Al Fendt 1000 Vario Tour Fava rilancia: «Psr aperto ai contoterzisti»

Fendt rilancia nel comparto delle alte potenze

In un mercato italiano che continua a dare segni di debolezza (a fine agosto il dato delle immatricolazioni di trattori era ancora negativo del 3%) Fendt prova a rilanciare nel comparto dove è più forte, quello delle alte potenze. «Un segmento – rileva Marco Mazzaferri, al vertice del marchio tedesco in Italia – che sta soffrendo più della media, con cali superiori alle due cifre. In questo contesto siamo soddisfatti della performance 2016 (stimata in 760 trattori, ndr) e, soprattutto, guardiamo avanti portando in campo il massimo della tecnologia possibile, il trattore Fendt 1000, del quale è stato appena consegnato il primo modello in Italia»

Da sinistra: Paolo Fogagnolo di Trelleborg, l’assessore lombardo Gianni Fava e Marco Mazzaferri, al vertice di Fendt in Italia.
Da sinistra: Paolo Fogagnolo di Trelleborg, l’assessore lombardo Gianni Fava e Marco Mazzaferri, al vertice di Fendt in Italia.

E nella tappa del Fendt 1000 Vario Tour di Manerbio nel Bresciano, a Mazzaferri arriva l’assist di Gianni Fava, assessore all’Agricoltura della Lombardia: «Questo trattore è un esempio di dove è arrivata l’innovazione a vantaggio dell’agricoltura. Rimane il dubbio, però, se le politiche europee e del governo appoggino concretamente la diffusione delle novità della meccanizzazione o se, come penso, abbiano perso l’occasione per un salto di qualità».

«Le vendite di trattori in Europa, ma soprattutto in Italia – ha ricordato Fava – sono in sofferenza. Sostengo da tempo che anche le imprese agromeccaniche avrebbero dovuto poter accedere a specifiche misure del Psr sull’innovazione in meccanizzazione. Questo avrebbe permesso di ammodernare uno dei più obsoleti parco macchine d’Europa, senza distogliere fondi alle imprese agricole».

«L’Europa non ha acconsentito all’apertura dei Psr – ha concluso Fava – di fatto vanificando una razionalizzazione delle vendite e a un ammodernamento che avrebbe migliorato la competitività, favorendo una riduzione dei costi. Purtroppo anche il ministero delle Politiche agricole non ha voluto ascoltare la Lombardia sull’accesso dei contoterzisti, mi auguro ci ripensi e individui formule specifiche di sostegno».

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