Trincia John Deere 7780i ProDrive

La macchina è stata rivista dopo 2.600 ore di lavoro

Roberto Negroni è uno specialista della trinciatura ed è anche un assiduo cliente di John Deere, un marchio che conosce – è il caso di dirlo – come le sue tasche. Ciò nonostante, non è un "affiliato militante", nel senso che sa vedere, nelle macchine che acquista, anche i difetti. Così andarlo a trovare per sentire come lavora la sua 7780i ProDrive è senz'altro un'occasione importante per sapere come si comporta una trinciacaricatrice che è sì sorpassata come modello – i nuovi modelli John Deere sono arrivati sul mercato due anni fa – ma è ancora, per alcuni aspetti, lo stato dell'arte nel settore. Per esempio, per il sistema di rilevamento dei costituenti del trinciato, che si avvale di un laboratorio Nir montato sul canale di scarico del prodotto. Oppure per la dotazione elettronica. Che, come sappiamo, su un John Deere non è mai cosa da poco. Vediamo allora cosa è cambiato rispetto alla prima visita che facemmo alla famiglia Negroni (assieme a Roberto lavora in azienda il padre Enrico), nel maggio del 2014.

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