Carburante agevolato, cosa fanno le regioni

Le nuove disposizioni lasciano più spazio alla discrezione delle singole regioni, sulla base di esigenze dettate da clima, colture praticate e lavorazioni svolte

Come annunciato da tempo – sul numero di marzo di questa rivista – il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha emanato, il 30 dicembre 2015, il decreto con le nuove tabelle dei consumi di carburante agevolato, che sostituisce integralmente quello del 26 febbraio 2002. Il decreto ministeriale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 50 del 1° marzo 2016, contiene alcune novità rispetto al passato e soprattutto introduce nuove tabelle dei quantitativi assegnabili in relazione alle colture e alle lavorazioni svolte (ettaro coltura). Una delle principali novità riguarda l’inserimento di nuove colture, non previste nella vecchia normativa, e soprattutto di nuove lavorazioni, come la semina diretta o combinata; aumenta i parametri per diverse lavorazioni, come i trattamenti, la trinciatura e l’insilamento. Seguendo l’evoluzione dell’agricoltura, che ricorre al contoterzismo con frequenza sempre maggiore, è stato quasi raddoppiato il parametro per i trasferimenti extra aziendali, che sale da 3,5 a 6 litri per ciascun ettaro lavorato.

Le nuove disposizioni lasciano più spazio alla discrezione delle singole regioni, in relazione a particolari esigenze locali, legate al clima, alle colture praticate e alle lavorazioni svolte. Le modifiche alle tabelle e ai parametri possono essere adottate con un semplice atto amministrativo e non più con una delibera del Consiglio o dell’Assemblea regionale, a condizione che le variazioni vengano notificate al Ministero. È stato inoltre stabilito che, per la definizione di eventuali modifiche alle tabelle ettaro coltura, le Regioni possono sentire il parere delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative, e quelle delle imprese agromeccaniche. In realtà, il processo di adattamento delle tabelle è appena iniziato, seppure con forti differenze fra regione e regione; bisogna inoltre tenere conto che i programmi informatici regionali non avrebbero potuto essere modificati fino al 30 giugno, data ultima per la verifica dei consumi 2015. La revisione degli applicativi regionali potrebbe infatti richiedere molto tempo e rendere applicabili le nuove tabelle solo dal prossimo anno.

Emilia Romagna prima della classe

Rispondendo alle sollecitazioni presentate dalle imprese agromeccaniche, forse le più interessate all’aumento dei parametri, la Regione Emilia Romagna si è mossa con grande tempestività, completando già a metà maggio le consultazioni con le organizzazioni agricole e agromeccaniche. Il risultato ha comportato l’inserimento, nelle “vecchie” tabelle regionali (più volte modificate nel passato per rispondere alle esigenze degli utenti, e in particolare dei terzisti) dei nuovi parametri di consumo stabiliti dal ministero.Grazie a queste modifiche è ora possibile, per chi ne fa richiesta, aggiornare l’assegnazione 2016 (già concessa) con i nuovi parametri, aumentando di conseguenza il quantitativo assegnato.

Questo è stato reso possibile dalla modifica del programma informatico, che presenta ora un comando per aggiornare i valori e stampare un nuovo libretto con la nuova assegnazione. La Regione si è impegnata a riconvocare le parti a fine estate per l’adozione generalizzata delle nuove tabelle ministeriali, con le opportune integrazioni di interesse regionale, in tempo utile per le assegnazioni relative all’anno 2017. Fra queste occupano un posto di primo piano le cosiddette “lavorazioni straordinarie” di competenza delle imprese agromeccaniche, comprendenti le sistemazioni fondiarie, le lavorazioni conservative e le operazioni colturali più innovative, non previste dalle tabelle ministeriali.

Lombardia fra luci e ombre

La La Regione Lombardia ha dimostrato fin dal primo momento una grande sensibilità alle problematiche sollevate dalle imprese agromeccaniche, con particolare riguardo alle operazioni di sistemazione fondiaria e alle lavorazioni conservative. Tuttavia, le buone intenzioni mostrate dalla Regione si sono scontrate, già nei mesi scorsi, con la constatazione che taluni enti delegati non avrebbero operato nel rispetto della legge e delle direttive regionali nelle operazioni di verifica dei consumi e di rilascio delle assegnazioni. A questo si aggiunge la riforma degli enti locali, che ha ridisegnato le competenze e le funzioni delle province, sostituite, per le materie agricole, dagli uffici territoriali regionali (Utr) e dalla provincia di Sondrio. Il quadro si completa con l’ormai imminente sostituzione del vecchio applicativo Siarl, con una nuova piattaforma informatica regionale (Sisco) che, a regime, permetterà di gestire anche il servizio Uma.

