New Holland T7 XD, ecco come funziona

Abbiamo chiesto ai fratelli Sardo, tester per il marchio modenese, come si comporta la nuova gamma di alta potenza, dopo 350 ore, quasi tutte di aratura, passate al volante di un prototipo

Il prototipo di T7 XD 440, privo di grafiche identificative
“Traino e manovrabilità eccezionali, trasmissione notevolmente migliorata. È un trattore diverso dal T8 e per molte cose migliore. Ecco cosa resta da perfezionare”

È stato senza dubbio uno dei protagonisti di Agritechnica. Anzi, il protagonista, se guardiamo allo stand di New Holland. Orgogliosa nel presentare una nuova serie di T7, che si affianca agli HD, superandoli per cavalli e prestazioni. I T7 XD, così sono stati chiamati, sono tre. Hanno potenza di 360, 390 e 435 cavalli e, secondo il responsabile globale di prodotto Richard Hollins, “Si rivolgono ai clienti che cercano una capacità a tutto tondo, dai lavori pesanti in campo alle attività impegnative con la presa di forza o con l'impianto idraulico, fino al trasporto ad alta velocità”. 

T7 440 XD visto in anteprima

Ogni costruttore, prima del lancio ufficiale, mette in campo alcuni prototipi per almeno una stagione, così da evitare brutte sorprese quando la nuova gamma andrà sul mercato. Uno di questi, per la precisione un T7 440 XD, è stato affidato ai fratelli Sardo, nostra vecchia conoscenza di Valle San Bartolomeo (Al), più volte protagonisti sul Contoterzista. Non appena caduto l’embargo siamo così corsi a vedere come si stava comportando la macchina su cui i fratelli, e Franco in particolare, avevano ormai accumulato 350 ore di aratura, sulle 800 totali. Per scoprire che è, secondo i Sardo, il perfetto trattore da contoterzista, sia per l’alto livello tecnologico, sia per potenza e dimensioni. Un trattore da lavori pesanti, come del resto sottolineava, Richard Hollins. E come conferma lo stesso Franco Sardo. “Penso che sia un trattore molto adatto al mercato italiano e sicuramente agli agromeccanici. Ha il giusto rapporto tra peso e potenza, per cui si può usare per tante cose. Per l’aratura, come abbiamo fatto noi, ma non soltanto: con una botte a quattro assi, per esempio, a mio parere è perfetto. Veloce su strada e potente in campo. E poi, con gli pneumatici da 750 non si è ingombranti sull’asfalto e, abbassando la pressione, non si calpesta quando si va a distribuire”.

Per la prima volta un trattore New Holland è dotato di gonfiaggio centralizzato degli pneumatici

Tante novità in un solo trattore

Il riferimento di Franco Sardo è al sistema di telegonfiaggio: soltanto una delle novità di questo trattore, in cui New Holland ha voluto concentrare tutta la tecnologia di cui dispone, per andare a far concorrenza ai big delle alte potenze. Facciamo un rapido riepilogo, allora, partendo dal motore. 

Sotto al cofano, ridisegnato, troviamo un bel Cursor 9 da 8,7 litri. Lo stesso, per capirci, montato sui T8, che il T7 XD va ad affiancare. È montato su carter strutturale, fa notare il costruttore, si evita così l’uso di fasce laterali e si mantiene stretta la macchina, migliorando la manovrabilità (che come vedremo, è uno dei punti di forza di questo T7 XD). La potenza massima, per il T7 440 XD, è di 435 cavalli: il massimo per questa gamma. Il rispetto di Stage V si ottiene con Scr, turbo a geometria variabile e una micrometrica calibrazione dell’alimentazione, ma senza ricircolo degli scarichi Egr. Il che evita anche la snervante rigenerazione del filtro Dpf, assai poco gradita alla maggior parte degli agricoltori. Degni di nota l’intervallo di manutenzione esteso a 750 ore e il controllo elettronico del regime, che lo mantiene a un minimo di 650 giri al minuto per ridurre i consumi. 

Altra novità è il freno motore a stadi, che si arricchisce di un sistema di decompressione dei cilindri già utilizzato nella versione per autocarro del motore Cursor. 

Autocommand rinnovato

La trasmissione, rinnovata, si controlla totalmente con la cloche

Nemmeno la storica trasmissione a variazione continua Autocommand ha superato indenne l’esame dei progettisti: sui T7 XD ne troviamo infatti una nuova versione, sempre basata sulle storiche quattro gamme, ma con velocità massima di 60 km orari e un attento controllo del regime per contenere i consumi di gasolio durante i trasporti (la coppia massima, a proposito, si ottiene già a 1400 rpm). Rifatte inoltre le sospensioni anteriori, che pur mantenendo il nome Terraglide diventano a ruote indipendenti e migliorano l’efficienza, per esempio con la modalità Baler, che compensa il noto movimento oscillatorio impartito dalle maxi-presse. È stato infine introdotto il gonfiaggio centralizzato degli pneumatici, un’opzione sempre più comune sui trattori di alta gamma. 

Chiudiamo con l’impianto idraulico: la capacità totale, montando la doppia pompa Mega Flow, è di 360 litri al minuto: +67% rispetto ai T7 tradizionali. Sono presenti fino a cinque distributori posteriori, più il classico motore idraulico. Chiudiamo con i sollevatori: quello posteriore alza 11.900 kg (+8% rispetto ai T7 HD), mentre l’anteriore arriva a 61 quintali. 

Silenzio e maneggevolezza

Andiamo ora a verificare come tutte queste innovazioni si comportano nel lavoro sul campo, tramite il parere di uno dei clienti più esperti di New Holland. I fratelli Sardo, infatti, pur non avendo un parco macchine esclusivamente blu, hanno decine di mezzi, sia trattori sia trince e trebbie, del costruttore modenese. “È una macchina che fa un grosso salto avanti sia rispetto ai T7, sia anche nei confronti del T8. Migliora nel cambio, nella silenziosità, nella maneggevolezza”, esordisce Franco Sardo. 

