Sima 2017 tra luci e ombre

Numero record di espositori (1.770), ma visitatori in calo per il secondo anno consecutivo

La 77esima edizione del Sima di Parigi ha da poco chiuso i battenti e si porta dietro numeri e commenti contrastanti. Al numero record di espositori (1.770) ha fatto da contraltare il calo dei visitatori (il secondo consecutivo, dopo il boom del 2013, con 232.000 accessi rispetto agli oltre 238.000 del 2015, pari a quasi il 3% in meno), che ha riguardato in egual misura quelli francesi e quelli esteri (sempre il 23% del totale). E a livello di espositori, da segnalare purtroppo la “disaffezione” della compagine italiana, che ogni anno perde un pochino di terreno, tanto che quest’anno si è raggiunta a fatica la soglia delle 100 aziende (nel 2003 erano quasi il doppio…).

Anche quest’anno le innovazioni premiate avevano una caratura tecnica di un certo livello.
Anche quest’anno le innovazioni premiate avevano una caratura tecnica di un certo livello.

02bMalgrado un contesto difficile, riferiscono gli organizzatori del salone parigino, i professionisti del mondo agricolo si sono dati appuntamento al Sima con la volontà di guardare al futuro in modo realistico e ottimista. In tal senso, Yoann Marchand, responsabile Comunicazione e Promozione vendite di Massey Ferguson France, ha notato «un’atmosfera soddisfacente, inattesa in questo periodo difficile, e un pubblico dal profilo e dai progetti interessanti, in cerca di soluzioni tecnologiche». A testimonianza dell’interesse crescente di numerosi paesi per le innovazioni presentate al Sima, questa edizione ha ancora una volta accolto numerosi visitatori internazionali, come riferisce Haroldo Korte (Brasile) specializzato nella vendita on line di bovini, che ha visto nel Sima «un’eccellente opportunità per incontrare, in uno stesso posto, gli operatori che contano». Da parte sua, Thien Minh, concessionario vietnamita, ha scelto di visitare il Sima «perché si rivolge a tutte le tipologie di agricoltura». A onor di cronaca, da voci raccolte in fiera sono emersi anche pareri secondo i quali il Sima ha perso un po’ il suo carattere di internazionalità per assumere quello di fiera prettamente “francofona”. Positivo il giudizio sulla “caratura” delle innovazioni premiate agli Innovation Awards, un po’ meno brillante quello sulle novità presenti in fiera, nel senso che molte di queste erano state presentate all’Eima di Bologna lo scorso autunno.
Quanto alla tematica “Essere agricoltori tra 10 anni”, il Sima ha proposto il nuovo appuntamento al Village Start-Up. Intervistato su questa iniziativa, il presidente di Ferme Digitale e di Agrieconomie, Paolin Pascot, si è detto «soddisfatto che l’innovazione numerica sia stata collocata al centro del salone. Questo nuovo luogo di scambi ci ha permesso di ottenere diversi contatti, in particolare tramite i nostri atelier, molto partecipati».
Due eventi in particolare si sono rivelati strumenti reali di interrelazione tra gli operatori del settore: il Dealer’s Day-ting, con i suoi incontri BtoB tra espositori e concessionari di tutto il mondo, e il Sima African Summit, che ha riunito professionisti del mondo agricolo, espositori, istituzioni e operatori privati africani.
Infine, il Simagena. Tra vendite all’asta e concorsi di razze bovine ancora una volta è stato luogo di incontri e affari per le filiere bovine francese e internazionale.

Eima Agrimach a dicembre

Goldoni (a sinistra) e Singh durante l’incontro con la stampa organizzato da FederUnacoma.
Goldoni (a sinistra) e Singh durante l’incontro con la stampa organizzato da FederUnacoma.

Dopo il formidabile “exploit” di Paesi come l’India e la Cina, che negli ultimi anni si sono affermati come i maggiori mercati in termini di trattrici vendute, con oltre 600 mila unità medie in India e oltre 400 mila unità medie in Cina, nuovi Paesi emergono nell’area del Far East. Nella classifica mondiale dei mercati che registrano i maggiori incrementi nelle importazioni di trattrici nel periodo dal 2010 al 2015, ai primi sette posti si trovano ben cinque Paesi dell’Estremo Oriente (Myanmar, Filippine, India, Vietnam e Cambogia) e nella classifica mondiale delle importazioni di macchine agricole operatrici i primi quattro posti sono tutti occupati da Paesi dell’Estremo Oriente (nell’ordine Myanmar, Cambogia, Filippine e Vietnam). Questi dati – presentati al Sima di Parigi dal presidente FederUnacoma Massimo Goldoni e dal direttore aggiunto della Ficci (Federazione Indiana delle Camere di Commercio e Industria) Jasmeet Singh – evidenziano la collocazione strategica di Eima Agrimach, esposizione organizzata da FederUnacoma e Ficci, che terrà a New Delhi dal 7 al 9 dicembre prossimo la sua quinta edizione biennale.

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