Contoterzisti formato Europa

Ceettar, Unima e Confai riuniti all’Expo per ribadire il ruolo degli agromeccanici

Agromeccanici di tutta Europa riuniti per fare luce sulla dimensione e l’importanza della loro categoria. E per scoprire che alla fine le criticità sono comuni un po’ a tutti i Paesi.

In un incontro organizzato in occasione dell’Expo (presso il padiglione dell’Ue, per la precisione) da Ceettar (la Confederazione europea delle imprese agromeccaniche e forestali) e dalle organizzazioni rappresentative dei contoterzisti italiani, Unima e Confai, è emersa la volontà di muoversi a livello europeo per ottenere delle risposte concrete alle esigenze della categoria. Nell’introdurre l’incontro Silvano Ramadori, presidente di Unima, ha ricordato come l’obiettivo rimane quello di essere considerati a livello di Pac. «Pur come artigiani – ha detto Ramadori – vogliamo essere considerati come elemento fondamentale per gli agricoltori.

Il nostro ruolo è riconosciuto da tutti e allora non si comprende perché siamo spesso non coinvolti e discriminati».

Abbiamo parlato di dimensione della categoria. Per quanto riguarda l’Italia, Roberto Guidotti del servizio tecnico Unima ha presentato l'approfondita indagine sul contoterzismo agromeccanico in Italia svolta dal Nomisma nel 2014 con la collaborazione di Unima e Confai, che ha chiaramente evidenziato il ruolo centrale degli imprenditori agromeccanici nella competitività dell'agricoltura italiana: più di 11.000 imprese e 150.000 macchine contribuiscono ogni giorno alla produzione agricola del Paese, servendo annualmente ben 534.000 imprese (con partita Iva) con uno share superiore al 60%. Lo studio Nomisma ha messo inoltre in evidenza che l’età media delle macchine dei contoterzisti è inferiore ai 10 anni (per le aziende agricole invece solo il 23% delle trattrici ha meno di 10 anni) e che le imprese agricole si affidano alle lavorazioni in contoterzi (talvolta anche in affidamento completo) principalmente per motivazioni economiche legate alle difficoltà a reperire le risorse per realizzare l’investimento per l’acquisto delle macchine o all’impossibilità di effettuare le lavorazioni in conto proprio a costi inferiori a quelli praticati dai contoterzisti. D’altra parte, le imprese agromeccaniche hanno delineato alcune criticità di tipo economico (tempi di pagamento dei clienti, costo degli input (gasolio in primis), costo di acquisto di trattrici e macchine operatrici, accesso al credito) e di sistema (burocrazia, mancanza di manodopera qualificata).

Il panorama europeo

A tracciare il quadro a livello europeo ci ha pensato Eric Dresin, segretario generale di Ceettar, che ha presentato il fascicolo redatto dall’associazione europea di categoria: 150.000 imprese attive nei settori agricolo, forestale e della manutenzione del territorio, che coprono quasi il 50% dei fabbisogni di meccanizzazione nei servizi più specialistici. «La nostra forza è che i contoterzisti sono dovunque, anche nei paesi dove non c’è un’associazione – ha dichiarato Dresin –. Le situazioni (colture praticate, costi della terra, superfici aziendali) sono diverse da paese a paese, ma ci sono molti punti in comune, a partire dalle criticità».

E da qui è scaturito un dibattito che ha appunto confermato come i problemi che attanagliano la categoria siano simili. Da Jan Maris dell’associazione olandese a Klaus Pentzlin, presidente dell’associazione tedesca, a Leonardo Bolis, presidente di Confai, i commenti sono stati allineati, con particolare riferimento al pagamento ritardato degli agricoltori, per la cui soluzione c’è chi come Enzo Cattaneo di Confai ha proposto di cambiare le abitudini e di restringere i tempi di pagamento delle prestazioni agromeccaniche, e chi, come Sandro Cappellini, coordinatore Confai, ha osservato come i ritardi nei pagamenti dipendano dalla mancanza di liquidità degli agricoltori, auspicando provocatoriamente un ritorno al regime di sostegno ai prezzi delle commodity agricole.

Concorde anche la posizione sui rapporti con le organizzazioni agricole, dalla quale è emersa la loro forte connotazione politica e la scarsa attenzione rispetto alla soluzione dei problemi pratici del settore primario, che invece costituiscono la base dell'attività sindacale delle organizzazioni agromeccaniche. Le associazioni europee hanno dato un po’ meno peso alla mancanza dei contributi statali, invitando a capire il trend dei mercati e a trovare la giusta strada per il business. «Per anni ho lottato per l’ottenimento di contributi – ha detto il presidente della Ceettar e della Federazione francese, Gérard Napias – e ormai ho capito che non ce li daranno mai, per cui dobbiamo comportarci come veri imprenditori. Piuttosto, ci vengano incontro riducendo le tasse e la burocrazia e consentendoci la libera circolazione su strada».

