Trinciacaricatrice New Holland FR700

La macchina è stata valutata dopo 1.200 ore di lavoro

La storia delle trinciacaricatrici New Holland inizia nel 1961, con le SP 818 e prosegue poi, di modello in modello, fino alle FX, messe sul mercato venti anni fa e rimaste la soluzione di trinciatura New Holland fino al 2007, quando – come noto – il marchio di Fiat Industrial prova a tornare protagonista del mercato con le FR9000, macchina dell’anno ad Agritechnica. Oggi siamo alla terza generazione di FR, modificate con nuovi motori Tier4B e nuove potenze, ma anche con un aggiornamento elettronico e in cabina. Torniamo quindi a valutare una trinciacaricatrice in giallo, a qualche anno dal nostro ultimo servizio su queste macchine. Lo facciamo grazie a un contoterzista che non è un professionista della trinciatura, ma che ha comunque una buona conoscenza di New Holland, avendo in casa quattro mietitrebbie e avendone avute diverse altre in precedenza. È invece alla sua prima esperienza con una trinciacaricatrice. «Acquistata – ci spiega – per fare raccolta a servizio di un impianto di biogas, ma che utilizziamo anche per alcune stalle, sebbene su superfici molto ridotte».

Un’azienda di raccoglitori

Chi parla è Davide Giondi, agromeccanico davvero fuori dagli schemi, dal momento che fa esclusivamente raccolta, in particolare di prodotti da seme. Ha poi due vendemmiatrici, sempre New Holland, e la FR 700 cui dedichiamo questa prova. Una macchina non eccezionalmente sfruttata, ma che comunque fa una discreta quantità di lavoro. «Esattamente: ha un monte ore medio di 400 l’anno, tanto è vero che dopo tre campagne siamo a circa 1.200 ore lavorate. L’acquistammo per la stagione 2013, a inizio raccolta, e da allora l’abbiamo usata principalmente per mais e sorgo, con una barra Kemper da 6 metri (la classica 8 file, ndr). Inoltre fa raccolta di cereali vernini – principalmente triticale – che tagliamo con una testata Capello, una Spartan 600 che a mio avviso lavora davvero bene. Anche la Kemper – continua Giondi – è molto efficiente. Abbiamo il nuovo tipo, senza le due spirali esterne, ma ciò nonostante raccoglie il prodotto e lo trasporta ai rulli senza perdite e senza mai intasarsi. Per esempio, abbiamo trinciato del sorgo gigante – alto mezzo metro più della cabina, tanto che si guidava alla cieca – ma lo ha gestito senza alcuna difficoltà».

La testata di Giondi è dunque una 8 file con dischi grandi (1,35 metri di diametro). In alternativa, New Holland mette a disposizione la Kemper a dischi piccoli, da 65 cm, per la raccolta del prodotto più giovane. In questo caso la barra arriva a 12 file, mentre la versione a dischi grandi, per prodotto più sviluppato, si ferma a 10 file. Per i cereali vernini è invece disponibile la testata a taglio diretto da sei metri. Alle FR si possono infine abbinare, tramite apposito adattatore, tutte le testata da mietitrebbia compatibili con New Holland.

 

Leggi l’articolo completo su Il Contoterzista n. 1/2016 L'Edicola de Il Contoterzista

 

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