Vista l’eccezionalità della situazione, vale a dire la possibilità di conoscere i dettagli di un trattore appena presentato, vi presentiamo una panoramica per punti degli aspetti salienti del nuovo T7 XD. 

Motore

“Ha lo stesso motore del T8, il Cursor da novemila di cilindrata. Che, tra l’altro, non richiede rigenerazione e quindi non obbliga a restare fermi tre quarti d’ora ad aspettare che il ciclo sia finito: ottimo. 

Di cavalli ne ha da vendere, lo abbiamo usato con un esavomere, anche su terreni collinari, anche in ripasso, e lo abbiamo fatto tirare finché abbiamo potuto. E abbiamo visto che ha un bel tiro, tanta aderenza. L’abbiamo trovato migliore del cingolato che usiamo normalmente per questo tipo di lavori. Per essere perfetto, avrebbe avuto bisogno di quattro o cinque quintali di zavorra in più, per tenere un po’ più giù il muso (la macchina era zavorrata con 2 tonnellate sul sollevatore anteriore, ndr). Per quanto riguarda i consumi - prosegue Sardo - che dire… di gasolio ce ne vuole, ma del resto ha tanti cavalli. Siamo attorno ai 70 litri l’ora, ma ragionando in litri per ettaro, non sono molti”. 

Trasmissione

Il bracciolo multifunzioni resta sostanzialmente uguale ai precedenti modelli

“Il cambio è migliorato moltissimo, supera anche i migliori del mercato. È diventato molto più silenzioso: non c’è più il sibilo tipico dell’Autocommand di vecchia generazione. È migliore anche nella gestione: fluido, controlla bene il regime del motore e in più lo puoi davvero usare soltanto con la leva. Lo dicono tutti i costruttori, che si usa con la leva, ma poi devi sempre dare il consenso col pedale o comunque il pedale resta indispensabile. Questo T7, invece, lo guidi soltanto con la cloche, se vuoi; anzi, vai meglio con la cloche che con il pedale e questo per me è ottimo”.

Assale anteriore

Nuove sospensioni anteriori, ora a ruote indipendenti

“Le sospensioni sono diventate un’altra cosa. È il migliore dei trattori che ho provato, su strada. Davvero eccezionale. E poi è maneggevole, maneggevole da morire, lo guidi che è una meraviglia. Ha uno sterzo leggero, ma preciso e reattivo. Campi piccoli, capezzagne strette… non importa, quando ci stai sopra sembra di guidare un 80 cavalli”. 

Freni e galleggiamento

“Una cosa eccellente è il gonfiaggio automatico delle gomme. La macchina che avevamo in prova montava le 750, ma aveva il galleggiamento delle 900. E poi il processo è veloce: nel tempo in cui scendi e fissi il cartello all’aratro, le gomme passano da 0,8 a 1,5 atmosfere e sei pronto per andare in strada. Altra cosa: è davvero sicuro su strada. Il freno motore è cambiato molto: non lavora più soltanto sulla valvola a farfalla, ha un sistema simile al retarder degli autotreni, per cui basta tirare indietro la leva e ti fermi in automatico”. 

I T7 XD non montano un vero retarder, ma un sistema a decompressione dei cilindri (cylinder decompression braking) che agisce sulle valvole di scarico del motore in aggiunta all’azione sulla valvola a farfalla (come per il freno motore sul collettore di scarico). New Holland lo descrive come un sistema di ritardo del motore multistadio, che permette all’operatore di regolare l’intensità dell’azione frenante e si avvicina, per efficacia, al retarder delle trattrici stradali (spiegazione elaborata con l’aiuto dell’AI Gemini). 

Postazione di guida

“La cabina non è enorme, ma per un operatore da solo è più che sufficiente. Del resto, è un trattore e non un autobus e poi con quel che costa la manodopera, meglio se sul trattore ci sta un uomo solo! 

All’interno il silenzio è totale, non si sente niente. Invece, mi dicono che da fuori la macchina è un po’ rumorosa, ma non saprei confermare. Il comfort è molto alto: eccellente sistema di ammortizzamento, buon climatizzatore, per quel che abbiamo potuto vedere usandolo a fine autunno. Bene i comandi, sono quelli soliti del New Holland e li conosciamo a fondo. Ha due monitor, la telecamera anteriore e posteriore, una leva con cui fai tutto… Non saprei che altro chiedere”. 

T7 Xd: cosa resta da fare

La maniglia ricavata nel fianco destro della scaletta può causare l’ingresso di fango

“Buono anche il sollevatore, con un bel controllo dello sforzo, assai preciso. Insomma, è un trattore a cui è davvero difficile trovare difetti. Di difetti veri, anzi, non ne ha, considerando il fatto che la macchina è, fondamentalmente, un prototipo in via di sviluppo. Ci sono comunque alcune piccole cose da migliorare. La principale è l’illuminazione, specialmente posteriore: con quei faretti che hanno messo, non ci si vede granché. Poi c’è qualche altro dettaglio, per esempio la maniglia sul lato destro, che è ricavata forando il fianco della scaletta, ma in quel modo, quando le ruote sono piene di fango, sporcano il gradino e si rischia di scivolare. Oppure il parafanghi posteriore, un po’ troppo vicino alla ruota. Ma sono piccolezze perché il trattore, nel complesso, è eccellente”. 

New Holland T7 XD, ecco come funziona - Ultima modifica: 2026-01-13T18:18:32+01:00 da Ottavio Repetti

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