EIMA

L’Eima a Bologna fino al 2024

Intesa fra FederUnacoma ed ente fieristico. Verrà costruito un altro padiglione.

I sostenitori del trasferimento dell’Eima a Milano dovranno mettersi il cuore in pace per un po’ di tempo. L’anima bolognese della meccanizzazione agricola italiana ha stravinto la partita: a metà luglio è stato firmato da FederUnacoma (la federazione dei costruttori di macchine agricole) e BolognaFiere l’accordo per il rinnovo a lungo termine della collaborazione fra le due strutture.

E così a Bologna, oltre alle edizioni del 2012 e del 2014, già previste dal precedente accordo, si svolgeranno almeno altre 5 edizioni dell’Esposizione internazionale di macchine agricole. Ciò significa fino al 2024.

Intesa che consolida un rapporto nato nel 1969 e puntella l’Eima nel calendario internazionale delle manifestazioni di settore: Bologna ogni novembre degli anni pari, ‘lasciando’ gli anni dispari al Sima parigino (febbraio) e ad Agritechnica di Hannover (novembre).

Da 100mila a 130mila mq

Visto il trend in crescita di Eima International (si veda box basso), l’accordo prevede un ulteriore ampliamento del quartiere fieristico bolognese. «Nel medio periodo - evidenzia il presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli - contiamo di portare da 100mila a 130mila metri quadrati lo spazio coperto. Il piano industriale 2013-2015 prevede 40 milioni di euro di investimenti per l’allargamento nell’area nord del quartiere. Dal 2015 verranno poi stanziate ulteriori risorse per la costruzione di almeno un altro padiglione, forse due. L’accordo con FederUnacoma dà l’avvio a un vero e proprio partenariato tra BolognaFiere e Federazione».

Soddisfatto anche Massimo Goldoni, presidente di FederUnacoma, per il quale «la fiera di Bologna gode di grande immagine e reputazione, e costituisce per la meccanica e la motoristica uno dei poli di riferimento a livello mondiale».

Il mercato non si riprende

Certo se il mercato desse una mano la soddisfazione sarebbe ancora maggiore. «Alcuni segnali di miglioramento - continua Goldoni - si intravedono, dopo il forte dissesto iniziato nel 2008, ma la situazione è variegata e preoccupa particolarmente la recessione dell’area mediterranea e di mercati come Spagna, Italia, Portogallo e Grecia».

In effetti i numeri appaiono impietosi. L’ultimo bollettino Ansemat (l’associazione dei costruttori spagnoli di macchine agricole) segnala un ulteriore calo del 16% nel mercato trattori nei primi 5 mesi 2012. Con una previsione finale di sole 8.500 macchine vendute nell’intero anno. «Purtoppo l’Italia - conclude Goldoni - non è da meno: i dati relativi al primo semestre indicano un calo del 21,9% nell’immatricolazione trattori, del 7,5% delle mietitrebbie e del 15,2% per i rimorchi».

Il timore di scendere sotto i 20mila trattori venduti nel 2012 si fa sempre più concreto.

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