A inizio anno presentammo in anteprima, su questo sito, il prototipo del nuovo T7 XD, di New Holland. Un trattore che si affianca, verso l’alto, al T7 HD e punta a sostituire, nel vecchio continente, il T8: efficiente e performante finché si vuole, ma troppo “americano” per risultare vincente nell’agricoltura europea. Si aggiunga che le imprese agricole, nel Continente come in Italia, stanno crescendo di dimensione e dunque richiedono macchine sempre più potenti e al tempo stesso versatili ed ecco pronto il mercato per un nuovo trattore: più grande del T7, più snello del T8.
I test in campo, dopo una prima fase prototipale durata per tutto il 2025, sono proseguiti anche la scorsa primavera e siamo ormai alla terza generazione di prototipi. Macchine praticamente definitive, a cui manca soltanto la produzione in serie.
New Holland ha deciso di presentarle agli agricoltori e contoterzisti con una campagna in grande stile, che ha girato tutto lo Stivale, offrendo alcuni esemplari in prova agli interessati, ossia vecchi clienti e clienti potenziali. Ovviamente ne abbiamo approfittato per vedere come e quanto è migliorato il nuovo T7 rispetto a quello che ci era stato descritto, a inizio 2026, dai fratelli Sardo di Alessandria. Di seguito, le novità e le nostre impressioni dopo un primo veloce test in campo, realizzato con un preparatore Performer 4000 della Kuhn.
T7 XD e T8: stesso motore? Ni

Non cambia, rispetto al T8, nella struttura, ma in alcuni particolari importanti, sì. Per esempio, monta un turbocompressore in grado di dare la potenza massima già a 1400 giri, in omaggio al principio, ormai molto diffuso, che vuole tanti cavalli a basso regime, per ridurre i consumi e il rumore a bordo. Sono state modificate anche le masse radianti: aumentate del 17% rispetto ai T8, dovrebbero risolvere qualsiasi problema di raffreddamento. Da notare, in materia di calore, le aperture laterali che dovrebbero far uscire l’aria calda dal cofano prima che raggiunga il parabrezza e di conseguenza la cabina.
Per il resto, abbiamo sotto il cofano un Cursor 9 da 8,7 litri, con pompa dell’olio strutturale, rastremato nella parte bassa per migliorare la sterzata. I cavalli, per il modello più potente, sono 435 con boost attivo. La coppia massima, 1.815 Nm, si ha a partire da 1400 giri, come abbiamo anticipato. Interessante anche il regime di minimo ridotto a 650 giri, altro stratagemma per far consumare meno.
Infine, piacerà molto agli agromeccanici che fanno tanta strada il freno a decompressione, un sistema diverso dal comune freno motore, brevettato da Iveco nel 1996 e riservato da quest’ultimo ai trattori New Holland, oltre che ai propri mezzi stradali. In sostanza, è una soluzione che annulla l’effetto molla presente nei freni-motore tradizionali (freni a farfalla). In questi ultimi, infatti, un flap chiude lo scarico durante la risalita a vuoto del pistone nel cilindro. La compressione dell’aria all’interno di quest’ultimo crea tuttavia un effetto-molla che spinge poi verso il basso il pistone, riducendone l’effetto frenante. Nel freno a decompressione, quando il pistone è vicino al punto morto superiore, un sistema a camme apre brevemente le valvole di scarico, lasciando uscire l’aria fortemente compressa dal pistone. In questo modo si annulla la spinta elastica verso il basso e anzi il pistone deve compiere un lavoro per vincere l’effetto-vuoto che si crea nel cilindro prima che si aprano le valvole di aspirazione. L’azione del turbo a geometria variabile, che in fase di frenatura manda più aria nei cilindri, aumentando la resistenza alla risalita del pistone, migliora ulteriormente l’effetto frenante (fino a +166% rispetto al classico freno-motore, secondo Cnh).
Trasmissione da 66 km/h
Uguale nella sostanza, modificata in mille dettagli. Così Cnh presenta il cambio a variazione continua Autocommand, unica opzione possibile per i nuovi T7 XD. Il modulo, ci spiegano, resta il classico 4x2 (quattro gamme in avanzamento, due retromarce), irrobustito per sopportare i 435 cavalli prodotti dal motore. L’idrostato, per esempio, è stato potenziato, per lavorare a pressioni più elevate e, di conseguenza, scaricare a terra più kilowatt. Inoltre, i due sincronizzatori delle retromarce non sono più azionati da un’unica asta, ma da un’asta ciascuno. Questo, ci dicono, migliora le prestazioni in retro e un’eventuale attività con guida retroversa.
