Adr e Francia un legame molto speciale

Il gruppo varesino ha due sedi anche Oltralpe. E quella nelle Ardenne ha visto la recente visita del presidente Hollande

C’è anche un pezzo d’Italia nel piano Industria 4.0 messo in atto dalla Francia. E ha un nome preciso: Adr Group, l’azienda di Uboldo (Va) che già negli anni Novanta rilevò una società francese, la Colaert Essieux, nota per la produzione di assali e sospensioni complete per macchine agricole e industriali, e che tre anni fa si è ripetuta con l’acquisizione di una seconda società transalpina (la Sae-Smb).

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Da sinistra Flavio Radrizzani (presidente di Adr Group), Hollande e Davide Radrizzani.

Un episodio recente ha portato alla ribalta l’azienda italiana in Francia. Dal 2012, infatti, il governo francese ha sviluppato una strategia a vantaggio in particolare dell’industria automobilistica, per permettere a grandi gruppi come Renault e Peugeot di ristrutturarsi e di aumentare la loro capacità di investimento. Con lo scopo di valorizzare i risultati della sua politica industri
ale, il presidente della Repubblica francese François Hollande ha deciso di visitare a fine gennaio tre industrie nella zona delle Ardenne in Francia, area tipicamente dedita all’automotive. E tra le aziende visitate c’era anche la Société Ardennaise d’Essieux (Sae), con sede a Ham-les-Moines, che nel 2013 fu di fatto salvata dal fallimento grazie all’intervento di Adr. La Sae-Smb Industrie costruisce assali per rimorchi stradali, conta 76 dipendenti e in questi pochi anni ha già raddoppiato il suo fatturato (adesso intorno ai 20 milioni di euro). Hollande ha voluto incontrare la proprietà e visitare i capannoni come riconoscimento per gli ingenti investimenti (8 milioni di euro) che il gruppo Adr ha pianificato e messo in atto in questi anni in Francia. Da oltre 25 anni, infatti, il gruppo lombardo ripone grande fiducia nel mercato francese e nelle importanti società che producono assi e sospensioni per il mercato agricolo e per quello industriale.

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Un momento della visita di Hollande alla Sae-Smb del gruppo Adr ad Ham-les-Moines.

«Con la Sae-Smb Industrie, che perdeva 10 milioni di euro l’anno, abbiamo messo a punto un progetto molto ambizioso 4.0 – spiega Davide Radrizzani, direttore generale delle filiali francesi di Adr Group –. Il premier francese, interessato alle aziende che portano avanti queste iniziative che risanano il mercato, ha voluto con la sua presenza dimostrarci il suo apprezzamento e la sua gratitudine, auspicando che sempre più imprese seguano il nostro esempio per puntare con decisione sul concetto di usine du futur».

Adr, da piccola realtà lombarda dei primi anni Cinquanta, è oggi una multinazionale con 1.300 dipendenti e un fatturato di 200 milioni di euro. Oltre che in Francia, ha sedi anche in Polonia, Spagna, Inghilterra, Cina, Brasile, Canada e Stati Uniti, a testimonianza della internazionalizzazione intrapresa come chiave per la crescita, senza comunque dimenticare il mercato italiano, che resta fondamentale per fornire prodotti più evoluti e con maggior contenuto tecnico. Oggi l’export del gruppo di Uboldo rappresenta il 90% del fatturato, con mercati importanti soprattutto in Europa Centrale, Nord Africa, Cina e Giappone.

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