Contratto di lavoro per i dipendenti delle imprese agromeccaniche

Auto mechanic working underneath a lifted
Presenta diverse novità rispetto al passato. A partire dall’unità sindacale sancita dalla creazione del Coordinamento Agromeccanici Italiani

È stato sottoscritto nello scorso aprile da Unima e Confai, in rappresentanza delle imprese agromeccaniche italiane, il nuovo contratto collettivo nazionale per i lavoratori delle imprese agromeccaniche.

Il nuovo contratto presenta diverse novità rispetto al passato, la più importante riguarda l'unità sindacale delle rappresentanze agromeccaniche, derivante dalla collaborazione fra le due Organizzazioni sancita dalla creazione del Coordinamento Agromeccanici Italiani (Cai), che rappresenta la totalità delle imprese agromeccaniche e copre l'intero territorio nazionale. Fra le principali innovazioni apportate dalla nuova stesura, si segnala la maggiore attenzione alle esigenze primarie delle imprese agromeccaniche, caratterizzate dalla forte concentrazione di lavoro che si realizza durante alcuni periodi dell'anno, corrispondenti alle semine, alla raccolta ed alle lavorazioni al terreno. Grazie allo spirito collaborativo dimostrato dai sindacati dei lavoratori del settore agricolo (Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil) è stato finalmente possibile raggiungere un accordo, che porterà ad una gestione più flessibile dell'orario di lavoro, che meglio risponde alle caratteristiche di stagionalità imposte dalle operazioni agricole. Molto è stato fatto anche sul piano della tutela dei lavoratori più deboli, che ha portato a incrementare il livello di compatibilità sociale del nuovo contratto, in linea con i nuovi indirizzi già emersi in ambito europeo, ed in particolare al Trattato di Lisbona.

Per quanto riguarda gli aspetti economici, la trattativa è stata fortemente influenzata dagli incrementi retributivi concessi, forse con troppa larghezza, da parte delle Organizzazioni agricole, in sede di rinnovo del loro contratto di categoria. Tuttavia, anche in questo caso, la disponibilità dei sindacati ha permesso di contenere gli aumenti nei limiti dell'adeguamento al costo della vita – ben maggiore del tasso di inflazione ufficiale – e la sua graduale ripartizione nel tempo, la fine di rendere gli adeguamenti retributivi più facilmente sostenibili da parte delle imprese agromeccaniche.

Nella Tab. 1 sono riportate le retribuzioni medie giornaliere, valide per le regioni in cui è stato sottoscritto il contratto integrativo territoriale e per quelle che ne sono ancora prive, per il periodo dal 1° aprile 2015 al 31 marzo 2016. Nella Tab. 2 è indicata l'entità degli adeguamenti retributivi, su base mensile, e delle retribuzioni mensili su base nazionale, per i periodi dal 1° aprile 2015 al 31 marzo 2016, dal 1° aprile 2016 al 31 marzo 2017 e dal 1° aprile 2017 al 31 marzo 2018. di R.G.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome