverse “focus area” di cui ogni priorità si compone e nelle Misure che specificano contenuti e modalità delle azioni da realizzare (tabella 2).

Dall’analisi dei suddetti contesti socio-economici e ambientali, dei relativi fabbisogni e delle misure previste, emerge che i Psr regionali aprono ampi spazi di attuazione e diffusione dei metodi di gestione agronomica e degli approcci decisionali dell’Agricoltura di Precisione. Il riferimento all’AP è legato alla realizzazione di obiettivi diversificati quali, ad esempio, la riduzione dell’impatto ambientale dell’agricoltura mediante la conservazione del suolo (Abruzzo, Molise), la qualità e la sicurezza delle produzioni alimentari (Emilia Romagna), il miglioramento delle tecniche di coltivazione (Friuli Venezia Giulia), la riduzione dei mezzi tecnici quali concimi e fitofarmaci (Marche), il miglioramento delle tecniche di gestione delle colture o i metodi innovativi in grado di coniugare la tutela ambientale con il mantenimento delle rese (Piemonte), la razionalizzazione dell’irrigazione e della distribuzione di fertilizzanti, fitofarmaci, risorse idriche (Toscana) e, ancora, il risparmio significativo della risorsa idrica e il suo efficiente utilizzo (Umbria).

Riferimenti espliciti e diretti all’Agricoltura di Precisione, sia come segnalazione generale nella parte di contestualizzazione iniziale, sia come indicazione operativa nelle Misure sono contenuti nei Psr delle Regioni: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli V. Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto.

Tuttavia, si evidenzia che:

- la mancanza di riferimenti espliciti all’AP in alcuni Psr non ne esclude la possibilità di incentivazione, in quanto essa è comunque strumento di attuazione degli obiettivi più generali che questi strumenti di programmazione perseguono;

- altre Misure afferenti alle priorità del Reg. Ue 1305/2013 più propriamente ambientali possono essere motivazione indiretta per lo sviluppo dell’AP.

La formazione

Il ruolo chiave per favorire l’aggregazione e la cooperazione tra i diversi soggetti interessati è sicuramente la formazione, se si considera che dall’inizio del Millennio cresce esponenzialmente l’integrazione delle tecnologie, favorita dalla velocità con cui vengono generate infrastrutture e servizi. Risulterà determinante l’investimento in percorsi di formazione accreditati rivolti, sia al personale delle amministrazioni pubbliche coinvolte nella gestione, sia alla divulgazione degli avanzamenti tecnologici per imprenditori e liberi professionisti, utilizzando canali tematici (eventi formativi promossi presso Associazioni di categoria, Ordini professionali, ecc.), sviluppando azioni strategiche e coordinate di settore che mirino a favorire il recepimento e la diffusione razionale dell’AP.

Questa breve sintesi, in prospettiva, pone l’Italia nelle condizioni di assumere un ruolo competitivo nello scenario internazionale e le Linee Guida dell’AP rappresentano un manuale ordinato, per supportare il passaggio epocale e per valorizzare i molteplici benefici, con importanti ricadute sul sistema produttivo.

 

 

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