In questa fase intermedia, che vede la contemporanea introduzione delle nuove tabelle ministeriali sull’ettaro coltura, l’amministrazione aveva scelto di tornare alle domande di assegnazione in formato cartaceo, non essendoci la possibilità di modificare un applicativo ormai in dismissione. Se per un’azienda agricola la domanda su carta non presenta particolari problemi operativi, per le imprese agromeccaniche il ritorno al cartaceo comporta innegabili difficoltà, se non altro per i notevoli volumi di documenti da produrre. Sull’argomento Confai si era mostrato molto critica, sollecitando la regione ad accelerare l’entrata in funzione della nuova procedura informatica. Per il 2016, Confai aveva proposto il rilascio di un’assegnazione provvisoria (fino al 70% del fabbisogno normale), per consentire agli uffici territoriali regionali di effettuare tutti i controlli prima dell’assegnazione definitiva. Secondo l’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Fava, le attuali criticità potrebbero essere superate, una volta che la nuova piattaforma informatica sarà entrata completamente a regime. Inoltre, già dal 1° luglio è possibile richiedere o modificare l’assegnazione, in base ai nuovi valori di consumo definiti dalle tabelle ministeriali, già integralmente recepite dalla Regione.

Puglia, qualcosa si muove

La concessione del beneficio fiscale sul gasolio, nella Regione Puglia, è stata storicamente dominata da gravi incomprensioni nei confronti delle imprese agromeccaniche, che hanno sempre vissuto un rapporto di sudditanza rispetto alle aziende agricole. Mentre queste potevano giustificare i consumi solo con la propria esistenza e con le colture dichiarate, indipendentemente dall’effettiva esecuzione delle lavorazioni e dal possesso di macchine idonee, gli agromeccanici sono sempre stati considerati come beneficiari indiretti dell’agevolazione.

Un esempio può aiutare a capire questa interpretazione distorta della legge: se l’agricoltore non aveva dichiarato che intendeva far lavorare una certa impresa agromeccanica, questa non poteva di fatto rendicontare il lavoro svolto e doveva dichiarare di avere usato il gasolio per scopi illeciti. Con questo meccanismo perverso, il contoterzista veniva costretto ad autodenunciarsi alla Guardia di Finanza ed a pagare la differenza di accisa. Una situazione assurda, determinata da un programma informatico palesemente errato, in contrasto con le stesse disposizioni regionali, oltre che con la norma di riferimento (D.M. 454/2001).

Il provvidenziale intervento del nuovo assessore all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, sollecitato da Unima attraverso le proprie sedi territoriali, sembra destinato a confinare questa situazione fra i ricordi del passato. Secondo l’assessore, il recepimento delle nuove tabelle ettaro coltura sarà l’occasione buona per modificare il programma regionale, concedendo alle imprese agromeccaniche pari dignità rispetto alle aziende agricole, in considerazione del ruolo che entrambe svolgono nel processo agricolo.

Sicilia, partono le consultazioni

La Regione Sicilia ha mostrato da tempo, nei rapporti con il Servizio Tecnico Unima, un grande interesse per la risoluzione dei problemi delle imprese agromeccaniche, viste come un importante fattore di sviluppo per il settore primario. Un settore ancora dominato da piccole realtà aziendali, che ricorrono al contoterzismo per le gestione di alcune operazioni colturali come le sistemazioni fondiarie (frantumazione pietrame, livellamento e impianti specializzati), la lavorazione del terreno e la raccolta dei prodotti agricoli.

Già in fase di conclusione delle verifiche annuali ex Uma per l’anno 2015 e per l’assegnazione 2016, la Regione ha attivato il tavolo di consultazione con le rappresentanze delle aziende agricole e delle imprese agromeccaniche, convocato per il 6 luglio. L’agricoltura siciliana presenta infatti una notevole specificità climatica e colturale rispetto alla media nazionale, in forza di una posizione geografica che la colloca fra l’area temperata e quella subtropicale, che consente di ottenere prodotti di altissimo pregio. Le imprese agromeccaniche auspicano che il processo di aggiornamento e di implementazione delle tabelle ettaro coltura ministeriali possa tenere debito conto delle esigenze dell’agricoltura dell’isola, e di quelle espresse dal contoterzismo, ormai altamente specializzato.

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