Kuhn, specializzazione in prima linea

Il gruppo francese spinge sempre più sul concetto di famiglie di prodotti

Diverse le novità Kuhn esposte a Parigi dopo quanto già visto alla scorsa Eima, sempre più orientate alla specializzazione in famiglie di prodotti. Cominciamo dal settore lavorazione terreno con il nuovo coltivatore Performer 3000 per trattori da 200 a 350 cv. La versione da 3 m di larghezza di lavoro, particolarmente adatta ai medio-piccoli clienti del mercato italiano, arricchisce la gamma di coltivatori combinati a denti/dischi Performer disponibili da 4/5/6 e 7 metri. Il Performer effettua 4 operazioni in un solo passaggio (one pass): triturazione, miscelazione e fessurazione, livellamento e consolidamento. Da segnalare l’introduzione del dente con sicurezza Non-stop idraulica regolabile fino a 900 kg che evita qualunque “sobbalzo” sul terreno anche nelle condizioni più difficili. Sempre in tema di coltivatori, a Parigi ha fatto il debutto il semi-portato Prolander 7500 da 7,5 m. Primo coltivatore a denti elastici della gamma Kuhn, il Prolander si adatta a diverse lavorazioni, dall’estirpazione superficiale (2° passaggio) al lavoro su aratura per la preparazione del letto di semina. Questa polivalenza è dovuta alla presenza di un dente elastico a forma di S da 70x12 mm, munito di un puntale diritto da 60 mm di larghezza o di uno a zampa d’oca da 180 mm.
03aPassando alla semina, dopo la presentazione all’Eima della versione 6000 R, la novità si chiama Espro 6000 RC in versione “doppia distribuzione”, ovvero la Combiseeder, che consente di distribuire il concime durante la semina, ma anche di miscelare 2 diversi tipi di sementi. Questa seminatrice, Isobus compatibile, è dedicata agli agricoltori che vogliono posizionare il concime sempre più vicino alla semente, evitando al contempo il rischio di bruciare la plantula, o che intendono seminare due tipi di sementi a diverse profondità. La tramoggia è divisa in 2 parti, ma può essere utilizzata con una sola tipologia di semente sfruttandone la piena capacità (5.500 l).
Chiudiamo con il comparto zootecnico, con due nuovi carri unifeed. Il primo, semovente, si chiama SPV Power, monococlea da 12, 14, 15 e 17 m3 di cubatura, con motore centrale John Deere da 170 cv, molto compatto (non supera i 2,50 m di altezza). Il secondo è il trainato SPV Profile, bicoclea (a Bologna era presente la versione monococlea), caratterizzato in particolare da una resistenza all’usura fuori dall’ordinario grazie alle due coclee miscelatrici in K-NOX (acciaio inox 3CR12). Da segnalare anche la precisione nella gestione dell’alimentazione grazie al sistema brevettato di pesatura con 5 celle di carico, il ridotto assorbimento di potenza grazie alla forma esclusiva delle coclee e i grandi volumi disponibili (da 18 a 34 m3) per le mandrie di vacche da latte fino a 270 capi (secondo il tasso di fibre).
Infine, a pochi mesi dal lancio della nuova gestione Isobus per le irroratrici e il terminale Canbus Visioreb, Kuhn ha presentato il nuovo sistema di gestione degli ugelli Multispray. Le irroratrici Kuhn vengono ora equipaggiate con un nuovo sistema automatico di selezione dell’ugello, così da utilizzare sempre quello più appropriato alle condizioni di lavoro. Il supporto è composto da 4 portaugelli e consente di pilotare automaticamente e indipendentemente ciascun ugello dalla cabina del trattore. Dunque, è possibile utilizzare gli ugelli più adatti alla dose desiderata o anche due ugelli simultaneamente. I vantaggi del sistema sono numerosi: migliore gestione delle fasi di accelerazione e decelerazione, per conservare una pressione adatta all’ugello, per assicurare sempre un lavoro di qualità; più facile modulazione della dose da un campo all’altro; chiusura automatica, sezione per sezione, via Gps per limitare la sovrapposizione tra i passaggi. Multispray sarà disponibile alla vendita sulle irroratrici Kuhn da maggio 2017 in quantità limitata.

 

2016, anno difficile

A seguito del terzo anno consecutivo di calo per il mercato mondiale delle attrezzature agricole, anche Kuhn ha risentito in termini di vendite, chiudendo il 2016 a quota 853 milioni di euro (-13% sul 2015). Sulla stessa linea, più o meno, anche la filiale italiana, dove sul calo di fatturato (-14%) hanno inciso in particolare i segmenti della lavorazione e della semina, mentre buone performance sono state registrate nei settori concimazione, zootecnia e a difesa.

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