Massimo Silvestro, a disposizione della zootecnia

Massimo Silvestro nel Cuneese esegue i lavori più classici, ma fornisce anche servizi particolari come essiccamento cereali e trinciatura

Per quanto possa apparire normale, un'azienda di contoterzismo è sempre, per un verso o per l’altro, speciale. Prendiamo il caso di Massimo Silvestro: la sua è una ditta agromeccanica della provincia di Cuneo che esegue i più classici dei lavori: aratura, semine, preparazione del terreno, trinciatura e raccolta. Niente movimento terra, niente trasporti né alcuna delle varie attività abbracciate negli ultimi anni da molti imprenditori del settore per arrotondare i bilanci.

Claas 860, una delle tre trinciacaricatrici in attività presso l'azienda Silvestro.
Claas 860, una delle tre trinciacaricatrici in attività presso l'azienda Silvestro.

Eppure, anche Silvestro ha la sua particolarità; anzi ne ha due. La prima è il servizio di essiccamento dei cereali porta a porta: con due impianti mobili gira tra le cascine dei clienti per fornire un servizio non molto comune, ma assai richiesto. «C'è parecchio lavoro – ci conferma il diretto interessato – soprattutto perché le aziende, ultimamente, hanno cominciato a non vendere più i cereali, preferendo usarli per autoconsumo: li tengono in casa e li danno agli animali». Siccome molti di questi agricoltori non sono forniti di essiccatoio, ecco nascere una nuova opportunità per i contoterzisti: «In effetti ci siamo dotati degli essiccatoi mobili proprio per rispondere a questa necessità. Purtroppo sono impianti che non riescono a trattare molto cereale in un giorno, altrimenti il lavoro sarebbe anche maggiore. Sempre più stalle, infatti, producono in proprio i mangimi e quindi hanno bisogno di una notevole quantità di granella». A spingere gli agricoltori verso questa soluzione è sicuramente la possibilità di usare il proprio prodotto in azienda, ma al tempo stesso il basso prezzo dei cereali, che non rende conveniente la vendita sul mercato. Chi ha animali in azienda – e nel Cuneese sono molti ad averne – riesce così a valorizzare la propria produzione agricola.

Al servizio degli allevamenti

La zootecnia è il principale pilastro su cui poggia la ditta di Silvestro. Collocata a Villafalletto, nei pressi di Savigliano, si trova infatti in una zona ricca di allevamenti: «Abbiamo, in primo luogo, i suini, ma anche numerose stalle da latte. E infine non dobbiamo dimenticare i bovini da carne, che da queste parti rappresentano ancora una bella realtà grazie alla razza piemontese». Per gli allevatori, oltre al servizio di essiccamento appena citato, Silvestro effettua anche attività molto più convenzionali, come la trinciatura. «In effetti facciamo un bel lavoro con le trince, su molti prodotti. Iniziamo da triticale e loietto e poi continuiamo con il mais e il sorgo, fino ad arrivare ai primi di novembre con i secondi raccolti».

Tutti i trattori, a eccezione di uno, sono New Holland. L'ultimo arrivato è un T6 Blue Power.
Tutti i trattori, a eccezione di uno, sono New Holland. L'ultimo arrivato è un T6 Blue Power.

Tra i clienti figurano, ovviamente, anche gli impianti di biogas: «Al momento ne serviamo tre, ma non facciamo per essi il servizio completo. Preferiamo tenere in piedi diversi contratti, piuttosto che legarci a poche aziende. Per gli impianti, quindi, collaboriamo con altri contoterzisti in una specie di consorzio di fatto». In ogni caso, ci spiega Silvestro, la trinciatura a beneficio delle stalle è ancora maggioritaria: «Se guardiamo alla superficie totale raccolta durante l'anno, i principali clienti sono ancora quelli zootecnici. Come ho detto prima, il settore qui è ancora vitale, nonostante il pessimo prezzo del latte». Precipitato da 41 a 33 centesimi al litro, il latte in effetti ha perso, soltanto nel corso dell'ultimo anno, circa il 20% del suo valore. «Non è tutto: anche le quotazioni dei cereali, come noto, sono scese e gli agricoltori fanno molta fatica».

Di conseguenza, viene da pensare, faranno fatica anche i contoterzisti, quando è il momento di incassare i compensi per le loro prestazioni. «Portare a casa i soldi non è mai facile. Tuttavia, la nostra azienda sta meglio di molte altre. Abbiamo infatti clienti di vecchia data, che ci conoscono da tempo e non ci fanno aspettare troppo, quando è il momento del saldo. Ciò non toglie che la situazione sia difficile per tutti».

Nuovi concorrenti

Un altro dei classici problemi di un'azienda agromeccanica è la concorrenza.

Apertura del campo in retromarcia e con carro parzialmente alzato per intercettare il prodotto.
Apertura del campo in retromarcia e con carro parzialmente alzato per intercettare il prodotto.

Cuneo, in questo senso, era un'isola felice, nel senso che le aziende di contoterzismo non sono mai state numerose come in altri territori. È ancora così?

«Purtroppo no. I contoterzisti puri continuano a non essere molti, ma negli ultimi anni si sono fatte avanti molte aziende agricole che, grazie alla multifunzionalità, fanno attività presso terzi. Piccole cose, hanno magari una o due macchine, tuttavia tolgono lavoro».

Problema che però tocca marginalmente la Silvestro Contoterzi, che – a quanto dice il proprietario – ha richieste in abbondanza.

