MECCANIZZAZIONE

Same Deutz-Fahr, redditività al top

Il gruppo di Treviglio chiude il bilancio 2012 con un fatturato di 1,2 miliardi, un margine lordo di 99 milioni e un utile netto consolidato di 50 milioni di euro. Innovazione e investimenti fulcro della politica di sviluppo

In uno scenario complessivamente grigio a Treviglio spuntano sorrisi. Lodovico Bussolati, amministratore delegato del gruppo Same Deutz-Fahr, si presenta in conferenza stampa con risultati lusinghieri e un ottimismo diffuso.
I numeri sembrano dargli ragione. Il bilancio di esercizio 2012 si è chiuso con un fatturato di 1.187,8 milioni di euro, in crescita del 6,6% rispetto all'anno precedente. Ma ciò che rimarca Bussolati è il miglioramento della redditività e di tutti gli indici finanziari. Il livello di Ebitda, sostanzialmente il margine operativo lordo, è cresciuto di un altro 0,6% rispetto al 2011, assestandosi all'8,4%, «e i 99 milioni di euro del 2012 - sottolinea l'ad - sono il miglior risultato di sempre». Crescono anche l'Ebit, che passa dal 5,6 al 6,1% dei ricavi 2012 e, soprattutto, l'utile netto consolidato: 50,1 milioni (30,2 milioni nel 2011).
«Il ritorno a una buona redditività - evidenzia Bussolati - permette di continuare la politica di innovazione e investimenti. Fra il 2007 e il 2011 sono stati investiti 114 milioni di euro. Nel piano 2012-2016 sono previsti investimenti per 266 milioni di euro, oltre il doppio».
Aspetto che si ripercuote anche sul personale: «Nel 2010 - continua Bussolati - il gruppo aveva 2.450 dipendenti. A fine 2013 ne avrà 3.100, quasi la metà in Italia. In un momento economico come l'attuale il dato va rimarcato». Tornando al fatturato, i trattori segnano un aumento del 6% raggiungendo i 907,7 milioni di euro, il comparto full line registra una crescita del 29% sul 2011, raggiungendo i 42,4 milioni, mentre i ricambi arrivano a 204,9 milioni (+8% sul 2011).
A livello di produzione il 2012 ha visto l'uscita di quasi 32mila trattori, 17.500 motori e di 520 macchine da raccolta (340 mietitrebbie e 180 fra vendemmiatrici e macchine per le olive). Le previsioni per il 2013 sono in aumento: «Abbiamo un target di 38mila trattori, grazie anche al sensibile aumento della produzione cinese, che passerà da 5.500 a 9.000 unità. L'obiettivo di medio periodo (entro il 2015, ndr) per le mietitrebbie è di arrivare a 600 macchine».
Bussolati analizza poi l'andamento dei mercati e conferma quell'Europa a due velocità di cui si parla da tempo. «Italia, Spagna e il Sud Europa sono in sofferenza, mentre l'Europa continentale, con Francia e Germania in primis, continua a essere ben intonata. L'Est si è un po' fermato, a causa dello stop agli aiuti comunitari. Andamenti questi che in Europa sembrano confermarsi nel 2013, anno in cui prevediamo una leggera contrazione a livello numerico e una stabilità in termini di fatturato. Stabilità favorita anche dal costante aumento delle alte potenze, superiori ai 130 CV».
«La strategia di internazionalizzazione - puntualizza Bussolati - continua e vanno in tal senso i due nuovi accordi di joint venture sottoscritti: il primo in Turchia con il produttore locale Šahsuvaroglu, che già fabbricava trattori su licenza del gruppo; il secondo in Russia dove è stato siglato un accordo con la società Jsc Kirovskyzavod. E ancora. In India, nel 2012 abbiamo prodotto circa 15mila motori, mentre in Cina crescono i numeri dell'accordo con Changlin».
Bussolati scopre poi un po' di carte sulle novità future: «Dopo il notevole successo della serie 7 di Deutz, presenteremo all'Agritechnica di Hannover, le nuove piattaforme per i trattori di alta potenza, quelle da 300 e da 400 CV. E senz'altro avremo una novità di rilievo anche nel comparto mietitrebbie».

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