Droni in agricoltura: passo avanti sulla semplificazione, ora servono regole operative chiare

Pietro Cattaneo (Confai Bergamo): «L’innovazione è già disponibile, ma va resa pienamente utilizzabile dalle imprese»

La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato una risoluzione che avvia la fase sperimentale per l'uso dei droni in agricoltura in Italia. Il testo semplifica gli adempimenti burocratici per gli agricoltori, rafforza le tutele su sicurezza alimentare, salute, ecosistema e biodiversità, e chiede all'Ue certezza sui tempi di entrata in vigore. Promuove inoltre l'adozione di tecnologie innovative per l'agricoltura di precisione nell'ambito della futura Pac 2028/2035.

Gianni Dalla Bernardina

«Accogliamo con grande soddisfazione l'approvazione di questa risoluzione – dichiara il presidente di Cai Agromec Gianni Dalla Bernardina. È un segnale importante che il legislatore ha finalmente recepito le istanze del settore: i droni non sono il futuro, sono già il presente dell'agricoltura di precisione. Semplificare le procedure significa dare concretamente agli imprenditori agromeccanici, protagonisti dell’innovazione e all’agricoltura italiana gli strumenti per lavorare in modo più efficiente e sostenibile. Come Cai Agromec continuiamo a sostenere ogni iniziativa che favorisca l'innovazione tecnologica nei campi, nell'interesse degli operatori e dell'intero sistema agroalimentare."

«L’approvazione della recente risoluzione in Commissione Agricoltura del Senato è un segnale positivo verso un maggiore impiego dei droni nel settore primario, soprattutto nella direzione di una semplificazione delle procedure», aggiunge Pietro Cattaneo, presidente di Confai Bergamo.

Pietro Cattaneo

Secondo Confai Bergamo, l’utilizzo dei droni può contribuire in modo significativo al miglioramento dell’efficienza nelle lavorazioni e alla sostenibilità dei processi produttivi, in particolare nell’ambito dell’agricoltura di precisione.

«Si tratta di strumenti che permettono interventi mirati, finalizzati ad una gestione più razionale e ad un monitoraggio costante delle colture – osserva Cattaneo –. D'altra parte, affinché tutto ciò si traduca in benefici concreti, è necessario un quadro normativo stabile e tempi autorizzativi compatibili con le esigenze delle imprese e dei mercati».

 

Riprendendo le risultanze del dibattito parlamentare, Confai Bergamo evidenzia inoltre la necessità di definire chiaramente scenari d’uso specifici al fine di promuovere uno sviluppo ordinato del settore. «Le imprese agromeccaniche – aggiunge Enzo Cattaneo, segretario provinciale di Confai Bergamo – sono già da tempo impegnate nell’adozione di soluzioni innovative e nella raccolta di dati utili alla gestione delle attività agricole. Tuttavia, persistono difficoltà legate all’integrazione delle tecnologie e alla piena valorizzazione delle informazioni raccolte, aspetti sui quali sarà necessario continuare a investire anche in termini di formazione».

Per Confai Bergamo i droni rappresentano dunque un tassello importante nel processo di modernizzazione del comparto agricolo, a condizione che l’innovazione sia accompagnata da strumenti normativi e operativi adeguati. «L’obiettivo – conclude il presidente Cattaneo – deve essere quello di mettere le imprese nelle condizioni di utilizzare al meglio le tecnologie disponibili, ponendo le basi per un’agricoltura sempre più sostenibile e competitiva».

Droni in agricoltura: passo avanti sulla semplificazione, ora servono regole operative chiare - Ultima modifica: 2026-03-30T11:18:49+02:00 da Il Contoterzista

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