Massey Ferguson 8S, il trattore che stupì il mondo sei anni fa, torna a far parlare di sé. Senza dubbio non con la stessa forza, perché stavolta non ha rotto gli schemi del design per la meccanica agricola, ma più semplicemente aggiornato in alcune parti, nemmeno le principali, la propria immagine. Chi l’ha pensata, comunque, ha giudicato l’innovazione sufficiente a far cambiare parzialmente il nome: non più 8S, che dunque va in pensione dopo soli sei anni di servizio, ma 8S Xtra: l’acronimo utilizzato da Massey Ferguson per indicare rinnovamenti non così radicali da imporre la nascita di una nuova serie, ma sufficienti a richiedere un’aggiunta alla denominazione originaria. La nuova versione fu presentata giusto un anno fa in Francia e poi ufficialmente ad Agritechnica e sta arrivando nelle campagne proprio in questi mesi. Dal momento che per caratteristiche di peso, cavalli e comfort è una macchina “da contoterzisti”, l’abbiamo scelta per inaugurare una nuova iniziativa di questa rivista: le impressioni d’uso su macchine nuove. Un’occasione in più di approfondimento — questa volta dedicata soprattutto alle novità del mercato, messe in prova non appena disponibili — che si affianca al glorioso Provato da Voi, che tanto ha fatto discutere, fin dalla sua nascita, ormai 24 anni fa.
I cambiamenti
Visto che stiamo raccontando un aggiornamento, cominciamo con lo scrivere cosa è cambiato rispetto agli 8S prima versione. O meglio, diciamo cosa non è cambiato, giusto per fissare alcuni punti.
Restano uguali motore, trasmissione e idraulica e in gran parte anche la cabina. Tutto come prima, quindi? Non proprio. Per quanto riguarda il motore, è stato aggiornato il software che lo gestisce e soprattutto quello che avvia e arresta la ventola di raffreddamento. Che ora, su richiesta, è anche reversibile. Non dimentichiamo poi la griglia del cofano, ampliata per aumentare l’ingresso di aria verso radiatori e filtro. È infatti noto gli 8S prendono aria dal retro del cofano, grazie allo spazio tra quest’ultimo e la cabina. Una soluzione altamente innovativa, introdotta con la prima generazione e che non è stata minimamente modificata.
Guardando alla trasmissione, la novità non è tanto quel che c’è, quanto ciò che non c’è più: scompare infatti il cambio a sette rapporti powershift Dyna 7, vecchia gloria MF, e sul mercato restano quindi la trasmissione a variazione continua Dyna Vt e il cambio a doppia frizione Dyna E-Power. C’è qualcosa di nuovo anche attorno all’impianto idraulico. Ferma restando la portata della pompa (205 litri al minuto) e il numero di distributori (cinque posteriori e tre ventrali), troviamo ora, sugli attacchi rapidi, le leve di decompressione, utili per sganciare gli innesti anche con olio in pressione.
Ritocchi estetici
Sugli 8S Xtra è presente un impianto di illuminazione maggiorato, con fari a Led per un totale di 50 mila lumen. Vi sono stati poi interventi estetici al cofano e al tubo di scarico, che diventa uguale a quello del 9S. In cabina sono disponibili altoparlanti Focal per una miglior fruizione di telefonate e contenuti audio. Allo stesso scopo, il sistema digitale è predisposto per utilizzare Android Auto e Apple Car Play. Serve però un monitor esterno, che si aggiunge al tradizionale Datatronic 5. Il quale si gestisce come un cellulare, con più schermate tra cui navigare, e dispone di funzioni come la suddivisione dello schermo, per avere in contemporanea telecamera o parametri di lavoro e guida satellitare. Quest’ultima può essere Novatel o Trimble, ma stante l’acquisizione di quest’ultima da parte di Agco, è abbastanza naturale che il costruttore inviti a installare la soluzione ormai diventata di casa.
Mf 8S Xtra - Riepilogo
Prima del resoconto sul nostro test in campo, è utile un veloce riepilogo sulle caratteristiche degli 8S, ora in versione Xtra.
Iniziamo dal motore, che come abbiamo visto non è cambiato: resta un Agco Power da 7,4 litri, con tecnologia Scr e formula All-in-One, ossia con gli elementi per la riduzione delle emissioni concentrati alla base dello scarico, per lasciare posto, sotto al cofano, alle componenti interne della macchina.
Motore assai noto, il 7,4 litri produce, sulla serie in esame, fino a 224 kW (305 cavalli) e 1280 Nm di coppia massima tra 1.000 e 1.500 giri motore. La coppia alla Pto, da scheda tecnica, è di 268 cavalli per il modello 8S 305.
La scelta in materia di trasmissioni, dopo l’eliminazione di Dyna 7, è tra la variazione continua Dyna Vt e la E-Power, ossia il cambio a doppia frizione (dual clutch), con azionamento elettroidraulico dei pacchi frizione per i cambi di gamma. Diversamente dai sistemi a doppia frizione di alcuni concorrenti, infatti, quello di Massey Ferguson ha il doppio albero, con innesto alternato, sui passaggi di gamma e in particolare su secondo e terzo rapporto meccanico, che sono i più utilizzati in campo. In questo modo, sostiene il costruttore, è possibile ottenere una guida paragonabile a quella con cambio cvt anche nelle velocità tipiche del lavoro in campo, con in più una maggior efficienza della trasmissione e consumi leggermente ridotti rispetto a Dyna-Vt. È un peccato, pertanto, che questa soluzione sia presente a listino soltanto fino agli 8S 265: i due modelli più grandi hanno infatti soltanto il cambio a variazione continua.
L’impianto idraulico si basa su una pompa da 110, 150 o 205 litri al minuto, quest’ultima di serie sulle macchine con cambio a variazione continua. Aziona fino a cinque distributori posteriori e tre ventrali, uno dei quali dedicato al sollevatore anteriore. Grazie alla modalità Eco, fornisce la massima portata già a 1650 giri del motore. Buone le prestazioni degli attacchi a tre punti, con 10 tonnellate posteriori e 4,8 anteriori, ovviamente sempre a controllo elettronico e con regolazione dello sforzo.
Una cabina che fa la differenza
Non c’è bisogno di dire che è nella cabina e nella struttura generale della macchina che 8S si differenzia da tutti gli altri trattori. L’architettura Protect-U si basa su una capsula, separata dalla cabina, in cui racchiudere il motore e tutti i componenti che a esso fanno riferimento. I radiatori sono stati spostati nella parte posteriore del cofano, dunque dietro al motore, e prendono aria (al pari del filtro) da un’ampia griglia sistemata tra il cofano e la cabina. Lo spazio libero tra di essi, pari a 24 cm, impedisce alle vibrazioni, e in parte al calore, di raggiungere la postazione di guida. Il risultato è, oltre a una maggior facilità di raffreddamento per il climatizzatore, un livello sonoro interno di soli 68 decibel, utili a lavorare in pieno comfort.
Sensazione alla quale contribuiscono anche le dimensioni e l’organizzazione dell’abitacolo. Per quanto riguarda le prime, abbiamo 3,4 metri cubi di volume - un record per la classe di potenza indicata - e circa sei metri quadrati e mezzo di superficie vetrata, che nelle intenzioni dei progettisti regalano visibilità a 360 gradi. Richiuso lo sportello, troviamo interni curati, con la classica leva Multipad che controlla avanzamento, direzione, sollevatore, due distributori, attivazione della guida automatica, memoria di regime motore e due velocità target. Vi sono infine due tasti programmabili per le funzioni preferite dal conducente o quelle più utilizzate in base al lavoro di quel giorno. Le informazioni standard sono fornite dal cruscotto digitale, V Display, messo in verticale, sul montante anteriore destro. A esso si aggiunge il monitor principale (Datatronic 5,9 pollici touch), fissato al bracciolo e di serie per gli allestimenti Exclusive. A richiesta, si può aggiungere un secondo display: è il Fieldstar 5, che visualizza impostazioni Isobus, telecamere e guida automatica.
È in questo ambiente di lavoro che troviamo le novità più appariscenti della versione Xtra. Intanto, la possibilità di utilizzare Android Auto o Car Play, con apposito piccolo monitor dedicato. Poi il poggiatesta girevole, gli altoparlanti della Focal, le tendine parasole a posizionamento continuo (senza posizione prefissata), la possibilità di gestire il software della macchina scorrendo tra le schermate, come fosse un tablet o un pc di ultima generazione. Tanti accorgimenti, insomma, per ringiovanire un trattore che, comunque, aveva soltanto sei anni di vita.
Facciamo aratura con 8S Xtra

Questo spazio non è però pensato soltanto per presentare le nuove macchine, ma soprattutto per dirvi come funzionano; perlomeno, per il poco tempo in cui le possiamo usare.
Per far conoscenza con 8S Xtra ci siamo appoggiati a un neo-proprietario, Gaetano Vicini, contitolare di un’azienda zootecnica del Cremonese. Di concerto con Massey Ferguson Italia e la concessionaria di zona Laini, ci ha prestato il suo 8S.265 per qualche ora. La macchina era abbinata a un Warrior della Moro Aratri. Un pentavomere a cui, per l’occasione, è stato rimosso l’ultimo vomere, per non avere eccessivo peso e assorbimento di potenza su una macchina che ha 265 cavalli di potenza massima.
