Seminatrice Semeato TDNG 300E

La seminatrice Semeato TDNG 300E è stata valutata dopo 700 ettari seminati

Quando si parla di semina su sodo è difficile non pensare a Semeato. La casa brasiliana che da oltre 50 anni produce macchine per la semina diretta è, senza dubbio, uno dei punti di riferimento nel settore. Anche nel nostro paese, sebbene la sua diffusione sia ancora relativa. Chi l’ha provata ne apprezza l’efficienza e soprattutto la capacità di lavorare anche su terreni molto duri, grazie al sistema a tripla molla e alla ruota compattatrice brevettata.
La Tdng 300E è una delle macchine più piccole di Semeato ('scendendo' troviamo la Shm, che allestita a cereali semina 221 cm) espressamente progettata per il mercato europeo, come sottolinea la casa costruttrice. Giusto dieci anni fa ospitammo, su questa rivista, la prova di uno dei primi esemplari arrivati in Italia, in provincia di Piacenza, a casa di Samuele Veneziani. Ora torniamo in Emilia Romagna, ma in provincia di Parma, per vedere se e cosa è cambiato in un decennio di esperienza.
Siamo, questa volta, a Sissa, a casa di Dante Micconi, contoterzista che già in più occasioni è stato protagonista del Provato da voi, per i suoi trattori Massey Ferguson, di cui Micconi possiede diversi esemplari. Uno di essi, il 5613, è usato proprio per lavorare con la Tdng 300E che, a casa Micconi, ha fatto, ormai, quattro campagne piene. Arrivata nel 2011, infatti, è stata usata fino all’autunno scorso per la semina del grano e poi di foraggi vari, oltre che per il rinfoltimento degli erbai. In tutto, ci dice il proprietario, ha accumulato circa 700 ettari di superficie seminata, equivalenti a meno di 500 ore: non moltissime, per quattro campagne, ma bisogna considerare che la semina su sodo è richiesta soltanto da una parte di agricoltori e che in stagioni particolarmente piovose non è la tecnica più indicata, in una zona di terreni difficili come il Parmense. «Naturalmente bisogna sapersi adattare alle condizioni climatiche – ci conferma Micconi – e quando il terreno è molto pesante, personalmente preferisco la minima lavorazione, che effettuiamo con una macchina combinata. Su terreno asciutto, invece, la Semeato funziona ottimamente, indipendentemente dalla presenza di residui».

Leggi l’articolo completo su Il Contoterzista n. 9/2015

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