Nozze d’argento per Väderstad

Marchetti Macchine celebra il quarto di secolo di partnership con la ditta scandinava. Presentando alcune novità nel campo della semina

Venticinque anni assieme sono un bel traguardo, sia per una coppia, sia per un matrimonio tra aziende. Ovvio quindi che Marchetti Macchine abbia voluto celebrare come si deve il rapporto, lungo un quarto di secolo, con Väderstad. «Era esattamente gennaio 1991 quando iniziammo a vendere Väderstad in Italia. Una delle prime macchine fu la seminatrice Rapid, che ancor oggi – opportunamente aggiornata – è uno dei nostri pezzi forti del nostro listino», fa notare Alberto Marchetti, responsabile commerciale dell’importatore italiano.

In trecento a Este

Per festeggiare la ricorrenza si sono ritrovati in trecento, presso la sede della Marchetti a Este (Pd). C’erano i concessionari, ma anche tanti contoterzisti e agricoltori: imprese di prestigio, in pratica i migliori clienti del gruppo. Per Väderstad, invece, era presente il responsabile commerciale per l’Italia Magnus Samuelsson, che ha portato i saluti e gli auguri della casa madre. Durante l’incontro, durato l’intera mattina, sono stati affrontati, in tre momenti distinti, il passato, il presente e il futuro sia di Väderstad sia della meccanica agricola.

3_DSC_10412_DSC_0937Per il passato, ovviamente, nulla di meglio che ricordare gli inizi della collaborazione, nell’ormai lontano 1991, ma anche la storia di Väderstad, azienda ancor oggi a conduzione famigliare, nata negli anni Sessanta e che conta attualmente oltre 1.100 dipendenti, con una presenza in quaranta paesi. Un’azienda, anche, fortemente votata all’innovazione, con un 9% dei guadagni investiti in ricerca e sviluppo e numerosi primati all’attivo. Per esempio, quello di aver applicato per prima una sospensione in gomma ai dischi di un coltivatore: il Carrier. Che fu, peraltro, il primo attrezzo del suo genere «a cui in seguito si sono ispirati in molti», sottolinea con una punta di malizia Marchetti.

Preparazione e semina

Carrier è, ancor oggi, una delle macchine di punta per il mercato Väderstad in Italia. Anzi, come sottolinea lo stesso Marchetti, è l’attrezzo per cui Väderstad è conosciuta nel nostro paese. Dotato di due serie di dischi con ammortizzatore in gomma su ciascuno di essi, è il classico preparatore per la lavorazione alternativa del terreno e dunque trae nuovo impulso dai Psr e dagli incentivi all’agricoltura conservativa. Nel campo dei preparatori, tuttavia, non si può dimenticare il Top Down, un attrezzo combinato che raggruppa, spiega Väderstad, quattro cantieri in una sola macchina. È infatti composto da una prima doppia fila di dischi, seguita da una doppia fila di ancore distanziate per meglio interrare i residui e da una fila di stelle livellanti che sminuzzano e pareggiano il terreno. A conclusione abbiamo il rullo di compattamento, che può essere di tipo packer o ad anelli. Facendo lavorare diverse combinazioni di elementi si possono ottenere quattro risultati: preparazione del letto sul modello Carrier con dischi e rullo, rimescolamento con le sole ancore (per stagioni piovose), rimescolamento e rullatura con ancore e rullo e, infine, lavorazione completa con l’impiego di tutti gli elementi.

4_DSC_0818Ultimo nato nella famiglia dei preparatori è invece il Cultus, erpice ad ancore con rullo finale, trainato o portato, dotato di 80 cm di luce sotto il telaio e 90 cm tra le ancore, per una lavorazione del terreno fino a 30 cm di profondità.

Non si può tuttavia parlare di Väderstad senza prendere in considerazione le seminatrici. Due, in particolare, vanno per la maggiore. Innanzitutto la già citata Rapid, macchina ultra-longeva, essendo arrivata a 25 anni di vita e 22.500 esemplari prodotti. Nella nuova versione (A 400-800S) è una seminatrice altamente performante, pienamente adatta alla moderna agricoltura con tramoggia da 2.900 o 3.100 litri. Quest’anno potrà essere equipaggiata con le due principali innovazioni di Väderstad per il 2016: Seed Eye, il sensore che rileva il passaggio dei semi nelle calate per evitare intasamenti, e la livella automatica Cross Board, auto-regolante, medaglia d’argento ad Agritechnica.

La seconda macchina su cui Väderstad punta per l’Italia è la Tempo, una seminatrice di precisione con larghezza da 6 a 12 file, fissa o pieghevole e dotata di elettronica sofisticata, come il dialogo wireless tra sensore Gps e trattore.

«Crediamo che Väderstad sia la chiave di volta per il futuro. Tra i marchi che vendiamo certamente questo è quello che meglio si adatta alla realtà italiana e che per il suo tasso di innovazione e tecnologia può dare grandi risultati in futuro. Per l’agricoltura è tempo di cambiare. Noi diciamo che può farlo con la Tempo», ha concluso Marchetti.

 

Uno sguardo al futuro

Immagine2ImmagineUna parte dell’incontro presso la Marchetti Macchine è stata dedicata al futuro dell’agricoltura e della meccanica in particolare. Secondo gli esperti di Väderstad, negli anni a venire si assisterà alla concentrazione della proprietà terriera con assunzione di maggior importanza per i contoterzisti. Parallelamente, si chiederà alle macchine agricole di essere sempre più efficienti e precise – motivo per cui sistemi come il Seed Eye saranno sempre più diffusi – ma anche semplici e intuitive. Non ci sarà più posto per cinque terminali in cabina: l’agricoltore vorrà fare tutto con un solo computer e vorrà anche che esso sia compatto e facile da usare. La robotica, infine, conquisterà un posto importante nelle campagne, sia con piccole macchine autonome sia con combinazioni del tipo slave-master, vale a dire un cantiere-robot che segue fedelmente il cantiere principale guidato da un operatore.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome