Agromeccanica Rossi, biogas, verde e melograno

In estate l’azienda è stata una delle poche che ha potuto provare la nuova trincia 8800 di John Deere.
L’Agromeccanica Rossi, nel Viterbese, ha ricavato ulteriori spazi di mercato affiancando nuove attività a quelle tradizionali

Davvero non c’è un’impresa di contoterzisti uguale all’altra. Ne puoi trovare dieci che fanno più o meno le stesse cose, ma stai pur certo che l’undicesima sarà fuori dagli schemi: ed è per tale motivo che in questa puntata parleremo di melograni e Radio Vaticana.

Dopo aver valutato la Big X 850, Rossi ha scelto la 650, più maneggevole ed economica.

Siamo a nord di Roma, più precisamente a Vetralla, provincia di Viterbo. Qui ha sede una ditta tra le più conosciute della zona, l’Agromeccanica Rossi, attualmente guidata da Roberto Rossi, nipote del fondatore. «Fu in effetti mio zio a iniziare l’attività; quando la rilevai, ormai trent’anni fa, aveva quattro macchine e un piccolo parco clienti». Macchine e clienti sono decisamente aumentati in questi tre decenni: oggi l’Agromeccanica Rossi ha una decina di trattori, due macchine da raccolta e diversi escavatori e scraper per lavori stradali e movimento terra in genere. A muoverli sono cinque dipendenti, oltre al titolare.

Agricoltura ed edilizia

Tra le attività svolte dalla ditta non mancano i trattamenti, su cereali di diverso tipo.

A giudicare dal numero di macchine, il settore edile è importante quasi quanto quello agricolo. «Tuttavia – ci spiega il titolare – negli ultimi anni il primo è molto altalenante, a causa della ben nota crisi. Diciamo che lo manteniamo soprattutto per far lavorare i dipendenti anche nei mesi invernali». Nel movimento terra Rossi esegue sbancamenti, livellamenti e scassi di vario tipo, per strade, piazzali, ma anche per la pulizia di corsi d’acqua. In agricoltura, invece, la ditta effettua ogni tipo di lavorazione, dall’aratura alla raccolta, passando per semina e trattamenti. I settori sono in parte quelli noti, a cominciare da cereali e foraggi, seguiti in tutto il ciclo.

Giuseppe Goddi, uno dei dipendenti di lungo corso della ditta Rossi.

«Per la raccolta – ci spiega Giuseppe Goddi, uno dei dipendenti dell’azienda – abbiamo una Claas Lexion e poi una trincia Big X 650 della Krone che ci sta dando grandi soddisfazioni, perché ci permette di lavorare nel settore del biogas, uno degli ultimi a tirare in agricoltura». Tanto che, ci dicono a Vetralla, si sta pensando a una seconda trincia, da impiegare, ancora una volta, principalmente per il biogas, acquisendo nuovi clienti. «Non che la Big X abbia problemi: è una macchina con una buona produttività – aggiunge Goddi – e al tempo stesso consumi accettabili. Ci fu consigliata da Krone Italia, in base alle nostre previsioni di utilizzo, al posto della 850 e in effetti il consiglio fu eccellente, perché la 850 sarebbe stata eccessiva per i nostri appezzamenti».

Come unica mietitrebbia Rossi ha scelto la Lexion di Claas.

Con la Big X Rossi arriva fino alla provincia di Arezzo, dove serve un impianto di biogas. La normale attività va invece dal litorale laziale a Roma Nord, senza dimenticare ovviamente la provincia di Viterbo. Proprio per far fronte a un’area di lavoro così vasta, l’azienda sta pensando a una seconda trinciacaricatrice. «Anche perché – conclude Goddi – abbiamo già trattori e camion sufficienti a servirla, grazie all’attività nel movimento terra, e avremmo anche clienti per giustificarne l’acquisto».

Nuove colture: il melograno

Semina con pacciamatura nei terreni del centro Italia.

Non scendiamo spesso nel Lazio, con questa rubrica, e allora approfittiamone per dire due parole sull’agricoltura di questi lidi. «Che dire, è un tipo di agricoltura abbastanza tradizionale: grano duro, orzo, un po’ di tenero e poi olivi e allevamenti di ovini. Tutti settori abbastanza in crisi e questo ovviamente si ripercuote su noi contoterzisti. Anche per questo l’azienda guarda al biogas; oltre un certo livello dimensionale è un settore che non puoi trascurare», fa notare Goddi. L’opinione è ovviamente condivisa da Rossi, che ricorda come «Siamo in lotta tutti i giorni, ma tra seminativi e lavori sugli impianti di frutteto si tira avanti».

Il settore del movimento terra, un tempo vivace, oggi subisce i colpi della crisi e le macchine sono usate soprattutto in ambito agricolo.

A proposito di frutticoltura, l’Agromeccanica Rossi è attiva nella realizzazione di noccioleti, ma soprattutto di impianti di melograno, una realtà emergente che sembra avere buone prospettive nel Lazio. «Dal litorale laziale al Viterbese, il melograno si sta espandendo e noi abbiamo un contratto di esclusiva con una cooperativa siciliana che sta lavorando molto nella nostra zona», ci spiegano a Vetralla. Forte anche di una domanda in crescita – il melograno figura tra i frutti ricchi di antiossidanti e dunque particolarmente richiesti negli ultimi anni – gli impianti di questa pianta di provenienza israeliana sono in costante aumento e questo, ovviamente, favorisce i contoterzisti, che si occupano della preparazione del terreno. «La realizzazione di un frutteto richiede lavori importanti di sbancamento, scasso, baulatura e infine pacciamatura. Si tratta di un investimento anche impegnativo, ma che ha una durata minima di 20 anni, per cui le imprese lo affrontano volentieri», dice l’operatore dell’Agromeccanica.

Nei giardini del Vaticano

I mezzi usati per il movimento terra tornano utili, in epoca di raccolta, per il trasporto del trinciato.

L’attività industriale, come abbiamo scritto, è altalenante e segue l’andamento, purtroppo negativo, ultimamente, della crisi economica. Accanto al movimento terra tradizionale c’è però un settore in crescita ed è quello del verde, sia pubblico sia privato. L’Agromeccanica Rossi lo effettua con un John Deere serie 5000 e alcune attrezzature, ma a incuriosire non è tanto l’attività in sé – abbiamo già trovato in diverse occasioni terzisti specializzati nel garden – quanto piuttosto i clienti, o meglio uno di essi. «Tra le altre cose – ci spiega Rossi – curiamo il verde attorno alle antenne di Radio Vaticana. Siccome seguiamo un’azienda contigua a quei terreni, ci è stato affidato anche questo servizio». Un’attività del tutto particolare per un’azienda che non ha paura di percorrere nuove strade.

 

Sempre più giallo-verdi

 

Tre John Deere 8000 sono i portabandiera dell’azienda nel campo dei trattori.

Il parco macchine dell’Agromeccanica Rossi – parliamo del settore agricolo, ovviamente – è composito, ma si sta ultimamente tingendo sempre più dei colori John Deere, marchio giudicato affidabile e al tempo stesso confortevole in cabina. Negli ultimi anni sono pertanto arrivati a Vetralla tre 8000 (8285, 8345 e un 8370 R acquistato a inizio anno), oltre al 5000 usato per la manutenzione del verde. A fianco troviamo qualche Deutz-Fahr e macchine di marchi sparsi. Non univoca, infine, la scelta per le macchine da raccolta: Claas nelle mietitrebbie e presse, Krone per le trinciacaricatrici, ma non è detto che la seconda macchina – se mai arriverà – sia ancora tedesca. O.R.

 

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