Dal punto di vista del conducente, le modalità di guida restano le stesse. La prima è quella Automatica, adatta ai lavori in campo, quando si lascia gestire il regime al software, fissando la velocità target. Simile ma pensata per la strada la funzione Cruise: in questo caso il trattore mantiene la velocità con meno adeguamenti del regime. Guida Manuale e Pto, infine, permettono rispettivamente la gestione completa da parte dell’operatore e il mantenimento del regime in caso di lavoro con la presa di potenza.
Tra le funzioni accessorie, ricordiamo l’arresto in salita senza uso del freno e Intelligent Trailer Braking, che aziona automaticamente il freno del rimorchio quando si riduce la velocità usando il cambio e non il pedale del freno del trattore. In questo modo non si hanno disallineamenti del convoglio né il noto effetto di spinta del carro rispetto alla trattrice. Interessante, in materia di automatismi, anche la Baler Mode, grazie alla quale il trattore compensa, con un’azione coordinata di motore e sospensioni, il caratteristico dondolio trasmesso dalle presse quadre.
Infine, ma non certo meno importante, abbiamo le nuove sospensioni indipendenti sul ponte anteriore. Con un’escursione massima di 25 cm e assale a bracci indipendenti, compensano con estrema efficacia buche e vibrazioni e dispongono inoltre della funzione di riduzione dell’imbardata in curva, per facilitare i trasporti su strada. Sono state progettate internamente dal gruppo Cnh e rappresentano, sostiene quest’ultimo, lo stato dell’arte in materia di ammortizzatori per macchine agricole.
Idraulica e comfort
Impianto idraulico migliorato nel circuito di raffreddamento ma sostanzialmente invariato nelle portate. Alla pompa LS da 220 litri al minuto se ne può aggiungere una seconda da 140 l/min, per un totale di ben 360 litri al minuto di portata. Più che sufficienti ad alimentare i cinque distributori posteriori e i tre ventrali, uno dei quali dedicato al sollevatore anteriore. Nell’ultimo allestimento preserie, i T7 XD sono dotati di attacchi rapidi ad asse inclinato, per facilitare l’innesto, e sistema di decompressione con levette di scarico. Il sollevatore posteriore alza fino a 117 quintali alle rotule, quello anteriore arriva a 58. La presa di potenza posteriore raggiunge i 540 giri a 1600 giri motore e la velocità massima (1.000 giri) a 1850 rpm.
Anche l’abitacolo deriva dai T7 HD, ma è stato modificato e migliorato in molti aspetti. La scaletta di accesso, per esempio, è più larga e presenta luci di cortesia a Led. Lampade a Led anche per i fari stradali e di lavoro, con possibilità di montarne di ulteriori in caso di particolari necessità operative. All’interno, troviamo il solito ambiente New Holland, con un eccellente livello di insonorizzazione (68 decibel dichiarati dal costruttore), la classica cloche multifunzioni e, accanto, il joystick dell’idraulica. Il comfort di lavoro è migliorato dal frigorifero installabile in fabbrica e dalle sospensioni, meccaniche o idrauliche, che ammortizzano la cabina. Per l’elettronica abbiamo il monitor Intelliview da 12 pollici e la connettività isobus di serie, mentre funzioni come la sterzata automatica Intelliturn e Isobus Tim sono disponibili a richiesta. Installato di serie anche Field Ops, il sistema di connettività che permette raccolta e trasferimento dei dati di lavorazione, invio delle informazioni sui terreni da lavorare da parte della sede centrale, condivisione del monitor da remoto e funzioni di telemetria e controllo proattivo da parte dell’assistenza New Holland.
