Addio ai permessi per i giorni festivi

Il calendario dei divieti per l’anno in corso è applicabile, di fatto, solo agli autoveicoli, ma NON alle macchine agricole.
A sorpresa il Ministero dei Trasporti ha escluso le macchine agricole dalle limitazioni alla circolazione su strada nei giorni stabiliti dall’ormai celebre calendario

Con un intervento che ha sorpreso le stesse rappresentanze agricole, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha di fatto escluso le macchine agricole dalle limitazioni alla circolazione nei giorni festivi e in quelli stabiliti dall’ormai celebre calendario, in vigore dal lontano 1989.

Il nuovo indirizzo legislativo tiene conto delle osservazioni più volte presentate negli ultimi 10 anni, con particolare riguardo alla diversa sensibilità mostrata dalle prefetture: alcune concedevano le autorizzazioni senza problemi, altre con difficoltà più o meno motivate, altre ancora le negavano. I comportamenti sul territorio – e i relativi costi per gli operatori – erano davvero multiformi: qualche prefettura accettava la domanda multipla, mentre altre chiedevano un’istanza per ogni targa (con aumento dei costi per le marche da bollo); alcune prefetture accettavano, per le macchine eccezionali, l’autodichiarazione che le stesse erano autorizzate dall’Anas, mentre altre chiedevano l’originale del permesso o una copia autenticata (altra marca da bollo!).

Se aggiungiamo il fatto che in talune regioni il divieto non è mai stato realmente applicato (a volte il “non fare” può essere un indizio di buon senso...), comprendiamo come la nuova impostazione del ministero sia dettata da indubbie motivazioni di equità e di senso pratico.

Le macchine agricole circolano infatti su strade di interesse prevalentemente locale; se devono servirsi di strade di interesse nazionale (le ex statali rimaste nella competenza dell’Anas) lo fanno a malincuore e comunque per tratte molto brevi.

Scompare il divieto sulle strade statali a carreggiata unica

Tutte considerazioni, queste, che la Cai ha sempre fatto presenti, insieme al fatto che le grandi correnti del traffico turistico si sono da tempo spostate su autostrade e superstrade, le uniche in cui si può ancora circolare senza l’incubo dei misuratori di velocità tarati a 50 km/h. D’altra parte, i pochi turisti che ancora apprezzano la tranquillità di una gita fuori porta non hanno fretta e non hanno problemi se devono perdere qualche minuto al seguito di una macchina agricola, in attesa che cambi strada o si faccia da parte.

Analizzando il testo del decreto, osserviamo che i divieti di circolazione per le macchine agricole esistono ancora – sulla carta – ma sono operativi solo sulle autostrade, sulle strade extraurbane principali (quelle a 4 corsie con spartitraffico centrale), oltre che su altre strade e raccordi già espressamente vietati al transito dei mezzi agricoli. Scompare quindi il divieto di circolazione sulle strade statali a carreggiata unica, che in alcuni territori sono rimaste le sole vie comunicazione e di accesso ai fondi agricoli: in pratica le macchine agricole possono circolare, anche nei giorni di divieto, su tutte le strade non espressamente vietate.

Il decreto ministeriale si premura di specificare che le macchine agricole eccezionali devono recare con sé l’autorizzazione rilasciata dall’ente proprietario della strada, anche se in verità tale obbligo è già espressamente previsto dal Codice (art. 104) e dal Regolamento (art. 268).

I divieti non si applicano, inoltre, alle macchine operatrici, per le quali non vale neppure il divieto di circolazione su autostrade e superstrade, cosa particolarmente importante per quelle impiegate nei servizi per il ripristino della viabilità invernale (neve e sale). Il calendario rimane quindi valido solo per gli autoveicoli, come autocarri, autotreni e autoarticolati, tuttora largamente impiegati dalle imprese agromeccaniche anche per il trasporto dei prodotti agricoli.

Le disposizioni ministeriali sembrano peggiorative rispetto al passato, perché introducono qualche limitazione al trasporto delle merci deperibili, lasciando ampia discrezione delle prefetture: ciò che si è voluto evitare per le macchine agricole, viene riproposto per i camion, e non è cosa da poco. Se infatti qualche prefettura volesse interpretare le norme in senso restrittivo, la campagna di raccolta dei cereali – quelli che determinano le maggiori preoccupazioni – sarebbe a rischio, dato che la potenzialità produttiva delle mietitrebbie è assai maggiore di quella della catena logistica. In attesa dei chiarimenti da parte ministeriale, pubblichiamo il calendario dei divieti per l’anno in corso, ricordando ancora una volta che questi sono applicabili, di fatto, solo agli autoveicoli, ma NON alle macchine agricole.

Visualizza Calendario dei divieti di circolazione 2019

1 commento

  1. Vedo che qualcosa sta per iniziare andare per il senso giusto, cari ministri sappiate bene che ci tengo molto al pranzo domenicale con la famiglia è in estate capita di farlo in campo magari all’ ombra di un pianta mentre la mietitrebbia si raffredda da 40/45 temperatura estiva di diverse campagne per la raccolta del grano, e si proprio quel grano che a ferragosto ve lo trovate nelle tavole e davanti agli occhi per degustare i palati mentre la vendemmia incombe, ecco cari ministri perche ci troviamo ad usufruire delle strade per portare la qualità del buon gusto nelle tavole, che poi ci cercate d’ inverno per tenerle sgombre, siamo il settore primario h24 7/7
    Culetto Alessandro

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