Federacma: «Subito la revisione dell’intero parco macchine»

La Federazione chiede al Mit l’avvio di un sistema nazionale di controlli con officine qualificate e procedure uniformi. In Italia circolano circa due milioni di mezzi agricoli

Avviare senza ulteriori indugi la revisione periodica dell’intero parco delle macchine agricole, costruendo una rete nazionale di officine qualificate e procedure tecniche uniformi. È la richiesta avanzata da Federacma (Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio) nell’ambito della consultazione pubblica sulla revisione del Codice della strada promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

All’incontro ha partecipato il segretario generale di Federacma, Gianni Di Nardo, che ha evidenziato l’urgenza di rendere finalmente operativo un obbligo previsto da oltre dieci anni ma mai pienamente attuato. Secondo la Federazione, il parco agricolo italiano conta circa due milioni di mezzi, molti dei quali immatricolati da decenni e ancora privi di dispositivi di sicurezza oggi indispensabili.

Sicurezza, un problema aperto

Il tema centrale resta quello della prevenzione degli incidenti. Ogni anno il ribaltamento dei trattori provoca oltre cento vittime e la maggior parte degli episodi più gravi coinvolge macchine obsolete, spesso prive di rollbar, cinture di sicurezza e altri sistemi di protezione.

Federacma stima che il costo sociale complessivo degli incidenti legati alle macchine agricole sia compreso tra 500 milioni e un miliardo di euro all’anno.

«Chiediamo un sistema concretamente applicabile, uniforme e accessibile in tutto il Paese – ha dichiarato Di Nardo –. La revisione deve diventare uno strumento reale di prevenzione e di messa in sicurezza del parco agricolo. Per farlo non è sufficiente affidarsi esclusivamente agli Uffici della Motorizzazione: occorre una rete capillare di officine agricole certificate, con personale formato, attrezzature adeguate e competenze specifiche».

La necessità di uniformare regole e procedure

La Federazione ricorda che, prima della pandemia, in collaborazione con Inail, aveva già formato circa 300 tecnici di 200 imprese sulla sicurezza delle macchine e delle officine: un patrimonio di competenze che potrebbe essere messo a disposizione del Ministero.

Tra gli aspetti da definire rientrano i requisiti delle officine, le attrezzature necessarie e le procedure tecniche per le verifiche, comprese le prove sugli impianti frenanti. «Non possono esistere modalità e interpretazioni differenti da una provincia all’altra», sottolinea Federacma.

Le proroghe previste, compresa quella al 31 dicembre per la revisione dei cosiddetti trattori veloci immatricolati tra il 2017 e il 2019, secondo la Federazione dovrebbero essere utilizzate per completare la costruzione del sistema, definendo entro fine anno formazione, centri autorizzati, strumenti e procedure.

Una disciplina specifica per le macchine agricole

Federacma ha inoltre chiesto che nel nuovo Codice della strada venga introdotta una distinzione più netta tra autoveicoli fuoristrada e macchine agricole e operatrici.

Secondo la Federazione, l’attuale sovrapposizione tra categorie differenti ha generato anche effetti distorsivi nell’accesso agli incentivi, arrivando in alcuni casi a favorire l’acquisto di autovetture fuoristrada invece di mezzi destinati al lavoro agricolo.

«Le macchine agricole e operatrici sono progettate per lavorare nei campi, nelle aziende e nei cantieri e circolano su strada principalmente per i trasferimenti – ha concluso Di Nardo –. Non possono essere assimilate agli autoveicoli né sottoposte automaticamente a regole e controlli pensati per automobili e mezzi pesanti. Serve una disciplina autonoma, coerente con la loro funzione e con i rischi specifici».

Federacma: «Subito la revisione dell’intero parco macchine» - Ultima modifica: 2026-07-22T16:34:23+02:00 da Il Contoterzista

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