T7 XD - La prova

Eccoci al test in campo. Lo abbiamo eseguito ai confini tra Lodi e Piacenza, sfruttando la tappa del tour organizzata (in modo impeccabile, va detto) da Terrepadane, concessionario per Piacenza, Lodi, Pavia e parte del Milanese. Il T7 XD, versione 440, era abbinato a un coltivatore combinato Performer della Kuhn, largo quattro metri. Attrezzatura composta da due file di dischi (30 in totale) e 14 ancore suddivise in quattro file, in grado di lavorare fino a 35 cm di profondità. Un attrezzo per il quale il costruttore consiglia un minimo di 240 cavalli di potenza e fino a 400 di potenza massima.
Buone le prestazioni del T7 XD, che su sodo ha trainato il coltivatore a velocità superiori ai 7,5 orari, mantenendo il regime a circa 1500 giri, nonostante un carico motore sempre superiore al 90%. Si vedono insomma i risultati della coppia massima presente già a 1400 giri e che non richiede regimi elevati per esprimere tutta la forza di traino del trattore. Tutto questo è accaduto senza apparente sforzo del motore, che lavorava tranquillo e soprattutto silenzioso. Al punto che, stando al posto di guida, era appena avvertibile.
L’isolamento acustico della Horizon Ultra è davvero eccellente: i 68 decibel si sentono (anzi, non si sentono) tutti. Notevole anche l’ammortizzamento, sia dell’abitacolo, sia del sedile conducente. Ma sono senza dubbio le sospensioni indipendenti a dare una marcia in più al T7. Viaggiando a velocità superiori ai 20 km orari in pieno campo si sentivano a fatica i sobbalzi più evidenti, mentre le normali asperità del terreno sono state totalmente azzerate. Sarebbe interessante, a questo punto, valutare l’efficacia delle nuove sospensioni su strada, magari con un carico importante.
Torniamo però alla postazione di guida. Il bracciolo è quello noto e lo stesso vale per il display: sufficientemente intuitivo, soprattutto per chi ha già avuto a che fare con il software Cnh. Buona la leva multifunzioni, sebbene continui a mantenere un design in voga ormai vent’anni fa (molti concorrenti si sono convertiti alla cloche orizzontale, nel frattempo). Il joystick dell’idraulica, vecchio pallino di New Holland, fa il suo lavoro e anche se un trattore come questo non è pensato per il caricatore frontale (almeno, non in Italia), può tornare utile in diverse situazioni. La possibilità di abbinarvi i distributori che si usano di più in quel momento rappresenta poi un’ulteriore possibilità di scelta per il conducente, che può in pratica costruirsi un quadro comandi come lo preferisce, in linea con l’attività di quel giorno. Concludiamo con la visibilità, esterna e interna. Sulla prima nulla da dire: si vedono perfettamente le ruote anteriori e, girandosi, gli attacchi del sollevatore posteriore. I parafanghi, pur alti, non ostacolano la visuale sulle ali dell’attrezzo. Per quanto riguarda gli interni, lo schermo lucido del display ogni tanto crea riflessi, ma nel compenso le informazioni sono leggibili. Ancor meglio il cruscotto digitale: sarà la posizione, sarà il tipo di schermo, ma quasi mai ha avuto riflessi tali da rendere difficoltosa la visione.
Alla luce di questa prima parziale esperienza, possiamo insomma dire che l’esperimento tentato con la linea XD del T7 sta riuscendo. La macchina è versatile: sicuramente più gestibile del T8, grazie a una carreggiata di 3,2 metri contro 3,55, ma resta un trattore “importante”: 12,4 tonnellate di peso (2 più della versione HD) migliorano la stabilità e il traino rispetto al T7 Hd e al tempo stesso riducono leggermente il compattamento rispetto al più pesante T8. A ciò contribuisce anche il telegonfiaggio degli pneumatici, composto da un sistema a linee indipendenti su ogni ruota, che non restano in pressione quando non sono utilizzate. Da elogiare, anche, la scelta di caricare più peso sull’avantreno, in modo da ottenere un miglior bilanciamento quando si lavora con un attrezzo interrato e il peso, forzatamente, si sposta sull’assale posteriore.
Chiudiamo con la maneggevolezza: la cassa del motore scavata la migliora, ma ovviamente la macchina risente di dimensioni e peso importanti, nonché del passo da 3,19 metri. Nel complesso, il T7 XD è una macchina da tenere sicuramente d’occhio.
Guarda il video del New Holland T7.440 XD