In conclusione, Paolo Andreone, responsabile marketing di New Holland Italia, sponsor dell’incontro, ha sottolineato come «l’incontro di oggi abbia confermato il ruolo chiave del contoterzismo a livello europeo. In Italia il 65% delle mietitrebbie è comprato da contoterzisti e per le trince si arriva praticamente al 100%. Le imprese agromeccaniche gestiscono quindi tutta la raccolta e questo deve far pensare. Perché il cambio di figura del contoterzista è probabilmente solo all’inizio».

 

Alcuni numeri

  • In Europa oltre il 65% delle aziende agricole a seminativo e il 75% di quelle zootecniche si rivolge ai contoterzisti che, nella sola raccolta della barbabietola da zucchero, coprono una superficie di oltre 250.000 ettari
  • in Germania gli agromeccanici raccolgono e insilano circa il 90% del mais; solo per questa coltura, si parla di 1.350.000 ettari e 54 milioni di tonnellate di prodotto
  • in Irlanda oltre l’80% dei 25 milioni di tonnellate di insilati prodotti sono raccolti annualmente dalle imprese agromeccaniche
  • in Italia i contoterzisti svolgono le lavorazioni al terreno su oltre un milione di ettari, mentre i servizi agromeccanici per i seminativi sono vicini ai 2,5 milioni di ettari
  • nei Paesi Bassi i contoterzisti curano la manutenzione di 10.500 km di strade e di 140.000 km di corsi d’acqua di diversa entità
  • nel settore forestale quasi il 70% dei lavori (manutenzione, abbattimento ed esbosco del legname) in Europa è di pertinenza del contoterzismo

 

Una guida speciale

Attraverso l'offerta di servizi agli agricoltori, ai proprietari terrieri e al mondo rurale, i contoterzisti aiutano realmente a venire incontro a numerosi bisogni della società civile, compresa la fornitura di derrate alimentari e di legname, come prodotto primario per l'impiego nelle costruzioni, nella produzione di energia, nell'industria della carta, nello sviluppo del territorio e nel mantenimento delle aree naturali. É quindi ormai venuto il tempo per far luce sui contoterzisti e su cosa essi fanno.

boxQuesto è lo scopo della prima edizione di questa guida al contoterzismo europeo. Nell'assenza di statistiche ufficiali, si legge nella guida, questa indagine sui contoterzisti agricoli, rurali e forestali è fondato su dati stimati. In relazione alle figure di appartenenza alle organizzazioni aderenti alla Ceettar, sarebbe ragionevole stimare che esistano 150.000 contoterzisti agricoli, rurali e forestali all'interno dell'Unione Europea. Poiché il settore è dominato da piccole e medie imprese, si può altresì valutare che 600.000 persone siano direttamente occupate nel settore a livello comunitario, comprendendo anche i dirigenti ed i lavoratori autonomi. Inoltre, i servizi forniti al comparto agricolo e forestale coprono un'ampia varietà di lavorazioni e di professioni. Esse comprendono tutti tipi di operazioni agricole, come le lavorazioni al terreno, la fertilizzazione, la raccolta, i trasporti, i servizi per gestione agricola e zootecnica. Ciò si aggiunge all'ampia gamma di servizi di manutenzione e gestione del territorio rurale, dedicandosi ai network delle comunicazioni e delle infrastrutture, all'ambiente ed alle aree pubbliche.

I contoterzisti forestali offrono un'ampia gamma di servizi per lo sfruttamento forestale e per il rimboschimento, per la manutenzione e per la gestione aziendale ai proprietari di boschi, agli agricoltori, ai fornitori ed alle imprese del legno. Tuttavia, si può certamente affermare che metà del lavoro regolare del settore è svolto dai contoterzisti e, per alcune attività di raccolta, questo può arrivare all’80 o 90%. In sintonia con le statistiche condotte dalla Ceettar, il settore investe complessivamente quasi 6 miliardi di euro all’anno. Non sorprende che spesso siano proprio i contoterzisti a rendere applicabili le nuove tecnologie nel settore primario: agricoltura di precisione, Agricoltura 4.0 e l’agricoltura intensiva sostenibile sono concetti che sono già stati introdotti nella pratica agricola corrente, o sono in corso di diffusione.

Nonostante sia stato a lungo poco conosciuto, o del tutto ignoto all’opinione pubblica e a chi prende le decisioni politiche – conclude la guida – il contoterzismo agricolo, rurale e forestale è stato un partner fondamentale per il settore agricolo e forestale. Tale carenza, in termini di immagine, ostacola seriamente il riconoscimento del contributo dato dal contoterzismo e conduce a una concorrenza sleale, che prevale in numerosi Paesi europei.

Questa concorrenza sleale si trova in una zona grigia, nella quale i servizi sono prestati al di fuori di ogni regola da soggetti non-agromeccanici, unita al diseguale trattamento, fra aziende similari, in termini di finanziamenti pubblici legati alle politiche agricole comunitarie.

 

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