«In certi periodi vorrei dire che ne abbiamo anche troppe, ma non lamentiamoci. In realtà sono contento: sia perché di questi tempi avere lavoro è una fortuna, sia perché, chiamandoci, i clienti ci dimostrano fiducia, anche se i nostri prezzi non sono sempre i più bassi del mercato».

«Questo accade perché cerchiamo di lavorare soprattutto sulla qualità e la qualità, ovviamente, costa qualcosa in più. I nostri clienti lo sanno e lo apprezzano».

Rotoballe: meglio fasciate

Legata alla zootecnia, ma anche alla volontà di dare un servizio altamente qualificato, è la seconda particolarità della Silvestro Contoterzi, la fasciatura delle rotoballe: un'attività non proprio inedita, ma comunque ancora piuttosto inusuale nel nostro paese. «Ma destinata a prendere piede – ci spiega l’imprenditore – in quanto gli allevatori l’apprezzano molto e, dopo averla sperimentata, immancabilmente la chiedono di nuovo». Silvestro è alla prima esperienza nel settore: è partito la primavera scorsa, quando ha acquistato una rotopressa combinata Fusion Vario della McHale.

La Fusion Vario McHale è l’unica rotopressa al momento presente in azienda.
La Fusion Vario McHale è l’unica rotopressa al momento presente in azienda.

Si tratta del primo e unico esemplare arrivato nel nostro paese. «Dovevamo cambiare la rotopressa e, già che c’eravamo, abbiamo scelto di investire in un nuovo settore, anche per differenziarci dalla concorrenza. Questo, non tanto per rubare clienti ai colleghi, quanto per dare un’opportunità in più alla nostra clientela abituale». Opportunità che, a giudicare dal numero di balle prodotte, è stata sfruttata da molti. «In effetti, nella prima stagione abbiamo fatto qualcosa più di seimila pezzi, la gran parte fasciati».

La McHale è attualmente l'unica rotopressa dell'azienda e dunque è usata anche per rotoballe tradizionali. «Abbiamo però due Quadrant Claas, con le quali fino all’anno scorso facevamo il grosso del lavoro». La Fusion Vario è stata utilizzata principalmente per loietto e, in tarda stagione, per la medica. Ha imballato però anche un discreta quantità di paglia. «Alcuni clienti ci hanno chiesto di usare la McHale sulla paglia perché è dotata di rotore con taglio a 4 cm di lunghezza. Devo dire che è venuto un lavoro eccellente e i clienti sono rimasti molto soddisfatti. Senza dubbio il rotore è uno dei punti di forza della macchina, assieme alla capacità di pressatura».

Per le macchine da raccolta Silvestro ha scelto Claas, con quattro mietitrebbie e tre trinciacaricatrici.
Per le macchine da raccolta Silvestro ha scelto Claas, con quattro mietitrebbie e tre trinciacaricatrici.

Senza però dimenticare la fasciatura, vera particolarità che distingue la Fusion Vario. «Le rotoballe fasciate sono una soluzione eccellente per chi fa allevamento: il prodotto si conserva meglio rispetto al fieno secco ed è anche più nutriente. Ce l'hanno confermato gli allevatori, spiegandoci che quando hanno cominciato a usare i balloni insilati hanno notato un miglioramento nella qualità del latte, soprattutto per la percentuale di grassi. Rispetto all'essiccamento naturale, l’insilaggio preserva infatti meglio le proteine e fornisce quindi un alimento più ricco. Inoltre semplifica notevolmente la preparazione della razione alimentare: usando erba già tagliata, si sforza meno il carro miscelatore, si abbattono i consumi di gasolio durante la preparazione dell’unifeed e si riduce fortemente l'usura del carro, che ha così una durata maggiore». Da non trascurare, infine, la possibilità di estendere la campagna di raccolta. Per esempio, una volta terminata la trinciatura, a fine ottobre, Silvestro ha ripreso in mano la pressa e ha battuto i campi di medica della zona, realizzando centinaia di balle insilate. «In questo modo liberiamo i campi per l’inverno e aumentiamo un po’ la produzione di foraggio». Una produzione che, ovviamente, andrebbe persa se si volesse essiccare il fieno in campo ad autunno inoltrato.

Visti i numerosi vantaggi che presenta, si penserebbe che la produzione di balloni insilati sia destinata ad aumentare nei prossimi anni. «È possibile – conferma Silvestro – ma bisogna vedere quanti allevatori saranno disposti a pagare un prezzo maggiorato per le balle, in un momento in cui i guadagni sono così bassi. Con il latte a 40 centesimi staremmo tutti meglio».

 

Contoterzisti da quattro generazioni

L’attività a servizio dell’agricoltura parte, per la famiglia Silvestro, all’inizio del secolo scorso. «Fu il mio bisnonno Giuseppe ad aprire l’azienda, facendo trebbiatura con le macchine a vapore. Mio nonno Michele e poi mio padre consolidarono e ampliarono l’attività». Da qualche anno, Massimo si è affiancato al padre Corrado e i due hanno ulteriormente ampliato il lavoro, anche grazie a due dipendenti fissi e agli stagionali, chiamati per la raccolta.

Che per la Silvestro Contoterzi è una faccenda seria: hanno infatti quattro mietitrebbie e tre trinciacaricatrici. «Tutte Claas – ci dice Massimo – e precisamente le Lexion 430, 440, 510 e 570 e le Jaguar 850, 860 e 940, l'ultima arrivata, che ha ormai sei campagne alle spalle». A completare il parco macchine, oltre alle varie attrezzature, vi sono poi dieci trattori, tutti New Holland a eccezione di un Claas. di O.R.

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