SPECIALE MIETITREBBIE

Mercato ancora in difficoltà

Le immatricolazioni sono scese del 5%, le vendite al dettaglio dell’11%. Ma soprattutto è il quarto anno consecutivo di calo

Il calo non è di quelli vertiginosi (-5%), ma è comunque il quarto anno
consecutivo di calo. Se paragonato alle 631 macchine immatricolate nel 2008, con
le 390 del 2012 praticamente in quattro anni il mercato italiano di
mietitrebbie ha perso il 38% in termini di immatricolazioni. Dunque, un trend
decisamente negativo che ancora non ha trovato la via della ripresa.

Il dato delle vendite al dettaglio è ancora più negativo, dato che nel
2012 si stimano 330 macchine circa vendute, per un -10/11% sull’anno
precedente. Cosa è successo nel 2012 è presto detto. In Italia ha pesato la crisi
economica generalizzata e la conseguente difficoltà di accesso al credito. In
più, in particolare nel Nord Italia molti terreni maidicoli sono stati
trasformati da mais da granella a mais da trinciato, con conseguente ulteriore
spinta sul mercato delle trince a scapito delle mietitrebbie.

Altra chiave di lettura è quella della tipologia delle mietitrebbie. In
pratica, sono cresciute in termini assoluti, e quindi anche in termini
percentuali, le autolivellanti, grazie alla stagione straordinaria dei cereali
autunno-vernini. In pratica si sono vendute almeno 10 autolivellanti in più,
che ha portato la quota percentuale di queste macchine dal 22 al 28%. A pagare
dazio sono state le convenzionali, scese dal 48 al 43%, mentre sostanzialmente
stabili sono risultate le non convenzionali. All’interno di queste sembrano
aver guadagnato quota le assiali, anche in virtù del mais fortemente
contaminato a causa del clima siccitoso che ha spinto molti contoterzisti verso
questa tipologia di mietitrebbie (oltre alla dismissione da parte di John Deere
dei suoi modelli ibridi C per spingere sulle rotative S).

Quote di mercato

Per quanto riguarda la ripartizione delle quote di mercato per marchio,
torniamo alla lotta tra Claas e New Holland per il primo gradino del podio. Come
due anni fa si ripropone un testa a testa con circa il 31% di quota per
ciascuno dei due marchi, anche se tra i due in termini percentuali sembra aver perso
maggiormente il marchio tedesco rispetto a quello di Fiat Industrial. Al terzo
posto si colloca sempre Laverda, con un 21% di quota, in calo rispetto all’anno
precedente nonostante le buone performance delle autolivellanti, dove ha fatto
grandi passi avanti New Holland.

Tutto sommato buona la performance di John Deere, saldamente al quarto
posto con l’11% di quota, mentre Case IH, pur mantenendo una quota del 3-4%,
non ha brillato ed è stata raggiunta da Deutz-Fahr, che sta lavorando molto in
questo comparto e sta cominciando a raccogliere i suoi frutti.

Stagione 2012/13 stabile?

L’inizio della stagione 2013 viene giudicato dai player sul mercato
italiano abbastanza positivo, perché ci sono trattative aperte che lasciano ben
sperare. Da parte di tutti allo stato attuale si prevede un’annata in linea con
il 2012, quindi sulle 330-340 macchine vendute, in attesa di tornare alle 400
unità nel 2014 e nel 2015. Sarà interessante vedere se il boom delle semine di
frumento dello scorso autunno avrà un effetto sul numero di macchine e
soprattutto sulla tipologia di mietitrebbia che verrà scelta dai contoterzisti.

Chiudiamo con il solito accenno agli altri mercati europei. Molto bene
la Francia che, dopo il boom del 2011, ha chiuso in sostanziale stabilità, così
come il Regno Unito, probabilmente grazie al buon livello del prezzo dei
cereali e alla situazione politica agricola favorevole. La Germania, invece, ha
perso l’8% di immatricolazioni, ma va detto che veniva da un 2011 straordinario
(2mila macchine vendute, +38% sul 2010). A piangere miseria, come spesso
succede negli ultimi anni, il Sud Europa, con in particolare la Spagna che è
scesa sotto le 300 macchine vendute, pari a un -21% sul 2011. Dunque, un’Europa
a due velocità, con il Nord Europa che mette a segno un +15/20% sul 2011 e il
Sud Europa che chiude a -10/15%: del resto, la situazione politica e
finanziaria della seconda metà dell’anno ha chiaramente influenzato di più tutta
l’area mediterranea. Europa Centrale e Repubbliche Baltiche, infine, hanno
visto una forte accelerazione delle vendite (+21%) grazie anche alle
sovvenzioni europee all’agricoltura della nuova Ue a 27.

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