Diamo anzi due specifiche sul modello in prova, prima di iniziare con il resoconto. Vicini e famiglia hanno acquistato un 8S.265: il terzo della serie per potenza, subito dietro al 305 e al 285. Grazie all’Epm, ossia l’extra-potenza, attiva in trasporto e con Pto in funzione, raggiunge i 285 cavalli e i 1.280 Nm di coppia (1.260 Nm la coppia massima standard). Per il resto, dalle prestazioni dei due sollevatori alla cabina, è identico agli altri modelli della gamma. Ultima particolarità degna di nota: il .265 è il più potente tra gli 8S Xtra offerti con il cambio a doppia frizione Dyna-E Power. Essendo il 285 e 305 cv, come già scritto, soltanto cvt.
In questo caso, comunque, la macchina in uso montava un cambio a variazione continua. Con essa abbiamo arato alcuni ettari di terreno piuttosto compatto a Vailate, provincia di Cremona ma ai confini con la Bergamasca. Un terreno, ci dicono i proprietari, che da bagnato mette in difficoltà macchine di ogni tipo. Non nel nostro caso, dal momento che il suolo, pur compatto, era perfettamente asciutto e quindi offriva una buona aderenza.
Lo dimostrano le prestazioni in aratura: con larghezza di lavoro di 2,7 metri e profondità di circa 35 cm, il nostro 8S ha mantenuto una velocità di circa 10,5 km orari, senza mai andare in difficoltà. Il passo di 3,05 metri, unito al buon bilanciamento dei pesi e a una massa di 10 tonnellate senza zavorra, assicurano un traino davvero potente, anche con attrezzi impegnativi o molto pesanti. A evitare impuntamenti pensano la trasmissione, che gestisce bene il motore, e la regolazione dello sforzo sul sollevatore posteriore, che ci è sembrata più che in media per la categoria. La gestione automatica del regime, che lascia abbassare i giri, riducendo rumore e consumi istantanei, ha mostrato i suoi benefici nei punti con terreno più sciolto, dove ha abbassato il regime sotto quota 1.800 rpm.
Nel normale uso (trasferimenti, svolte etc) abbiamo apprezzato il sistema di sospensioni, ben distribuite tra ponte anteriore e cabina, e la manovrabilità, accentuata da un angolo di sterzo molto ampio, nonostante le dimensioni significative della macchina (5,37 metri di lunghezza).
Parliamo però anche della Protect-U, ossia del progetto di isolamento totale del motore con cabina a se stante. I modelli finora sul mercato - e sono parecchi, ormai - non hanno dato particolari problemi di surriscaldamento, nonostante l’insolita soluzione adottata per i radiatori. L’ulteriore ampliamento della griglia di aerazione posteriore servirà poi a mandare ancora più aria nel motore e nel filtro.
Entriamo in cabina, per capire come si comporta. La sensazione è quasi di non avere un motore termico davanti al parabrezza. Il suo rumore è infatti appena avvertibile, anche quando il regime aumenta. La postazione di guida elevata migliora la visibilità anteriore, favorita anche dal parabrezza inclinato oltre i 90°, per facilitare la caduta della polvere. Buona, senz’altro, la visibilità posteriore, anche con attrezzature parecchio larghe.
Utilizzato in una giornata non particolarmente calda, il climatizzatore non ha avuto alcuna difficoltà a mantenere un ambiente di lavoro gradevole. Portato sulla massima velocità, diventa leggermente rumoroso ma crediamo che una ventilazione simile sarà necessaria soltanto per un primo raffrescamento dell’abitacolo lasciato fermo al sole. Lo possiamo considerare, se vogliamo, un parziale difetto di una macchina che, per il resto, ne ha davvero pochi. Potremmo forse aggiungere un sistema operativo non dei più semplici, ma sarebbe ingiusto non riconoscere che nelle ultime versioni il software di Massey Ferguson è diventato più intuitivo e user-friendly rispetto agli anni passati.
Adatto ai contoterzisti
Questa testata è dedicata in primo luogo ai contoterzisti e allora la domanda fondamentale a cui dobbiamo rispondere è fin troppo scontata: 8S Xtra è un trattore “da contoterzista”? La nostra risposta, seppur condizionata dalle poche ore di lavoro fatte, è sì. Le dimensioni, il peso e le performance si adattano bene a un’impresa agromeccanica. Ma soprattutto, è da contoterzista - indicando con questo termine qualcuno che sta alla guida per tutto il giorno - il comfort. Il rumore quasi assente, la buona visibilità, le sospensioni eccellenti perdonano otto o nove ore passate a controllare il lavoro e contemporaneamente a telefonare, dare istruzioni al personale, pianificare l’attività dei giorni a venire e, perché no, prendersi anche qualche momento di pausa ascoltando buona musica.





